Facciamo due conti

Giuseppe è un addetto vendita di IV livello full time ed è in azienda da 11 anni. Il suo contratto prevede 40 ore a settimana, 26 giorni di ferie 104 ore di permessi all’anno, con uno scatto di anzianità (20,66 €) ogni tre anni. In realtà lavora 38 ore a settimana pagato per 40 perché l’azienda in cambio trattiene 72 ore di permessi (dunque gliene rimangono 32). Percepisce le dodici mensilità più una tredicesima ed una quattordicesima prevista dal CCNL. Ogni anno accantona una quota di TFR ( la così detta “liquidazione”) che è calcolata sulla somma delle 14 […]
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Giuseppe è un addetto vendita di IV livello full time ed è in azienda da 11 anni.

Il suo contratto prevede 40 ore a settimana, 26 giorni di ferie 104 ore di permessi all’anno, con uno scatto di anzianità (20,66 €) ogni tre anni.

In realtà lavora 38 ore a settimana pagato per 40 perché l’azienda in cambio trattiene 72 ore di permessi (dunque gliene rimangono 32).

Percepisce le dodici mensilità più una tredicesima ed una quattordicesima prevista dal CCNL. Ogni anno accantona una quota di TFR ( la così detta “liquidazione”) che è calcolata sulla somma delle 14 mensilità divise per il fattore *13,5* (quindi, circa un’altra mensilità all’anno) che l’azienda gli versa mensilmente.

Nel 2016 dovrebbe maturare il quarto scatto e non vede nessun aumento dal 2013, data in cui è scaduto il CCNL. L’azienda attraverso Federdistribuzione gli chiede:

  1. Di rinunciare ai prossimi scatti di anzianità
  2. Di lavorare 40 ore a settimana rinunciando alla restituzione delle 72 ore di permessi
  3. Di calcolare il TFR sulla somma delle sole 12 mensilità
  4. Di considerare tutte le domeniche come giorni ordinari
  5. Di rinunciare agli arretrati degli aumenti per gli anni 2014-2015.

Vediamo tutto ciò come incide:

Rinunciare allo scatto significa per lui perdere circa 290 € (20,66 X 14 mensilità) nel 2016 e progressivamente negli anni successivi.

2 ore in più a settimana senza riavere indietro le 72 ore di PIR vuol dire perdere 720 € l’anno (posto 10 € la paga orari: 72X10€ ).

Il nuovo calcolo del TFR gli farebbe perdere oltre 250 € di accantonamento all’anno.

La rinuncia agli arretrati del biennio 2014-2015 sarebbe una perdita stimabile in oltre 400 € .

Le domeniche senza limiti sarebbero una pesante perdita di qualità della vita .

Insomma già solo nel 2016 l’azienda riuscirebbe a sottrargli più di 1600 euro e il danno continuerebbe negli anni successivi, sebbene guardando il cedolino paga non si vedrebbero grandi differenze, perché la paga base mensile rimarrebbe pressoché invariata (ecco dov’è il trucco quando dicono che “non vogliono ridurre il salario”)!

Inoltre le aziende avanzano ancora altre richieste che peggiorerebbero le condizioni di ingresso dei nuovi assunti e ancora maggiore flessibilità oraria per tutti.

Giuseppe il 7 novembre sciopera.

Volantino distribuito allo sciopero il 7 novembre 2015 davanti all’entrata del coin di piazza 5 giornate a Milano.

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