I FREQUENTATORI DEI BORDELLI VENDONO

Redazione di operai Contro, i frequentatori dei bordelli dei padroni continuano a vendere. Si accorgono che le loro proprietà sono carta straccia. I padroni non riescono più a vendere le merci prodotte dagli operai Gli operai sono stati costretti a produrre troppe merci I padroni si liberano degli schiavi salariati licenziandoli Renzi, l’uomo forte dei padroni italiani, dice la sua solita cazzata: “L’Italia non è l’epicentro, ma il sistema deve trasformarsi”.  Operai, non possiamo trovarci impreparati è il nostro momento Operai organizziamoci, scioperiamo, dobbiamo imporre la nostra dittatura sui padroni e i loro servi Un operaio ANSA   La […]
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Redazione di operai Contro,

i frequentatori dei bordelli dei padroni continuano a vendere.

Si accorgono che le loro proprietà sono carta straccia.

I padroni non riescono più a vendere le merci prodotte dagli operai

Gli operai sono stati costretti a produrre troppe merci

I padroni si liberano degli schiavi salariati licenziandoli

Renzi, l’uomo forte dei padroni italiani, dice la sua solita cazzata: “L’Italia non è l’epicentro, ma il sistema deve trasformarsi”. 

Operai, non possiamo trovarci impreparati è il nostro momento

Operai organizziamoci, scioperiamo, dobbiamo imporre la nostra dittatura sui padroni e i loro servi

Un operaio

ANSA

 

La Borsa di Tokyo riduce solo in parte le forti perdite di seduta e chiude oggi con un calo di 372,05 punti (-2,31%), a quota 15.713,39.

Ieri ancora una giornata difficile per le Borse europee, anche se le vendite hanno colpito soprattutto Madrid (-2,3%) e – ancor di più – Milano (-3,2%) affossata dai bancari: l’indice Stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto l’1,48%, che equivale a 130 miliardi di euro bruciati nella seduta.

Piazza Affari da sola, con un calo del 2,96% dell’indice Ftse All share, ha ‘perso’ 13 miliardi di capitalizzazione. Forti vendite sulle banche: Carige -10%, Ubi, Banco popolare e Bpm -8%, Unicredit -7%, Intesa -6%.

E sull’e-enews il premier Renzi parla della crisi finanziaria: “L’Italia non è l’epicentro, ma il sistema deve trasformarsi”.

Intanto lo spread della Grecia torna sopra i 1.000, ai massimi da agosto. Differenziale Italia a 144, Spagna a quota 150

L’ANALISI: Debito, petrolio, emergenti, i 3 incubi dei mercati

E a New York il petrolio chiude in forte calo. Le quotazioni perdono il 5,9% a 27,94 dollari al barile.

A pesare è anche il crollo della produzione industriale in Germania – La produzione industriale tedesca a dicembre è scesa inaspettatamente per il secondo mese consecutivo dell’1,2% su novembre. Le stime indicavano un possibile incremento dello 0,5%. Germania che vede comunque un boom dell’export. L’export tedesco ha segnato un nuovo record nel 2015, segnando un aumento del 6,4% rispetto al 2014. Complessivamente, lo scorso anno la Germania ha esportato merce per un valore di 1.195,8 miliardi di euro. La merce importata ammonta a 948 miliardi (+4,2%). I dati, divulgati dall’ufficio di statistica generale Destatis, mostrano pero’ una flessione dell’1,6% a dicembre rispetto al mese precedente.

Asia crolla a Tokyo(-5,4%), la scimmia salva Shanghai  – Si circoscrive a Tokyo (-5,4%) e a Sidney (-2,88%) il crollo delle Borse di Asia e Pacifico, la maggior parte delle quali, da Shanghai ad Hong Kong, Seul e Taiwan, è chiusa fino a domani per festeggiare il capodanno cinese, che quest’anno celebra il segno della scimmia. Aperta Mumbai (-1,36%), che costituisce una vera e propria area protetta dalla tempesta che da Atene si è levata ieri prima sulle Borse europee e poi sui listini Usa. In picchiata i futures sull’Europa, dopo l’inatteso calo della produzione industriale e delle esportazioni tedesche a dicembre e con lo spread Btp/Bund in aumento a 153 punti. Previsioni amare anche su Wall Street, i cui dati macroeconomici previsti per oggi (ottimismo piccole imprese, posti vacanti, scorte e vendite all’ingrosso) si preannunciano piuttosto contraddittori. A Tokyo cali a due cifre per Sumco Corporation (-12,1%), che ha diffuso i risultati di fine anno, e per Chiyoda (-10,47%) dopo quelli del trimestre. In picchiata Nomura (-9,06%), Suzuki (-9,01%), Sony (-7,03%) e Toyota (-6,12%).

Un operatore di borsa in maschera a Francoforte

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