In Siria si muore anche di fame. Ma non bisognava nutrire il pianeta?

Caro Operai Contro, la foto che hai pubblicato qualche girono fa, dello scheletro vivente di un ragazzo di Madaya poi morto di fame, ha fatto il giro del mondo. Benpensanti politici e giornalisti, hanno sommessamente deplorato il fatto che in Siria, si muoia di fame, oltre che per la guerra. Gli stessi che ci hanno ossessionato con la bontà di “nutrire il pianeta”, la grande bufala dell’Expo, scoprono solo ora che in Siria, da 5 anni oltre che per la guerra, migliaia di persone fanno la fame e muoiono. I professionisti della commedia del buon cuore, se ne guardano […]
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Caro Operai Contro,

la foto che hai pubblicato qualche girono fa, dello scheletro vivente di un ragazzo di Madaya poi morto di fame, ha fatto il giro del mondo. Benpensanti politici e giornalisti, hanno sommessamente deplorato il fatto che in Siria, si muoia di fame, oltre che per la guerra.

Gli stessi che ci hanno ossessionato con la bontà di “nutrire il pianeta”, la grande bufala dell’Expo, scoprono solo ora che in Siria, da 5 anni oltre che per la guerra, migliaia di persone fanno la fame e muoiono.

I professionisti della commedia del buon cuore, se ne guardano bene dal pretendere di sapere dove siano finiti i corridoi umanitari in soccorso dei civili sopravvissuti ai bombardamenti e lasciati morire di fame. Non alzano i toni per non coprire il coro di Renzi e i suoi tromboni, che aggirano questa tragedia umanitaria ripetendo che “ci vuole una coalizione internazionale contro il terrorismo”. Insomma i professionisti del buon cuore non intendono disturbare il manovratore Renzi e i suoi buoni rapporti con il boia Assad.

Il motivo è semplice: prima delle sanzioni imposte dall’Unione Europea al regime di Damasco, l’Italia era il principale partner economico europeo della Siria, e terzo partner mondiale dopo Cina e Arabia Saudita.

Se le vittime della guerra sono finora state 240 mila, quelli morti per fame, a marzo del 2012, dopo un anno della lotta di resistenza al regime di Assad, la Fao stimava già 1,4 milioni di persone alla fame, soprattutto nelle città insanguinate di Homs, Hama, Damasco, Daraa e Idlib. A Yarmuk periferia di Damasco, il campo profughi trasformato in campo di battaglia era già ridotto a un cumulo di macerie, con 18mila palestinesi e siriani intrappolati, a patire la fame, con l’acqua potabile che scarseggia così come l’elettricità.

L’emergenza alimentare in Siria si è via via aggravata col passare dei mesi ed ora anni.

Mancano milioni di tonnellate di cibo, per lo stop alla produzione agricola dovuto sia alla guerra civile, nella quale Assad ha usato anche armi chimiche, e poi ai bombardamenti, russi, americani, tedeschi, francesi e inglesi, in nome della lotta al terrorismo, in realtà per la spartizione degli interessi su quei territori. La fame, la tortura sono insieme alla guerra le cause che hanno spinto 5 milioni di Siriani a emigrare, anche a costo di affogare.

Tutti quelli che acclamavano la megagalattica bufala di nutrire il pianeta, non osano alzare la voce per le migliaia di morti per fame in Siria, preferiscono stare allineati con il silenzio del governo Renzi. La Siria è troppo importante per i padroni italiani, e i servili commedianti del buon cuore ne prendono atto.

Saluti Ornella Vasca

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