Caprotti e caproni

Caro Operai Contro, Caprotti è il padrone di Esselunga. Caproni sono invece gli esponenti del sindacalismo compiacente che, invece di promuovere lotte per arrivare ad una chiusura del rinnovo del contratto nazionale di categoria, vanno a braccetto col padrone ed alla Esselunga concordano il lavoro di domenica e nei giorni festivi, per migliorare “l’efficienza organizzativa e la produttività aziendale”. “Un’intesa innovativa come scrive nel sottotitolo l’Eco di Bergamo che qui allego. Saluti da Palazzago Bg   Domenica al lavoro, ma non tutti. Esselunga, un’intesa innovativa Si tratta di un accordo sperimentale e fortemente innovativo, che prevede una programmazione trimestrale […]
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Caro Operai Contro,

Caprotti è il padrone di Esselunga. Caproni sono invece gli esponenti del sindacalismo compiacente che, invece di promuovere lotte per arrivare ad una chiusura del rinnovo del contratto nazionale di categoria, vanno a braccetto col padrone ed alla Esselunga concordano il lavoro di domenica e nei giorni festivi, per migliorare “l’efficienza organizzativa e la produttività aziendale”. “Un’intesa innovativa come scrive nel sottotitolo l’Eco di Bergamo che qui allego.

Saluti da Palazzago Bg

 

Domenica al lavoro, ma non tutti. Esselunga, un’intesa innovativa

Si tratta di un accordo sperimentale e fortemente innovativo, che prevede una programmazione trimestrale del lavoro domenicale che valorizzi la disponibilità volontaria dei lavoratori.

È quello siglato sul rinnovo dell’integrativo da sindacati ed Esselunga sulle aperture festive e domenicali. Una programmazione trimestrale del lavoro domenicale che valorizzi la disponibilità volontaria dei singoli lavoratori, in un’ottica di attenuazione dei carichi di lavoro in capo ai dipendenti e di miglioramento dell’efficienza organizzativa e della produttività aziendale. L’accordo sperimentale, valido per un anno dal 1° maggio 2016, è stato siglato dalle organizzazioni sindacali Fisascat Cisl Filcams Cgil, Uiltucs e la direzione di Esselunga, il gruppo italiano della grande distribuzione organizzata che, a Bergamo e provincia, conta qualche centinaio di dipendenti sui 5 punti vendita, tutti aperti al pubblico nella giornata domenicale.

 

Sul mercato del lavoro l’intesa introduce la possibilità (a livello nazionale) per 120 lavoratori part-time a tempo indeterminato di incrementare l’orario di lavoro settimanale aggiungendo la domenica tra le giornate contrattualmente previste. L’accordo regola anche le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo dal 1° gennaio 2016 con la previsione di sette fasce di trattamento economico – di miglior favore rispetto al contratto nazionale – dal 30% all’80% rapportate al numero di prestazioni effettuale dalla 1° alla 28° ed oltre le 29° giornata lavorata. A livello di singolo negozio sarà esperito un confronto tra le rappresentanze Rsu/Rsa, le organizzazioni sindacali territoriali e la direzione aziendale sulla programmazione trimestrale concordata del lavoro domenicale e sugli impatti della organizzazione del lavoro, turni e riposi. Sono esclusi dalla programmazione del lavoro domenicale i genitori padri o madri di bambini con età inferiore a 3 anni e i lavoratori che assistono portatori di handicap o affetti da patologia grave e continuativa.

 

«Si tratta di una intesa innovativa in un gruppo che ha resistito alla crisi degli ultimi anni – dichiara il segretario generale di Fisascat Bergamo, Alberto Citerio. A fronte di una flessibilità contrattata viene valorizzato il confronto tra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale, confronto che permette di concordare le modalità della prestazione domenicale volontaria nel rispetto delle esigenze di vita dei dipendenti pur in un’ottica di incremento della produttività. Questa intesa rappresenta un primo passo per ristabilire un percorso di proficue e corrette relazioni sindacali e pone le basi per il rinnovo del contratto integrativo scaduto nel 2007. Il nostro auspicio è che si individui un punto di mediazione al tavolo con l’associazione datoriale del settore Federdistribuzione per siglare al più presto il nuovo contratto nazionale per le lavoratrici ed i lavoratori della grande distribuzione organizzata».

 

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