AVANTI, ADAGIO, INDIETRO

Redazione di operai Contro, i padroni sono ridicoli. Dal 2008 ad oggi assistiamo e subiamo i crack della economia dei padroni. Non sanno come uscire dalla crisi. L’unica possibilità che hanno è la guerra O la rivoluzione operaia fermerà la guerra o la guerra dei padroni farà scoppiare loa rivoluzione operaia L’agenzia di propaganda dei padroni “l’ISTAT” continua a raccontare minghiate L’Italia è uscita dalla crisi, il PIL aumenta, il PIL decresce I padroni sono come il loro politico Renzi, pensano che raccontando balle si avverino Vi invio un articolpo della Stampa Un lettore paolo baroni Secondo le ultime […]
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Redazione di operai Contro,
i padroni sono ridicoli. Dal 2008 ad oggi assistiamo e subiamo i crack della economia dei padroni.
Non sanno come uscire dalla crisi. L’unica possibilità che hanno è la guerra
O la rivoluzione operaia fermerà la guerra o la guerra dei padroni farà scoppiare loa rivoluzione operaia
L’agenzia di propaganda dei padroni “l’ISTAT” continua a raccontare minghiate
L’Italia è uscita dalla crisi, il PIL aumenta, il PIL decresce
I padroni sono come il loro politico Renzi, pensano che raccontando balle si avverino
Vi invio un articolpo della Stampa
Un lettore
paolo baroni

Secondo le ultime stime il Pil del terzo trimestre sarebbe dovuto crescere dello 0,3%, in linea con le attesa di una crescita della ricchezza nazionale vicina all’1 per cento. Invece l’Istat comunica che nel periodo luglio-settembre non andiamo oltre un più modesto +0,2%. E che pertanto la crescita acquisita nei primi nove mesi dell’anno si ferma allo 0,6%.

Il dato, per quanto positivo, è certamente deludente. Cosa è successo? L’Istat spiega che la variazione congiunturale «è la sintesi di un incremento del valore aggiunto in tutti i principali comparti (agricoltura, industria e servizi). Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e uno negativo della componente estera netta».

Insomma è venuto meno uno dei fattori, le esportazioni, che nei primi mesi dell’anno avevano sostenuto la nostra ripartenza. Mentre si conferma che, anche grazie alle politiche di governo, i consumi interni e la produzione stanno iniziando a riprendersi.

La ripresa dunque è in atto, ma resta ancora molto lenta. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno l’incremento del nostro prodotto è dello 0,9%. Mentre noi rallentiamo i nostri partner accelerano: la Francia dopo la stagnazione del secondo trimestre sale dello 0,3%, e la variazione annua cresce da +1,1 a +1.2; la Germania invece passa dal +0,4 a +0,3 ma sull’anno avanza a +1,7% (era a +1,6%).

L’Istat informa poi che sempre nel terzo trimestre il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,4% negli Stati Uniti e dello 0,5% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2% negli Stati Uniti e dello 2,3% nel Regno Unito. Livelli di crescita che l’Italia forse avvicinerà solo l’anno prossimo.

Livelli di crescita che l’Italia forse avvicinerà solo l’anno prossimo.

 

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