Melfi: auto quadruplicate, sfruttamento alle stelle

Cara Redazione, il 2015 per la Fca di Melfi è stato un anno al fulmicotone!  – Così lo definisce in un articolo Il Mattino di Napoli che prosegue – “Da Melfi infatti quest’anno usciranno circa 400.000 vetture nuove di zecca contro le 100.000 circa del 2014. Un quadruplicamento numerico (ma l’aumento è molto più forte in termini di valore) che ha consentito proprio a questa fabbrica – l’unica in Europa a lavorare 7 giorni su 7 su 20 turni – di dare un grosso contributo alla crescita dell’intero Pil italiano del 2015”. Quadruplicato il numero di auto prodotte, in […]
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Cara Redazione,

il 2015 per la Fca di Melfi è stato un anno al fulmicotone!  – Così lo definisce in un articolo Il Mattino di Napoli che prosegue – “Da Melfi infatti quest’anno usciranno circa 400.000 vetture nuove di zecca contro le 100.000 circa del 2014. Un quadruplicamento numerico (ma l’aumento è molto più forte in termini di valore) che ha consentito proprio a questa fabbrica – l’unica in Europa a lavorare 7 giorni su 7 su 20 turni – di dare un grosso contributo alla crescita dell’intero Pil italiano del 2015”.

Quadruplicato il numero di auto prodotte, in proporzione il salario è diventato ancora più di merda! Questo l’articolo non lo dice!

Con 20 turni 7 giorni su 7 gli operai sul piano fisico si rovinano più in fretta; sul piano psicofisico diventano automi fuori dal tempo e dallo spazio, costretti dalla necessità a sopravvivere lavorando.

Questo l’articolo non lo dice!

Quanto è stato il balzo dei profitti Fca di Melfi sull’anno precedente?

Questo l’articolo non lo dice!

I capi dei sindacati firmatari di questi accordi capestro, non perdono occasione per rivendicare i loro meriti, nell’aver sottoscritto con Marchionne, le brutali condizioni di lavoro in Fca. Esultano per l’ennesima promessa di Marchionne che dal 2016 stabilizzerà con il Jobs Act 370 operai interinali.

Sono certo che sotto la cenere di questo sfruttamento al fulmicotone, cova la brace.

Saluti da un estimatore di Operai Contro

Invio l’articolo del Mattino di Napoli

 

Il Natale ha portato una buona notizia per 370 giovani lavoratori della fabbrica Fiat di Melfi, in Basilicata, che lavoravano con contratto interinale a tempo: dal 2016 saranno stabilizzati, ovvero avranno il contratto a tempo indeterminato con le regole del Jobs Act.

I 370 si aggiungono ai 1.480 giovano assunti con l’interinale a gennaio 2015 e che erano stati stabilizzati in estate per produrre i nuovi minisuv Jeep Renegade e Fiat 500X che si sono aggiunti alla Fiat Punto.

”E’ un’ottima notizia – sottolinea il segretario della Uilm Basilicata, Marco Lomio – In un anno questa fabbrica ha prodotto 1.850 buoni posti di lavoro cui vanno aggiunti altre migliaia di posti nati nell’indotto, nei trasporti e nella logistica. Ora si tratta di proseguire su questa strada”. Applausi anche da Ferdinando Uliano, responsabile Fca per la Fim-Cisl che dice: ”Melfi è la migliore dimostrazione che l’Italia e il Mezzogiorno possono crescere attraverso lo sviluppo della filiera automotive con prodotti destinati a tutto il mondo. E questa strategia alla quale il sindacato ha contribuito è premiante il lavoro italiano”.

La notizia delle 370 ulteriori stabilizzazioni è emersa al termine di un incontro fra sindacati e azienda servito a fare il punto nave sullo stabilimento al termine di un anno da fuochi d’artificio. Da Melfi, infatti, quest’anno usciranno circa 400.000 vetture nuove di zecca contro le 100.000 circa del 2014. Un quadruplicamento numerico (ma l’aumento è molto più forte in termini di valore) che ha consentito proprio a questa fabbrica – l’unica in Europa a lavorare 7 giorni su 7 su 20 turni – di dare un grosso contributo alla crescita dell’intero Pil italiano del 2015.

Dalla riunione sono emersi altri dettagli. La produzione della Punto scenderà a un turno per circa 250 pezzi al giorno in attesa che in primavera parta la produzione della Punto diesel euro6.

I lavoratori del secondo turno Punto saranno distribuiti lungo le linee Renegade e 500X tranne una novantina chiamati in estate da Pomigliano che andranno ad Atessa, in Abruzzo, dove si produce il furgone Ducato.

Dopo un anno al fulmicotone, inoltre, la fabbrica lucana chiuderà i battenti un lungo periodo ovvero dal 24 dicembre al 5 gennaio. ”Non tanto per limare la produzione poiché Renegade e 500X sono molto richiesti, in particolare la prima negli Usa – spiega Lomio – Quanto per effettuare una serie di lavori di manutenzione e di ampliamento delle linee che non sempre ce la fanno a sostenere il ritmo dei 20 turni settimanali”.

 

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