Sala: l’amnesia come programma

Cara Operai Contro, “non ho la capacità di ricordarmi ogni numero”, dice Sala incalzato dai giornalisti per non aver ancora presentato il bilancio completo dell’Expo. Forte della sua amnesia, Sala l’uomo di Renzi candidato a sindaco di Milano nelle prossime elezioni, è una garanzia per padroni e faccendieri che, dopo aver fatto affari con l’Expo, potranno fare altrettanto votando Sala sperando nella sua elezione a sindaco di Milano. Con l’amnesia di Sala certificata da Renzi, si potrà ripetere il successone dell’Expo: montagne di sodi pubblici investiti a perdere, montagne di profitti in tasca a padroni e faccendieri. Saluti da […]
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Cara Operai Contro,

“non ho la capacità di ricordarmi ogni numero”, dice Sala incalzato dai giornalisti per non aver ancora presentato il bilancio completo dell’Expo. Forte della sua amnesia, Sala l’uomo di Renzi candidato a sindaco di Milano nelle prossime elezioni, è una garanzia per padroni e faccendieri che, dopo aver fatto affari con l’Expo, potranno fare altrettanto votando Sala sperando nella sua elezione a sindaco di Milano. Con l’amnesia di Sala certificata da Renzi, si potrà ripetere il successone dell’Expo: montagne di sodi pubblici investiti a perdere, montagne di profitti in tasca a padroni e faccendieri. Saluti da un affezionato lettore.

Dal Fatto quotidiano

Expo, Sala non riesce ancora ad ammettere il rosso del 2015: “Non mi ricordo tutti i numeri”

Niente da fare. Anche a distanza di settimane dall’assemblea dei soci di Expo del 9 febbraio scorso che ha certificato le perdite registrate nel 2015, l’ex amministratore delegato della società Giuseppe Sala non riesce ad ammettere che ci sia stato un “rosso” di bilancio. Come non spiega grazie a quali ritocchi il patrimonio netto al 31 dicembre 2015 sia aumentato, passando dai 14,2 milioni di eurocomunicati in passato dal cda, a 30,7 milioni di euro (23 milioni di euro al 18 febbraio), secondo i rendiconti consegnati giovedì scorso dallo stesso Sala al collegio dei liquidatori della società, che nel frattempo è stata messa in liquidazione. L’ex ad, oggi candidato sindaco di Milano per il centrosinistra, dice inoltre che i soci, in primo luogo governo, comune e regione, dovranno versare 12 milioni di euro per coprire il fabbisogno per il 2016, ma il collegio dei liquidatori un mese fa ha già chiesto un versamento di 20 milioni di euro. E alla domanda se per il 2015 viene confermata una perdita da 32,6 milioni di euro, Sala è evasivo: “Mi pare che sia diminuita, non ho la capacità di ricordarmi ogni numero”

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