OTTOBRE 1961:LA BATAILLE DE PARIS

Nell’agosto del 1961 la Francia era ormai stata costretta dall’accanita resistenza del popolo algerino ad avviare colloqui con il Fronte Nazionale di Liberazione(FNL). I francesi non erano intenzionati a concedere la totale indipendenza al paese nordafricano. Gli incontri segreti tra FNL e governo francese avvenivano in Svizzera con due delegati del FNL che rifiutavano di sottoscrivere un cessate il fuoco fino a che la Francia non avesse accettato la totale indipendenza dell’Algeria rispettandone l’integrità territoriale. FNL perciò decide di rompere le trattative. La ritorsione del governo francese non si fa attendere, il prefetto di Parigi Maurice Papon (già vice […]
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Nell’agosto del 1961 la Francia era ormai stata costretta dall’accanita resistenza del popolo algerino ad avviare colloqui con il Fronte Nazionale di Liberazione(FNL).

I francesi non erano intenzionati a concedere la totale indipendenza al paese nordafricano.

Gli incontri segreti tra FNL e governo francese avvenivano in Svizzera con due delegati del FNL che rifiutavano di sottoscrivere un cessate il fuoco fino a che la Francia non avesse accettato la totale indipendenza dell’Algeria rispettandone l’integrità territoriale.

FNL perciò decide di rompere le trattative.

La ritorsione del governo francese non si fa attendere, il prefetto di Parigi Maurice Papon (già vice ministro nel governo filonazista di Vichy) dichiara il coprifuoco, il 5 di ottobre 1961 , per i 150.000 “francesi mussulmani d’Algeria”(FMA) residenti a Parigi.

“Il coprifuoco sarà in vigore dalle 20.00 alle 05.00 del mattino. Durante il giorno gli FMA non possono circolare oltre due per volta, tutti i luoghi di ritrovo gestiti o frequentati da algerini devono chiudere alle 19.00.”

Entrato in vigore il coprifuoco cominciano a circolare notizie nella comunità algerina di arresti, esecuzioni sommarie, rapimenti da parte delle forze di polizia parigine.

Il comitato federale della federazione francese del FNL diffonde tra i suoi quadri la seguente circolare: “gli algerini boicotteranno il coprifuoco, a partire da sabato 14/10/1961, gli uomini insieme alle donne e ai bambini dovranno uscire in massa, le dimostrazioni dovranno essere spettacolari.

Uomini, donne, vecchi e bambini dalle periferie dovranno percorrere, dopo le 20.30, le principali vie del centro di Parigi. I commercianti dovranno chiudere i loro esercizi, per protesta contro il coprifuoco razzista, per la durata di 24 ore e precisamente domenica 15/10/.”

Questa la prima fase, la seconda fase prevedeva l’estensione della protesta a tutta la Francia, la terza una giornata di sciopero generale di 24 ore.

Le direttive del Fronte sono estremamente rigide, le manifestazioni devono essere spettacolari ma assolutamente pacifiche.

La repressione della polizia parigina si scatena, ogni giorno vengo ripescati nella Senna decine di corpi di algerini, alcuni annegati hanno le mani legate dietro la schiena, altri portano segni di torture, altri ancora assassinati a colpi d’arma da fuoco e buttati nel fiume.

Ma è il 17 di ottobre del 1961 che la strage assume proporzioni gigantesche,

Papon è deciso ad impedire le manifestazioni, mettendo in campo 10.000 poliziotti in assetto da guerra.

Le provocazioni poliziesche si scatenano fin dal mattino.

Decine di cortei si formano comunque in diverse strade del centro parigino:

Saint- Denis, Porte de la chapelle, Etoile, Opera, ecc.

La polizia spara, manganella e arresta. A fine giornata circa 11.500 algerini sono stati arrestati e internati (il 10% circa della popolazione). Migliaia deportati in Algeria. 6.600 sono detenuti al palazzo dello sport, 1800 allo stadio de Coubertin, 860 a Vicennes. I commissariati e le caserme sono piene. Nei campi di internamento le violenze non cessano.

Il bilancio ufficiale parla di 2 morti e 64 feriti tra gli algerini, 13 i poliziotti feriti. Ma quanti sono stati realmente i morti e i feriti?

Come sempre quando il braccio armato della borghesia tortura ed assassina la verità è molto difficile da ristabilire. Secondo i servizi generali di ispezione della polizia il numero dei morti del 17 ottobre si può estimare attorno ai 140(dichiarazione del novembre 1961).

Altri parlano di 210 morti. L’indagine condotta dal FNL fa salire il numero dei morti e scomparsi tra il 14 ed il 18 ottobre 1961 a 327.

(Tratto dal libro di J.L. Einaudi “La bataille de Paris” ed. Seuil 1991)

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