La tattica militare degli Usa, i soldati sotto copertura.

Redazione di O.C. L’esercito più potente al mondo, quello degli Stati Uniti d’America, sta diminuendo l’organico dei propri militari in servizio, il dipartimento della difesa sta portando il numero degli effettivi da 566 mila unità a 440 mila ( fonte Corriere della Sera). Sempre secondo il Corriere della Sera gli “obbiettivi di reclutamento per l’anno 2015 sono stati raggiunti con molta fatica”. Tutto ciò assume un importanza politicamente significativa, se si analizzano i numeri non per quello che sono ma per quello che significano socialmente. La guerra condotta con l’aviazione, bombardando a tappeto intere città, porta a risultati che […]
Condividi:

Redazione di O.C.

L’esercito più potente al mondo, quello degli Stati Uniti d’America, sta diminuendo l’organico dei propri militari in servizio, il dipartimento della difesa sta portando il numero degli effettivi da 566 mila unità a 440 mila ( fonte Corriere della Sera).

Sempre secondo il Corriere della Sera gli “obbiettivi di reclutamento per l’anno 2015 sono stati raggiunti con molta fatica”.

Tutto ciò assume un importanza politicamente significativa, se si analizzano i numeri non per quello che sono ma per quello che significano socialmente.

La guerra condotta con l’aviazione, bombardando a tappeto intere città, porta a risultati che poco incidono sugli antagonisti in armi, provocando, viceversa, stragi spaventose tra i civili che vengono massacrate da bombe così dette intelligenti.

Per vincere la riottosità dei ribelli gli eserciti imperialisti devono necessariamente scendere sul terreno, stanando casa per casa il nemico per prendere possesso del territorio, questo comporta il fatto che a cadere sotto i colpi mortali dei proiettili possano anche essere i militari impegnati nelle operazioni e non solo i cattivi nemici.

Il numero dei militari caduti nelle due guerre intraprese recentemente, Iraq ed Afganistan, è stato di 5400 morti, oltre alle decine di migliaia di feriti e di invalidi. Una cifra davvero considerevole.

La maggioranza della popolazione americana rimane convinta e legatissima al patriottismo della propria borghesia, ma non vuole più assolutamente vedere le immagini di giovani militari americani, che tornano dalla guerra mutilati o cadaveri avvolti in sacchi di plastica. Scene che urterebbero la propria sensibilità.

La sovrastruttura avanzata del capitalismo sostiene modelli ideologici, propagandati magistralmente dai mas media, che divulgano il principio che, nella guerra, chi deve necessariamente soccombere e perire siano solo ed esclusivamente i “cattivi terroristi nemici dell’occidente”, e non i buoni e valorosi soldati difensori delle libertà.

Nella realtà difensori degli interessi economici della libertà di rapina della propria borghesia

Le grandi potenze imperialiste, per il grado di sviluppo economico raggiunto, hanno divulgato un senso di invincibilità nelle classi sociali che sostengono il modello espansionista dell’accumulazione capitalista.

Queste condizioni ad un certo punto possono venire meno. Per via della guerra, frutto della crisi di accumulazione del capitalismo, che provoca migliaia di perdita di vite umane, si può innescare un processo di terrore e di panico, in una parte della piccola e media borghesia, che può sfociare in una critica all’avventura militare condotta dell’amministrazione. Togliendo, così di fatto, il sostegno al governo americano responsabile delle morti .

La guerra del Vietnam è un esempio lampante, quando i soldati americani hanno cominciato ad essere rimpatriati mutilati o chiusi in sacchi di plastica, l’opinione pubblica ha sostenuto il movimento pacifista contrario alla guerra, lo stesso, anche se in misura minore, è accaduto per la guerra in Iraq ed Afganistan.

La classe borghese, e il proprio comitato d’affari, il governo degli Stati uniti , per evitare di incorrere ancora in una situazione analoga, che li metterebbe in difficoltà con la propria opinione pubblica, ha cercato di correre ai ripari.

Come aveva già fatto dopo l’invasione dell’ Iraq e in parte anche in Afganistan, per sostituire l’esercito regolare, l’amministrazione americana, aveva introdotto l’utilizzo dei contractor (compagnie private di militari, in sostanza i nuovi mercenari). Con regole di ingaggio in tutto e per tutto simili a quelle usate dall’esercito : utilizzo delle armi, dei servizi di spionaggio, della logistica e di tutte le strutture adatte al controllo del territorio. Sostituendo sul territorio, in tutte le loro funzioni, i militari americani.

Il valore in termini economici di tali operazione, i contratti stipulati tra pentagono e compagnie fornitrici dei mercenari, è arrivata alla bella cifra di 300 miliardi di dollari.

Lo stesso ragionamento ora vale per la guerra in Siria. L’amministrazione americana deve rivedere i piani di invio delle truppe, per non incorrere nuovamente negli strali dell’opinione pubblica. La soluzione prevista è ancora quella di affidare la continuazione della guerra, sul terreno, e la conseguente occupazione militare dell’aerea, ai mercenari del XXI secolo.

Obama non può permettersi di trovarsi di fronte ad una guerra che possa diventare un nuovo Vietnam (il calcolo fatto dagli analisti militari prevede, nella guerra in Siria, una stima di almeno 100 morti al mese).

Finché la guerra viene combattuta dall’alto, sganciando migliaia di tonnellate di esplosivo su popolazioni inermi e sui “cattivi terroristi” per la piccola e media borghesia e per i mas midia americani la questione morale non rappresenta un problema, e la sensibilità umanitaria può finire in soffitta. Quando tocca in prima persona ai loro figli in armi essere preda dei “barbari” allora il discorso cambia, e può aprire una discussione che può mettere in difficoltà le scelte intraprese dal governo, e spalancare una critica all’idea dominante dell’accumulazione .

 

Cordiali saluti

D.C. operaio di Milano

 

Condividi:

Facebook Comments

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.