L’IMMIGRAZIONE DIVENTA DI COMPETENZA DELLA NATO

Ulteriore dedica ai fresconi che ballavano il sirtaki festeggiando l’arrivo del messia Tsipras: Atene ha richiesto l’aiuto della NATO, l’istituzione dalla quale si voleva staccare stando al programma elettorale, per controllare il flusso di migranti. Il contributo greco sarebbe incentivato dalla messa a disposizione della fregata Salamis, in aggiunta alla nave da supporto tedesca Bonn e delle fregate turche e canadesi Barbaros e Fredricton. Il tutto condito dalla concomitante visita del Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ad Atene per rilanciare interessi economici bilaterali e discutere del controllo dei flussi migratori.   La stessa istanza è stata presentata dalla Turchia, […]
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Ulteriore dedica ai fresconi che ballavano il sirtaki festeggiando l’arrivo del messia Tsipras: Atene ha richiesto l’aiuto della NATO, l’istituzione dalla quale si voleva staccare stando al programma elettorale, per controllare il flusso di migranti. Il contributo greco sarebbe incentivato dalla messa a disposizione della fregata Salamis, in aggiunta alla nave da supporto tedesca Bonn e delle fregate turche e canadesi Barbaros e Fredricton. Il tutto condito dalla concomitante visita del Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ad Atene per rilanciare interessi economici bilaterali e discutere del controllo dei flussi migratori.
 
La stessa istanza è stata presentata dalla Turchia, giunta ad ospitare milioni di profughi e rifugiati, che continua a tenere in scacco l’inconsistente Unione Europea. Tre miliardi di euro giunti direttamente da Bruxelles in cambio del controllo militare delle frontiere con il vecchio continente.
Alla vigilia dell’attacco aereo statunitense in Libia che apre la nuova stagione della caccia, il nostro Ministro della Difesa Roberta Pinotti dichiarava manco a farlo apposta: “L’Italia considera positivo il nuovo impegno della Nato nell’Egeo e torna a chiedere che possa essere esteso anche alle acque prospicienti alla Libia. Lo abbiamo già fatto tempo fa e ieri lo ho chiesto nuovamente, con Spagna, Portogallo e Grecia che hanno condiviso la richiesta”.
Allego articolo al riguardo. Saluti operai

Turchia e Grecia chiedono alla NATO si pattugliare il Mar Egeo per il controllo dei migranti. Il politologo Andrej Kortunov in diretta a Radio Sputnik ha espresso il parere che le forze dell’Alleanza non sono adatte per la soluzione di un problema simile.

La Turchia e la Grecia hanno deciso di rivolgere alla NATO la richiesta di pattugliare il Mar Egeo per il controllo dei migranti e la lotta ai traghettatori clandestini di migranti. Lo ha comunicato l’agenzia Reuters citando un funzionario tedesco che ha preferito rimanere anonimo.
“La Turchia e la Grecia hanno chiesto alla NATO di svolgere la sorveglianza della situazione con la Guardia costiera nazionale e il Frontex” ha detto la fonte dell’agenzia. In particolare, all’Alleanza hanno proposto di connettere i suoi meccanismi di monitoraggio al controllo dell’EU sul confine turco-siriano e il Mar Egeo.
Secondo l’agenzia, la Turchia ha dichiarato di essere pronta ad accogliere i profughi, salvati in mare o intercettati dalla NATO. Le informazioni, raccolte dalla NATO, saranno trasmesse alle autorità turche per la lotta contro i traghettatori clandestini di migranti. “Non è compito della NATO inviare indietro o fermare le navi con i migranti” ha affermato la fonte.
Il direttore generale del Consiglio russo per gli affari esteri, il politologo Andrej Kortunov su Radio Sputnik ha osservato che i paesi come la Turchia e la Grecia, sono semplicemente costretti a chiedere aiuto.
“Entrambi i paesi stanno soffrendo a causa del flusso di rifugiati, sicché si rivolgono alla NATO, all’UE, e alle altre organizzazioni per avere supporto. Il problema è aggravato dal fatto che ci sono molte differenze tra Grecia e Turchia, soprattutto di carattere territoriale. Sicché, la questione di chi e come pattugliare è molto delicata sia per Ankara che per Atene. Penso che in ogni caso ci saranno malcontenti e i conflitti continueranno” ha detto Andrei Kortunov.
Secondo lui, la questione del pattugliamento del Mar Egeo da parte delle forze della NATO per il controllo dei migranti è un problema significativo.
“Le forze della NATO non preparate a fronteggiare questa minaccia. Se parliamo dell’Aeronautica militare e della Marina militare, nessuno ha creato, diciamo, una flotta per respingere il flusso di migranti. Possono certamente inviare fregate o sottomarini, ma è chiaro che non sono stati progettati per questo” ha detto il politologo.
In generale, egli ritiene che la NATO non può risolvere il problema dell’afflusso dei profughi.
“Probabilmente la NATO sarà in grado di ridurre il flusso di migranti. Forse ciò calmerà il pubblico, ma così è impossibile risolvere radicalmente il problema” ha concluso Kortunov.
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