Salario fermo nel 2015. Nel 2016 Renzi e Draghi lo vogliono affossare

Caro Operai Contro, per Renzi e la politica monetaria della Bce con a capo Draghi, bisogna aumentare l’inflazione, vogliono aumentare i prezzi, fermo restando il salario con il suo potere d’acquisto. L’inflazione nel 2015 L’inflazione in Italia (Istat) nel 2015 è stata dello 0,03%. Facendo la spesa i prezzi sembrano aumentati di più, ma evidentemente come già detto in altre occasioni, l’aumento dei prezzi è stato “contenuto” dal calo della massa dei consumi, in modo che confrontando la somma della massa dei consumi (diminuiti), con la somma della massa dei prezzi (aumentati), quest’ultima risulta “contenuta”. Questo ha un peso […]
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Caro Operai Contro,

per Renzi e la politica monetaria della Bce con a capo Draghi, bisogna aumentare l’inflazione, vogliono aumentare i prezzi, fermo restando il salario con il suo potere d’acquisto.

L’inflazione nel 2015

L’inflazione in Italia (Istat) nel 2015 è stata dello 0,03%. Facendo la spesa i prezzi sembrano aumentati di più, ma evidentemente come già detto in altre occasioni, l’aumento dei prezzi è stato “contenuto” dal calo della massa dei consumi, in modo che confrontando la somma della massa dei consumi (diminuiti), con la somma della massa dei prezzi (aumentati), quest’ultima risulta “contenuta”.

Questo ha un peso ben considerevole, anche perchè l’Istat ci dice che in Italia, l’inflazione “armonizzata” con gli altri paesi europei, nel 2015 è stata dello 0,09%, ossia uno scarto di 0,06% rispetto l’inflazione della sola Italia.

Una differenza che in sé, non spiega se il gap dell’inflazione tra massa di merci vendute e massa dei salari necessaria, sia più alto in Italia o negli altri paesi dell’Ue; poiché l’ipotesi potrebbe anche essere che i salari più alti degli altri paesi, tengano testa all’aumento dei prezzi, limitando il calo dei consumi.

Renzi a braccetto con Draghi, sostiene la scellerata scelta di aumentare i prezzi, per compiacere ai banchieri, ai padroni, ed alla loro politica monetaria e finanziaria.

Anche per questo ci serve un Partito Operaio. Per capovolgere il mondo capovolto dei padroni.

Con questo obbiettivo ci dobbiamo organizzare.

Saluti Operai

Allego i dati Istat

Nei primi 11 mesi del 2015 l’indice della retribuzione media oraria di tutti i macrosettori è cresciuto del 1,2% rispetto lo stesso periodo del 2014. Una media ricavata tra settore privato (+ 1,8%) e settore pubblico, qui la variazione è stata zero.

Alla fine di novembre 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica, riguardano il 62,0% degli occupati dipendenti e corrispondono al 59,0% del monte retributivo osservato.

La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo, a fine novembre è del 38,0% nel totale dell’economia e del 19,9% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 59,3 mesi per l’insieme dei settori e di 42,0 mesi per quelli del settore privato.

Contratti rinnovati.

Alla fine del mese di novembre 2015 tra i contratti monitorati dall’indagine si è registrato il recepimento di due nuovi accordi (chimiche e cemento, calce e gesso, entrambi rinnovati prima

della scadenza del contratto in essere) mentre nessuno è venuto a scadenza. Pertanto alla fine di novembre 2015 sono in vigore 39 contratti che regolano il trattamento economico di circa 8,0 milioni di dipendenti che rappresentano il 59,0% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l’incidenza è pari all’80,9%, con quote differenziate per attività economica: nel settore agricolo è del 100%, mentre è del 95,9% nell’industria e del 66,2% nei servizi privati. Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo sono 36 (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 4,9 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego).

Incrementi paghe orarie a novembre 2015, su novembre 2014.

(Variazioni percentuali indici in base dicembre 2010=100).

Agricoltura 1,9

Industria 2,4

Singoli settori dell’’industria:

Estrazione minerali 4,2

Alimentari bevande e tabacco 0,3

Tessili, abbigliamento e lavorazione pelli 3,2

Legno carta e stampa 2,1

Energia e petroli 4,4

Chimiche 3,1

Gomma, plastica e lavorazioni di minerali non metalliferi 2,6

Metalmeccanica 2,7

Energia elettrica e gas 2,4

Acqua e servizi di smaltimento rifiuti 0,7

Edilizia 1,5

Servizi privati 1,1

Commercio 1,9

Trasporti, servizi postali e attività connesse 1,9

Pubblici esercizi e alberghi 0,6

Servizi d’informazione e comunicazione 0,6

Telecomunicazioni 0,0

Credito e assicurazioni 0,0

Altri servizi privati 0,4

TOTALE SETTORE PRIVATO 1,8

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 0,0

Comparti di contrattazione collettiva 0,0

di cui Ministeri 0,0

Regioni e autonomie locali 0,0

Servizio Sanitario Nazionale 0,0

Scuola  0,0

Forze dell’ordine 0,0

Militari – Difesa 0,0

Attività dei vigili del fuoco 0,0

Indice generale 1,3

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