IL GANGSTER RENZI OPERA TAGLI AI MINISTERI

Redazione di Operai Contro, quando il  gangster Renzi parla di tagli ai ministeri non pensa assolutamente a porre fine ai furti e alle truffe operate dai politici. I tagli ai ministeri sono rapine ai poveri Cristi Ci sono i leccaculo dell’economia che applaudono i tagli. Sono quelli che vengono invitati con i politici agli spettacoli di dibattito in televisione. Vediamo i tagli alla sanità Per il 2016 tutto sommato è andata bene. Invece di 113,1 miliardi il Fondo Sanitario nazionale ne riceverà 111. Per il futuro, però, il conto che la sanità sarà chiamata a pagare rischia di essere […]
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Redazione di Operai Contro,

quando il  gangster Renzi parla di tagli ai ministeri non pensa assolutamente a porre fine ai furti e alle truffe operate dai politici. I tagli ai ministeri sono rapine ai poveri Cristi

Ci sono i leccaculo dell’economia che applaudono i tagli. Sono quelli che vengono invitati con i politici agli spettacoli di dibattito in televisione.

Vediamo i tagli alla sanità

Per il 2016 tutto sommato è andata bene. Invece di 113,1 miliardi il Fondo Sanitario nazionale ne riceverà 111.

Per il futuro, però, il conto che la sanità sarà chiamata a pagare rischia di essere molto, molto più salato. Sulla carta, scritto nell’ultima bozza della legge di Stabilità, ci sono tagli di spesa che potrebbero arrivare a 15 miliardi di euro tra il 2017 e il 2019.
La manovra, trasmessa ieri al Quirinale per la firma e attesa al Senato lunedì, prevede infatti un contributo a carico delle Regioni di 3,9 miliardi nel 2017 e di 5,4 miliardi nel 2018 e 2019. In tutto sono 14,7 miliardi di euro da recuperare con lo stesso meccanismo con i quali sono stati operati gli ultimi tagli al Fondo sanitario: intesa tra le Regioni, o intervento d’imperio dell’esecutivo.

Con quei tagli il Fondo sanitario rimarrebbe congelato a 111 miliardi di euro per tutto il prossimo triennio. In termini reali sarebbe una riduzione netta rilevante.

E stare dentro quel tetto sarà molto più difficile per le Regioni, considerato che già oggi otto di loro non riescono a rispettarlo e sono costrette ad alzare addizionali e ticket (saliti del 26% dal 2008) per compensare.

 

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