SINDACATI PREOCCUPATI, CALA LA MASCHERA ANCHE ALLA MICHELIN

Redazione, I sindacati sono sempre più preoccupati che gli operai si organizzino indipendenti e facciano da sè. Forse timorosi che avvengano episodi simili a quelli di Air France, non riescono a fare di meglio che spostare di qualche mese i problemi. Ora spunta la notizia che la MICHELIN di Fossano, Cuneo, oltre 400 dipendenti, potrebbe slittare la chiusura dell’impianto di 1 anno, nel 2017. A coronare la presa per il culo, l’impegno a trasformare i contratti degli interinali in stabili. Tante grazie. Ti chiedo di allegare all’articolo de “La Stampa” che segue la nostra posizione sul rinnovo del CCNL; […]
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Redazione,
I sindacati sono sempre più preoccupati che gli operai si organizzino indipendenti e facciano da sè.
Forse timorosi che avvengano episodi simili a quelli di Air France, non riescono a fare di meglio che spostare di qualche mese i problemi.
Ora spunta la notizia che la MICHELIN di Fossano, Cuneo, oltre 400 dipendenti, potrebbe slittare la chiusura dell’impianto di 1 anno, nel 2017. A coronare la presa per il culo, l’impegno a trasformare i contratti degli interinali in stabili. Tante grazie.
Ti chiedo di allegare all’articolo de “La Stampa” che segue la nostra posizione sul rinnovo del CCNL; è molto importante ribadire che il radical-Landini non è altro che un pompiere come e forse peggio degli altri, avendo tra le mani le deleghe di centinaia di migliaia di operai.
Un tesserato AsLO
La chiusura dello stabilimento di Fossano della Michelin potrebbe slittare al 2017. Lo «spiraglio» si sarebbe aperto oggi all’incontro tra sindacati e dirigenti della multinazionale a guida francese degli pneumatici, tenutasi in Confindustria a Torino. A sostenere che si sia parlato di questa possibilità è una fonte sindacale, mentre i dirigenti Michelin non hanno rilasciato sul punto alcun commento.
La discussione è proseguita fino a metà pomeriggio.
La Michelin aveva annunciato una settimana fa la decisione di chiudere lo stabilimento di Fossano, nel Cuneese, entro il 2016, escludendo la possibilità di reinserimento altrove per i 400 dipendenti, nonostante previsioni di investimento per 180 milioni di euro sul vicino stabilimento di frazione Ronchi di Cuneo, il più grande del gruppo a livello internazionale, dopo la sede centrale di Clermont Ferrand. Ma i tagli annunciati avrebbero riguardano tutto il Piemonte e cioè anche lo stabilimento di Alessandria e il polo di magazzino e logistica di Torino, per un totale di 578 “esuberi”.
La mobilitazione dei lavoratori ha portato a una serie di scioperi immediati, di assemblee, e di due manifestazioni che hanno visto una grande partecipazione di lavoratori e anche di cittadini foissanesi, alla fine della scorsa settimana.
A proposito dell’incontro odierno, in una pausa, il sindacalista della Uilm, Bruno Gosmar, ha commentato: “La discussione è iniziata male, perché l’azienda ha chiesto a noi di presentare le nostre istanze e ha detto che sono stati 10 giorni difficili per le mobilitazioni sindacali messe in campo”. Al tavolo presenti anche Barbara Tibaldi, della Fiom Cgil, Tiziana Mascarello, della Fim Cisl e Domenico Ravagli dell’Ugl.
In serata si è appreso anche che la chiusura potrebbe avvenire nel settembre 2017. I sindacati hanno proclamato 4 ore di sciopero di tutto il gruppo a livello nazionale. Le prime due saranno domani (martedì 17 novembre) in uscita a Cuneo e Fossano, 4 a Torino Stura. Dall’incontro è emerso anche che, invece, gli interinali – complessivamente trecento – attualmente al lavoro nelle sedi di Cuneo e Alessandria, i cui contratti sono in scadenza da ora alla fine dell’anno, saranno tutti confermati.
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