Lavorare a forfait

Caro Operai Contro, basta con la paga oraria e i minimi salariali. Poletti, il ministro del lavoro dei negrieri del governo Renzi, lancia la “rivoluzionaria” idea, riassumibile nel “lavoro a forfait”. “L’innovazione” di Poletti sarebbe l’abbandono come “unico riferimento l’ora/lavoro”, per definire il salario. Che va cerando Poletti, la scoperta del lavoro a cottimo? Oppure un taglio dei salari in base ai tempi morti della macchina? Poletti, guarda che la corda che non si rompe non l’hanno ancora inventata. Saluti da un lettore   Agenzia Adnkronos Non si era ancora spenta l’eco della polemica sugli universitari che se ne […]
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Caro Operai Contro,

basta con la paga oraria e i minimi salariali. Poletti, il ministro del lavoro dei negrieri del governo Renzi, lancia la “rivoluzionaria” idea, riassumibile nel “lavoro a forfait”. “L’innovazione” di Poletti sarebbe l’abbandono come “unico riferimento l’ora/lavoro”, per definire il salario. Che va cerando Poletti, la scoperta del lavoro a cottimo? Oppure un taglio dei salari in base ai tempi morti della macchina?

Poletti, guarda che la corda che non si rompe non l’hanno ancora inventata.

Saluti da un lettore

 

Agenzia Adnkronos

Non si era ancora spenta l’eco della polemica sugli universitari che se ne accende un’altra: a finire al centro di una rissa tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e i sindacati, questa volta, è il contratto nazionale. Le parole del ministro sulla necessità di pensare un nuovo tipo di contratto, innovativo, che abbandoni come “unico riferimento l’ora/lavoro”, considerato un “attrezzo vecchio“, infatti, scatenano le reazioni, immediate e durissime, di Cgil , Cisl e Uil. Il tema d’altra parte è incandescente e materia di un confronto difficile tra i sindacati stessi e tra sindacati e Confindustria mentre in sottofondo il pressing del governo per un intervento di legge sulla contrattazione appesantisce il clima.

A dare fuoco alle polveri è una nota della Cisl, Gigi Petteni. “Poletti si concentri sulle politiche attive del lavoro o sull’abuso che si sta facendo dei voucher, piuttosto che dare indicazioni sul modello contrattuale. Ci lasci lavorare ”, gli dice a muso duro, il segretario confederale Gigi Petteni. “Ciascuno faccia il proprio mestiere”, prosegue invitando ancora il ministro a portare a termine “la riforma del lavoro su cui ci sono ancora parecchi punti da chiarire e da attuare per offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani, combattere il precariato e gli abusi che ci sono in alcuni settori”, conclude. Insorge duramente, subito dopo, anche la Cgil. “Basta scherzare sul lavoro”, ammonisce il leader Susanna Camusso mentre la confederazione, in una nota, punta il dito contro il tentativo di “rottamare il contratto nazionale” da parte di Poletti, ” proprio nel momento in cui il confronto tra Cgil, Cisl e Uil sembra essere partito col piede giusto”.

Evidentemente, annota ancora la Cgil, “il problema non è tanto la contrattazione quanto il sindacato. Ad essere vecchio non è il contratto nazionale, ma l’idea che senza sindacato le cose possano andare meglio in questo Paese“, dice Corso Italia dando voce ad un sospetto: “se, poi, vi fosse un retro-pensiero, che punta al superamento dei minimi salariali definiti dai contratti, per giustificare l’introduzione del salario minimo legale, sappia il ministro che il sindacato si opporrà a questa idea”. Bacchettata dura anche da parte della Uil. “Ho la sensazione che si vogliano far passare per idee di modernità concetti da liberismo sfrenato”, dice il leader Uil Carmelo Barbagallo che chiede, sopratutto su temi come questi, che termini la stagione degli “annunci spot ad uso giornalistico”. “Se vuole affrontare questi problemi, noi siamo disponibili a sederci a un tavolo, ma cominciamo dal tema della partecipazione e poi, eventualmente, vediamo se per alcuni specifici lavori si possa ragionare secondo differenti logiche”, conclude.

 

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