Lo sbruffone vaneggia

Caro Operai Contro, ieri Renzi ne ha sparata un’altra delle sue dicendo: “La lotta politica non può tenere in ostaggio il Paese”. Ma di quale “lotta politica” parla Renzi? Forse vaneggia perché anche leggendo le sue dichiarazioni riportate dall’agenzia Adnkronos, non si capisce a quale lotta politica alluda: In Parlamento Renzi regna incontrastato, sfornando nuove leggi e provvedimenti antioperai e antipopolari. Nelle fabbriche e nei posti di lavoro, ci pensano Cgil, Cisl e Uil ad anestetizzare sul nascere qualsiasi idea o proposta di lotta. Chi sfugge a questo controllo e mette in campo proteste o scioperi, finisce sotto il […]
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Caro Operai Contro,

ieri Renzi ne ha sparata un’altra delle sue dicendo: “La lotta politica non può tenere in ostaggio il Paese”. Ma di quale “lotta politica” parla Renzi? Forse vaneggia perché anche leggendo le sue dichiarazioni riportate dall’agenzia Adnkronos, non si capisce a quale lotta politica alluda:

  • In Parlamento Renzi regna incontrastato, sfornando nuove leggi e provvedimenti antioperai e antipopolari.
  • Nelle fabbriche e nei posti di lavoro, ci pensano Cgil, Cisl e Uil ad anestetizzare sul nascere qualsiasi idea o proposta di lotta. Chi sfugge a questo controllo e mette in campo proteste o scioperi, finisce sotto il fuoco incrociato dei padroni e del sindacalismo compiacente.
  • Nel 2015 il governo Renzi, con il manganello della Polizia dove c’era resistenza, ha fatto diventare esecutivi migliaia di sfratti, che solitamente venivano prorogati. Ci voleva proprio un “rottamatore” per mandare letteralmente sulla strada migliaia di famiglie povere.

Eppure Renzi afferma che “la lotta politica non può tenere in ostaggio il paese”.

Sarebbe proprio il caso di sottoporre Renzi alle cure del caso.

Per gli operai non è più tempo di rimandare la costruzione del proprio Partito.

Saluti Oxervator.

 

Agenzia Adnkronos

“La lotta politica non può tenere in ostaggio l’Italia”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi intervenendo al Settimo Award del Salone Satellite a Milano per premiare i giovani talenti del design internazionale. “Costi quel che costi dobbiamo rimettere in piedi l’orgoglio del paese”, ha detto invitando a stare “tutti insieme quando si parla dell’Italia”.

Quando diciamo che la giustizia dovrebbe funzionare meglio, diciamo una cosa vera. Quando diciamo che la Pubblica amministrazione dovrebbe ridurre gli sprechi diciamo una cosa vera e noi stiamo lavorando per questo”, ha aggiunto.

Capitolo riforme: “Quando si parla di Italia -ha detto Renzi- ci sono tante cose che non vanno bene. Si può dire che la Giustizia dovrebbe funzionare meglio, la Pubblica Amministrazione pure. Ieri abbiamo approvato una riforma che rende più semplice il paese e la promozione internazionale passa dalle regioni allo Stato. E’ lo Stato, e non le regioni, che va in Cina a fare promozione. C’è una strategia di paese”.

“Ma c’è anche -ha osservato Renzi – una semplificazione: non più Camera e Senato che fanno le stesse cose. Ma queste riforme devono collegarsi alla più grande riforma: che dobbiamo smettere di parlare male del nostro paese. Se continuano a parlare male facciamo come quel direttore commerciale che dice ‘quest’anno il salone e’ andato male, i nostri prodotti non sono un granché'”.

Insomma, “alcune cose vanno comunque cambiate e dunque bene le riforme ma la più grande è smettere di parlare male dell’Italia” conclude Renzi.

 

 

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