VICENZA: IPAB LICENZIA TUTTE LE OPERATRICI DI PELLE NERA

Redazione,  Il 16 novembre scorso IPAB di Vicenza ha revocato alla coop Bramasole l’appalto del San Camillo e ha deciso di affidare la gestione dello stesso alla sua partecipata Ipark. Delle 64 lavoratrici che lavoravano da 10 anni al San Camillo, Ipark ha deciso di riassumerne solo 32 con contratti a tempo determinato e tramite agenzie interinali. All’interno del San Camillo lavoravano 13 operatrici nere. Nessuna di queste e’ stata ripresa. Insieme a loro sono state lasciate a casa le lavoratrici più attive nel denunciare le carenze organizzative, i turni con poco personale, la frammentazione degli orari, la mancanza […]
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Redazione,

 Il 16 novembre scorso IPAB di Vicenza ha revocato alla coop Bramasole l’appalto del San Camillo e ha deciso di affidare la gestione dello stesso alla sua partecipata Ipark.

Delle 64 lavoratrici che lavoravano da 10 anni al San Camillo, Ipark ha deciso di riassumerne solo 32 con contratti a tempo determinato e tramite agenzie interinali.

All’interno del San Camillo lavoravano 13 operatrici nere. Nessuna di queste e’ stata ripresa.

Insieme a loro sono state lasciate a casa le lavoratrici più attive nel denunciare le carenze organizzative, i turni con poco personale, la frammentazione degli orari, la mancanza di materiale e la conseguente bassa qualità assistenziale che pativano gli anziani al San Camillo. 

Questo da una partecipata di un Ente pubblico.

Questo episodio è inquietante, pericoloso precedente di una discriminazione collettiva e rivolta ad uno specifico colore della pelle e tutte donne e fa passare l’idea che le assunzioni non vengono effettuate perchè si sa fare un lavoro ma che dipendono solo da scelte di padroni, dirigenti, selezionatori che hanno a volte atteggiamenti discriminatori e clientelari che a volte fanno dumping per ridurre i diritti. 

L’episodio San Camillo – Ipark purtroppo non è unico nel nostro territorio; stiamo assistendo ad una guerra padronale e governativa senza precedenti: provvedimenti disciplinari, licenziamenti, cariche della polizia, contro chi lotta per migliori condizioni di lavoro, per essere rispettato.

Jobs act, voucher, stage, orari di lavoro infiniti e non retribuiti, flessibilità senza regole, mancati pagamenti di stipendi questa è la nuova condizione schiavista di chi lavora… e per tanti il lavoro non c’è.

Oggi c’è meno paura, meno rassegnazione, si torna ad alzare la testa: per i padroni e i governi è insopportabile e proprio per questo si colpiscono quelli che la alzano.

Ecco cosa succede nella nostra regione, senza dimenticare quello che succede nel resto del paese:

Prix: dipendenti dei negozi scioperano, sanzionati con giorni di sospensione.

Prix: revoca l’appalto e licenzia tutti i facchini.

Nek Monselice: licenziate tutte le lavoratrici che hanno lottato e occupato il cantiere.

Unicomm Dueville: si minaccia di chiamare le squadracce per menare gli scioperanti.

Officine meccaniche Carraro: licenziato un delegato sindacale.

BG Battistella di Rossano veneto: assunti solo vicentini e trevisani. I motivi? i lavoratori di altre province, regioni o gli immigrati non garantiscono di restare in azienda il tempo per imparare il mestiere.

Ad un attacco cosi’ vasto si deve rispondere con una risposta vasta:

TOCCA UNO TOCCA TUTTI

RISPETTO, DIRITTI!

SCHIAVI MAI !

VENERDÌ 4 MARZO ORE 9.00

IN OCCASIONE DEL PROCESSO CONTRO IPARK

MANIFESTAZIONE UNITARIA

Contro le discriminazioni razziali, di genere, sindacali.

Per la dignità, il ritiro dei licenziamenti e delle sanzioni

Concentramento: San Camillo via Formenton – Vicenza

USB ha dichiarato per il 4 marzo sciopero generale regionale di tutte le categorie pubbliche e private per partecipare alla manifestazione e al processo.

Unione Sindacale di Base Federazione regionale Veneto

 

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