I regali di Natale di Renzi

Redazione di Operai Contro Il Corsera di oggi intervista il mitico Primo Ministro, Matteo Renzi di Rignano sull’Arno. Ci colpisce quanto, tra le righe, si lascia sfuggire sul Jobs Act per gli operai nel confronto con i lavoratori del pubblico impiego. State preparando un decreto che esclude dall’applicazione del Jobs act il pubblico impiego. Perché questa disparità di trattamento tra pubblico e privato? – chiede la giornalista senza entrare nel merito di cosa sia il Jobs Act, forse dandolo per scontato. Risponde Renzi – «Se sei dipendente pubblico significa che hai vinto un concorso. Non è che se cambia […]
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Redazione di Operai Contro

Il Corsera di oggi intervista il mitico Primo Ministro, Matteo Renzi di Rignano sull’Arno.

Ci colpisce quanto, tra le righe, si lascia sfuggire sul Jobs Act per gli operai nel confronto con i lavoratori del pubblico impiego.

State preparando un decreto che esclude dall’applicazione del Jobs act il pubblico impiego. Perché questa disparità di trattamento tra pubblico e privato? – chiede la giornalista senza entrare nel merito di cosa sia il Jobs Act, forse dandolo per scontato.

Risponde Renzi – «Se sei dipendente pubblico significa che hai vinto un concorso. Non è che se cambia sindaco allora quello ti licenzia». – e in pratica, finalmente si toglie la maschera, e ci “svela” il suo raggiunto obbiettivo con il Jobs Act: libertà assoluta di licenziamento, concessa ai padroni. Tanto che, a rafforzare il concetto di quale ragione dispotica vi sia nel licenziamento attraverso la sua legge, il nostro sottolinea che la stessa non può essere lasciata anche ai sindaci, ogni volta che cambiano con nuove elezioni.

Continua Renzi – «Mi accontenterei di licenziare quelli che truffano, che rubano, che sono assenteisti. Senza che qualche giudice del lavoro li reintegri». – Guardati attorno allora e “accontentati di licenziare” parlamentari assenteisti, che truffano e rubano (si veda OC n 226, Gli strapagati Re dell’assenteismo).

Ma Renzi, questa volta, era in vena di chiarificazioni, una volta per tutte – «Ma nel pubblico è impossibile che, cambiando maggioranza politica, si possa licenziare: sarebbe discriminatorio».

Ci chiediamo: ma il licenziamento degli operai da parte dei padroni con il Jobs Act non è altrettanto discriminatorio?

Alla fine di questo punto sul Jobs Act, l’intervista contiene altre perle, Renzi non smentisce la sua capacità di ciurlare nel manico (si dice a Milano), di dire cose e insieme anche il loro contrario, e così ci preannuncia che «In ogni caso le norme sul pubblico impiego saranno interessanti e per certi aspetti rivoluzionarie».

Statevi attenti, lavoratori del pubblico impiego, l’anno scorso il decreto sulla libertà di licenziamento degli operai uscì dal consiglio dei ministri esattamente la vigilia di Natale. Vuoi vedere che anche per queste feste dal governo Renzi arriveranno “interessanti” regali?

R.P.

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