UN FILM GIA’ VISTO

Redazione di Operai contro, UN FILM GIA’ VISTO Tutto precipitò con la caduta della borsa valori di New York, Wall street. Continuò con la chiusura di molte fabbriche, con la disoccupazione dilagante. Per tenere sotto gli operai e farli lavorare il più possibile già erano state distrutte le organizzazioni operaie, messo in un angolo il sindacato. Il fascismo sostenuto dai grandi proprietari terrieri e dagli industriali aveva già attecchito tra l’eterna stupidità dei piccoli borghesi, dei benpensanti, dei clericali. Si cominciarono a intimidire e perseguitare le minoranze. Gli zingari, gli ebrei, i neri, gli slavi divennero il “nemico” insieme […]
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Redazione di Operai contro,

UN FILM GIA’ VISTO

Tutto precipitò con la caduta della borsa valori di New York, Wall street. Continuò con la chiusura di molte fabbriche, con la disoccupazione dilagante. Per tenere sotto gli operai e farli lavorare il più possibile già erano state distrutte le organizzazioni operaie, messo in un angolo il sindacato. Il fascismo sostenuto dai grandi proprietari terrieri e dagli industriali aveva già attecchito tra l’eterna stupidità dei piccoli borghesi, dei benpensanti, dei clericali.

Si cominciarono a intimidire e perseguitare le minoranze. Gli zingari, gli ebrei, i neri, gli slavi divennero il “nemico” insieme ai comunisti e a tutti gli altri che erano contro “la nazione”.

La crisi economica peggiorava. Ad un certo punto la lotta commerciale per vendere le proprie merci al posto del concorrente divenne una guerra vera e propria tra stati. La struttura economica del nemico doveva essere distrutta, la sua capacità produttiva annientata.

Il macello mondiale è durato sei anni, dal 1939 al 1945 ed è costato sessanta milioni di morti.

In Italia ci volle una guerra civile principalmente combattuta nel centro nord del paese dal settembre 1943 fino al 25 aprile del 1945, per liberarci dal fascismo.

Ma la Resistenza che è costata la vita a molti della migliore gioventù operaia di quel periodo, non ci liberò dal capitalismo.

Gli stessi padroni che erano ingrassati con la guerra e il fascismo ripresero le leve del comando dopo la guerra. Una nuova generazione di politici asserviti, questa volta “democratici”, sostennero nella politica gli affari dei padroni. La ricostruzione del dopo guerra arricchì in modo incredibile questa gente. Gli operai, principali artefici della Liberazione, tornarono nelle fabbriche a sgobbare peggio di prima. Quelli tra loro che non accettarono il nuovo “ordine” democratico e volevano continuare la guerra, furono perseguitati e incarcerati …

Stiamo parlando del secolo scorso o del nostro? Della crisi del 1929 o di quella del 2008?

Gli arabi hanno preso il posto degli ebrei per i razzisti, ma gli zingari rimangono una certezza.

Il governo italiano è amico della dittatura egiziana, che ha seviziato e ucciso Regeni per i suoi rapporti con gli operai. Nel frattempo si continua impunemente a morire nelle caserme, come i poveri Uva e Cucchi.

Un film già visto. Li blocchiamo adesso o ci facciamo fregare di nuovo?

Il primo passo è la costruzione di un nostro partito, il partito operaio.

in allegato il volantino che la sezione di Napoli dell’ASLO ha distribuito al corteo del 25 aprile.
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