Il gioco d’azzardo. Moralizzazione parolaia e ritorni economici. 22000 punti di azzardo in più, un miliardo per le casse dello stato

Redazione di O.C. Lo stato capitalista è una struttura micidiale, da una parte considera il gioco d’azzardo una malattia, la classifica in modo scientifico come ludopadia, (malattia del gioco) e impegna “luminari” e “studiosi” delle migliori scuole psicoanalitiche per tracciare un profilo mentale dei giocatori d’azzardo. Dall’altra utilizza il gioco d’azzardo per fare profitto e aumentare l’entrata delle casse statali. I migliori studiosi, i preti di ogni risma e genere, i giornalisti e i conduttori televisivi imbastiscono prediche e tavole rotonde per tentare di spiegare questo fenomeno. strepitando che il gioco d’azzardo è una droga da estirpare. Nella realtà […]
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Redazione di O.C.

Lo stato capitalista è una struttura micidiale, da una parte considera il gioco d’azzardo una malattia, la classifica in modo scientifico come ludopadia, (malattia del gioco) e impegna “luminari” e “studiosi” delle migliori scuole psicoanalitiche per tracciare un profilo mentale dei giocatori d’azzardo. Dall’altra utilizza il gioco d’azzardo per fare profitto e aumentare l’entrata delle casse statali.

I migliori studiosi, i preti di ogni risma e genere, i giornalisti e i conduttori televisivi imbastiscono prediche e tavole rotonde per tentare di spiegare questo fenomeno. strepitando che il gioco d’azzardo è una droga da estirpare.

Nella realtà sono come sempre si tratta sceneggiate a buon mercato che servono solo alle tasche degli intrattenitori televisivi, dei giornalisti della carta stampata che sfruttano la cosa per ingrassare ulteriormente il loro portafoglio.

Il giro di affari legato al gioco d’azzardo è stimato oltre gli 80 miliardi di euro all’anno, 16 volte il giro di affari di Las Vegas (la capitale mondiale del gioco d’azzardo) , la tassazione dello stato sui giochi d’azzardo è del 10%.

10% che garantisce alle casse dello stato un gettito fiscale di 8 miliardi di euro, quasi un quarto dei 27/30 miliardi previsti per la legge di stabilità per il 2016.

I parlamentari del governo Renzi, con una manfrina degna della migliore commedia dell’arte, vogliono inserire nella legge di stabilità un limite alle concessioni alle sale giochi, così da ridurle (forse ) dalle attuali 22000 alle ipotetiche 17000.

La proposta è di collegare ad un sistema centrale tutte le macchine mangiasoldi esistenti, per monitorare e tenere sotto controllo il gioco d’azzardo. Nella realtà il controllo serve per capire la quantità di danaro che il gioco d’azzardo frutta alle casse dello stato , il solito conformismo borghese che nasconde la sete di soldi di cui lo stato necessita, per garantire gli affari e gli interessi dei padroni e delle classi borghesi.

Il giro di affari prodotto dal gioco è la terza impresa del paese dopo Eni e Fiat, con una spesa procapite di circa 1200 euro annui per ogni italiano, neonati compresi, i giocatori giudicati patologici (malati) sono circa 800 mila e altri 2 milioni sono quelli a rischio di contrarre la patologia, 400 mila le macchine mangia soldi, una ogni 150 abitanti, circa 36000 ricevitorie per il gioco del lotto, senza contare le giocate che si effettuano via internet sui vari casinò virtuali, una miriade di società legalizzate che sfilano dalle tasche della povera gente miliardi di euro ogni anno, mentre lo stato, attraverso l’erario, incassa la sua parte di malloppo senza battere ciglio.

Le società più grosse che controllano la maggioranza delle scommesse, e il giro d’affari prodotto, sia del gioco del lotto che delle slot machine come dei giochi on line fanno capo a due società : Lottomatica e Snai.

La Lottomatica per il 60% della De Agostini Spa, 3,273%e delle Assicurazioni Generali, 5,84% DeA Partecipazioni S.p.A. fa parte del più grande gruppo mondiale che gestisce tutte le scommesse mondiali, la Gtech quotata alla borsa di wall street, mentre la Snai a sua volta è di proprietà di Global Games S.p.a. che ne detiene il 67%.

I padroni hanno imparato bene a diversificare le loro attività per accrescere sempre di più i loro profitti a scapito dei poveri diavoli che una volta usciti dalle fabbriche, dai luoghi di lavoro o già pensionati, si accalcano davanti alle macchinette mangiasoldi, ai tabelloni elettronici del gioco del lotto o che raschiano come forsennati le schedine del gratta e vinci, nella speranza illusoria di portare a casa una vincita che arrotondi la magra pensione o l’irrisorio salario che non gli permette loro di arrivare alla fine del mese, solo una fragile illusione.

Una droga più pericolosa dell’eroina,ma che nessuno pensa lontanamente di mettere fuori legge , una droga che garantisce ai padroni margini di profitto enormi e allo stato colossali entrate erariali, una droga che instupidisce i proletari e li distoglie dai veri problemi che li attanagliano, una droga che inebetisce la gente e toglie ogni volontà di ribellione.

Cordiali saluti

D.C.

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