La crescita “zero virgola”

Redazione di Operai Contro, non è passata neanche una settimana. Corsera del 6 novembre: “Consolidamento di una crescita moderata in Italia …È questa l’aspettativa espressa dalle previsioni economiche della Commissione europea e dell’ente nazionale di statistiche Istat, che hanno rivisto le previsioni di ripresa al rialzo allo 0,9% nel 2015 (rispettivamente dallo 0,6 e 0,7%)”. Corsera di oggi, 14 novembre: “Non appena ieri l’Istat ha reso noti i suoi dati, molti analisti hanno notato che sono in bilico le stime di crescita del governo sul 2015. A meno di revisioni in meglio delle stime (sempre possibili), non sarà facile […]
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Redazione di Operai Contro,

non è passata neanche una settimana. Corsera del 6 novembre: “Consolidamento di una crescita moderata in Italia …È questa l’aspettativa espressa dalle previsioni economiche della Commissione europea e dell’ente nazionale di statistiche Istat, che hanno rivisto le previsioni di ripresa al rialzo allo 0,9% nel 2015 (rispettivamente dallo 0,6 e 0,7%)”. Corsera di oggi, 14 novembre: “Non appena ieri l’Istat ha reso noti i suoi dati, molti analisti hanno notato che sono in bilico le stime di crescita del governo sul 2015. A meno di revisioni in meglio delle stime (sempre possibili), non sarà facile che il reddito dell’Italia salga davvero dello 0,9% del Pil alla fine di quest’anno” (sottolineature nostre, ndr).

Insomma i ricercatori dell’Istat prima asseriscono che dalle loro elaborazioni statistiche, piene di oggettivi dati, il pil del 2015 crescerà dello 0,9% come stimato dal governo, ma una settimana dopo lo smentiscono. Eppoi ci vengono a dire che le statistiche cinesi di un pil al + 7% non sono credibili e politicamente manipolate al rialzo per assecondare il governo. Saranno credibili invece quelle italiane!

Ma quello che ci lascia esterrefatti, più ancora delle manipolazioni e dell’uso strumentale di queste cialtronesche rilevazioni, è l’entità “zero virgola” su cui vengono spesi parole e inchiostro a fiumi.

«Si moltiplicano giorno dopo giorno i dati positivi sulla nostra economia. Crescita più forte del previsto, ripartono i consumi …». Dichiarava Renzi, e subito i giornalisti-megafono prontamente riportavano, una settimana fa. Ma di cosa stavano parlando? Dello 0,2 per raggiungere uno 0,9% che sperano vivamente faccia l’Italia nel 2015.

Questo sarebbe per Renzi e tutti i suoi addetti stampa, giornalisti economici, ecc. il grande successo italiano? Il frutto del suo sapere governare, l’uscita dalla crisi con cui tanto si adulano tutti vicendevolmente? Non suona ridicolo a questi signori parlare del +0,7-0,9% del pil in Italia, quando la Cina fa dieci volte tanto con un +6-7%? Non ha paura Renzi del ridicolo internazionale quando dichiara al mondo intero che con lui l’Italia è in marcia e poi questa marcia è al più il passo della formica del gioco dei bambini?

La Germania, preoccupata di non crescere, fa quasi il doppio dell’Italia, ma i suoi giornalisti e politici si sconfortano del suo +1,7%. Il confronto con i paesi europei dell’Est (ma anche la Svezia) si fa vergognoso essendo tutti intorno al +3-4%. Gli Usa non sanno se rialzare i loro tassi di interesse insoddisfatti della loro crescita, eppure fanno +2,6%, quasi 4 volte lo 0,7% di cui il cialtrone di Pontassieve si vanta aver portato l’Italia. Peraltro uno “zero virgola” di maggior ricchezza nazionale ottenuta grazie, per sua stessa vanagloria dichiarato, attraverso il Jobs Act. Ovvero schiacciando ulteriormente i salari degli operai e aumentando la quota dei profitti industriali che rimangono ai padroni con dei miseri sgravi fiscali per i pseudo neo assunti nel 2015. Non c’è che dire, proprio un grande risultato dei padroni italiani, di un capitalismo italiano miserevole, che non poteva che partorire ancora un altro politico, altrettanto miserevole, a ben rappresentarlo.

14/11/2015

R.P.

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