L’ipocrisia della borghesia

Redazione di Operai Contro, Al presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, gli attentati in Francia, destano preoccupazione. Secondo il Corriere della sera, condividendo il timore di tutti gli imprenditori, le stragi avrebbero un impatto negativo sulla “ripresa”economica. Si verrebbe a creare una maggiore difficoltà nel commercio internazionale, una difficoltà a scambiare prodotti in particolare con i paesi coinvolti dagli attacchi dell’ISIS. Rincara la dose il governatore della banca d’Italia Visco, che addirittura sostiene che questa situazione renderebbe più difficile la ripresa dell’accumulo di capitali. Il giornalista che analizza queste questioni, M.S.S. del Corriere della sera, si spinge oltre, e si […]
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Redazione di Operai Contro,

Al presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, gli attentati in Francia, destano preoccupazione. Secondo il Corriere della sera, condividendo il timore di tutti gli imprenditori, le stragi avrebbero un impatto negativo sulla “ripresa”economica. Si verrebbe a creare una maggiore difficoltà nel commercio internazionale, una difficoltà a scambiare prodotti in particolare con i paesi coinvolti dagli attacchi dell’ISIS. Rincara la dose il governatore della banca d’Italia Visco, che addirittura sostiene che questa situazione renderebbe più difficile la ripresa dell’accumulo di capitali.

Il giornalista che analizza queste questioni, M.S.S. del Corriere della sera, si spinge oltre, e si chiede se il clima di paura potrà cambiare il modello di consumo occidentale. Tradotto, ha paura che la sua bella vita possa cambiare in peggio.

Infine, M.S.S. prende atto del fatto che un settore come il “lusso” ne sarebbe certamente colpito dalla riduzione degli spostamenti e dal turismo.

Non c’è che dire, la piccola borghesia ha paura di perdere i suoi privilegi.

In realtà, per il capitale il problema è un altro.

Se c’è la crisi si va verso la guerra, se viceversa si intravede un minimo di ripresa, la guerra non conviene.

In questo calderone in cui “eminenti” economisti e intellettuali leccapiedi del capitale si scontrano su crisi sì o crisi no, il rischio che scoppi un’altra guerra mondiale è alto.

I piagnistei della classi sociali benestanti non sono per i 120 morti di Parigi, il loro problema è il profitto, non riescono a capacitarsi che il sistema capitalistico sia in crisi.

Gli operai è bene che non si lascino portare al macello come nei due conflitti mondiali del novecento.

(le citazioni sono tratte dal Corriere della sera del 23 novembre 2015)

 

sd

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