L’esperienza nel sistema dei padroni

Pubblichiamo queste due lettere di un disoccupato La redazione   Gentile redazione di Operai Contro sono un disoccupato in cerca di lavoro e per ovvi motivi sono impegnato nel barcamenarmi nella giungla del mercato del lavoro o più semplicemente in quello che ne è rimasto, leggendo gli annunci in merito, recandomi nelle agenzie interinali eccetera, quello che come solitamente accade vi è l’aspetto esperienza che emerge poichè se non si è esperti si rimane in panchina molto spesso,  i padroni non investono sulla persona ma vogliono avere il massimo profitto in breve tempo questa è dimostrazione che come normalmente […]
Condividi:

Pubblichiamo queste due lettere di un disoccupato

La redazione

 

Gentile redazione di Operai Contro

sono un disoccupato in cerca di lavoro e per ovvi motivi sono impegnato nel barcamenarmi nella giungla del mercato del lavoro o più semplicemente in quello che ne è rimasto, leggendo gli annunci in merito, recandomi nelle agenzie interinali eccetera, quello che come solitamente accade vi è l’aspetto esperienza che emerge poichè se non si è esperti si rimane in panchina molto spesso,  i padroni non investono sulla persona ma vogliono avere il massimo profitto in breve tempo questa è dimostrazione che come normalmente accade i parolieri ben stipendiati in poltrona continuano a non fare un cazzo!

Un disoccupato esperto in rotture di coglioni già reduce da accordo burocratico sindacale a perdere
AA
Il disoccupato è l’unico colpevole per il mediocricismo
Caro Operai Contro scrivo poichè desidero fare alcune osservazioni sul contesto di rincoglionimento collettivo che riguarda una parte della società contemporanea in riguardo alla mancanza di lavoro:

nonostante l’aggressione pesante nei confronti del proletariato tale da ormai coinvolgere anche strati della piccola borghesia è spesso notabile come nel popolino addormentato cultore della tv di intrattenimento e del mondo dei balocchi vi è nebbia fitta nei confronti della realtà;
e in questo letargo che purtroppo trova forza il “pensiero mediocre” per cui è appunto il disoccupato a non impegnarsi abbastanza per trovare un’altro lavoro (il senso di colpa), vista la “mentalità” del doversi accontentare, del meglio poco che niente di dover accettare ed ancora accettare altrimenti il posto offerto dal padrone sarà preso da un’altro e così via…….accettare qualsiasi condizione altrimenti si diventa l’unico colpevole della propria disgrazia, il potere ovviamente ci guazza e festeggia.
Apriamo gli occhi! Il disoccupato è chi si trova nella condizione per cui gli è stato espropriato il proprio lavoro poichè in quell’area geografica o per quel contesto specifico ormai per il padrone non vi è convenienza , pertanto degli operai bisogna sbarazzarsene, per il sistema al centro di tutto non vi è la persona ma bensì il profitto altro non conta.
Togliere il lavoro ad una persona senza dargli la possibilità di trovarne un’altro è un’atto grave e le responsabilità non possono ricadere su chi vive il disaggio a dir poco ma bisogna guardare molto più in alto senza trovare scorciatoie spicciole tenendo a riposo il cervello, va colpevolizzato il sistema non il disoccupato!
AA
Condividi:

Facebook Comments

1 Comment

  1. Michele

    il padrone non cerca il profitto ma il massimo profitto…gli operai non devono confliggere con i piccoli borghesi perchè anche loro stanno nel tritacarne del profitto(hanno messo anche una patrimoniale sui poveri)…ma allearsi con loro:Solo così si vince.