Condizioni di lavoro e contratto nella grande distribuzione.

Cara redazione, Avete ragione quando affermate che Renzi e i suoi ministri da quando governano non hanno fatto altro che aiutare e agevolare i padroni delle banche, delle armi, delle grandi industrie, della grande ristorazione e altri padroni amici. Tutte le riforme effettuate ad hoc per i padroni, anche scappatoie sulle evasioni fiscali, mentre per chi lavora duro o a rischio di salute come i lavoratori dipendenti dei settori privati e delle grandi aziende del commercio non è stato fatto nulla per migliorare le condizioni di lavoro o per ottenere stipendi maggiori. Ho fatto queste osservazioni perché essendo una […]
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Cara redazione,

Avete ragione quando affermate che Renzi e i suoi ministri da quando governano non hanno fatto altro che aiutare e agevolare i padroni delle banche, delle armi, delle grandi industrie, della grande ristorazione e altri padroni amici.

Tutte le riforme effettuate ad hoc per i padroni, anche scappatoie sulle evasioni fiscali, mentre per chi lavora duro o a rischio di salute come i lavoratori dipendenti dei settori privati e delle grandi aziende del commercio non è stato fatto nulla per migliorare le condizioni di lavoro o per ottenere stipendi maggiori.

Ho fatto queste osservazioni perché essendo una commessa di una importante catena di supermercati della Lombardia, ci tengo a far presente queste disparità sempre a scapito dei soliti lavoratori, penalizzati dall’ingiustizia dei padroni.

E’ da quasi due anni che il nostro contratto nazionale è scaduto, si chiede una miseria di aumento, solo 85 euro lordi e delle maggiorazioni adeguate per chi si sacrifica nei giorni festivi e le domeniche, ma la controparte padronale non ci sente.

La maggior parte dei lavoratori della grande distribuzione è stata obbligata a lavorare per tutte le domeniche di dicembre anche oltre il normale orario lavorativo. I nostri capireparto spesso ci ricattano richiedendoci flessibilità e disponibilità in turnazioni massacranti che ci occupano tutta la giornata, ciò significa pesanti disagi nella vita privata e famigliare.

Abbiamo effettuato due giornate di sciopero per chiedere il rinnovo del contratto, la prima giornata a novembre, la seconda a dicembre, con una buona adesione e partecipazione di lavoratrici e lavoratori addetti alla grande distribuzione e se i grandi supermercati non hanno chiuso è stato solo perché siamo state sostituite da giovani interinali e da precari anche loro minacciati.

Insomma è vero che le parti padronali di Federdistribuzione, Confesercenti e Distribuzione Coop non hanno intenzione di firmare un accordo se non alle loro condizioni. Le loro richieste sono quelle di stabilire altre regole sulla flessibilità dell’orario lavorativo e far sparire gli scatti di anzianità e i permessi retribuiti. Cioè ancora più sfruttamento con minor salario.

Finisco facendo un rimprovero anche al sindacato. Forse sarà anche vero che il nostro settore è complicato e non è così compatto come le altre categorie, ovvero dove ci sono gli operai che lavorano nelle fabbriche riescono a unirsi e concentrarsi meglio e lottare di più, però il sindacato confederale non doveva permettere l’introduzione dei contratti a tempo determinato e interinali nei posti di lavoro in modo così massiccio e incontrollabile.

Infatti tante colleghe vengono assunte ancora oggi con contratti di lavoro di breve durata, lavorano impaurite e ricattate ogni giorno, costrette così ad accettare molteplici mansioni e turnazioni pesanti ora anche in vista dei Saldi di fine anno.

Il sindacato ha lasciato correre e firmato troppi accordi negativi in precedenza e ora non è più in grado di rimediare e controbattere i padroni.

Noi lavoratrici ne subiamo le conseguenze, sono d’accordo con voi del Partito Operaio quando dite che dobbiamo organizzarci in proprio per ribellarci.

 

Franca, commessa in un grande supermercato di Milano.

 

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