Tagliate altre prestazione in ospedale

Cara Redazione, siamo alle comiche! I sindaci protestano perché l’ospedale viene un passo dopo l’altro ridotto ad un lazzaretto. Sono sindaci e politicanti borghesi degli stessi partiti che stanno al Parlamento a Roma e a turno, fanno queste belle cosine e, tante tante altre. Fingono di non sapere dei recenti tagli alla Sanità voluti dai loro partiti a Roma. Vi mando un articolo del “Giorno”. Ciao.   Vaprio, «All’ospedale scippati i bisturi» «Ci hanno portato via un altro macchinario alla chetichella, a poco a poco stanno svuotando l’ospedale. Ora basta». Sindaci sul piede di guerra in vista della resa […]
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Cara Redazione,

siamo alle comiche! I sindaci protestano perché l’ospedale viene un passo dopo l’altro ridotto ad un lazzaretto. Sono sindaci e politicanti borghesi degli stessi partiti che stanno al Parlamento a Roma e a turno, fanno queste belle cosine e, tante tante altre. Fingono di non sapere dei recenti tagli alla Sanità voluti dai loro partiti a Roma. Vi mando un articolo del “Giorno”. Ciao.

 

Vaprio, «All’ospedale scippati i bisturi»

«Ci hanno portato via un altro macchinario alla chetichella, a poco a poco stanno svuotando l’ospedale. Ora basta». Sindaci sul piede di guerra in vista della resa dei conti fissata martedì in Regione. All’appuntamento con maggioranza e opposizione sul caso Vaprio, i Comuni arriveranno con un’altra tegola appena piovuta addosso a tutti: «L’impossibilità d’ora in poi di fare operazioni agli occhi a Vaprio, senza che nessuno si sia disturbato ad avvisarci. Pazzesco». Danilo Villa, primo cittadino di Trezzo, guida il drappello di piazze del Distretto 8, l’Adda, e annuncia che se il Crotta-Oltrocchi non verrà mantenuto in esercizio così com’è sempre stato, «ci incateneremo ai piedi di Palazzo Lombardia. Sappiamo che la struttura diventerà un ospedale di comunità, ma fino a quel momento è indispensabile preservare lo status quo. Invece, la nostra impressione è che sia cominciata una lenta agonia, un’opera sistematica di alleggerimento di fronte alla quale non possiamo stare con le mani in mano. Salute e servizi sono capisaldi ai quali non rinunceremo».

Le parti si incontrano per mediare: «Non accetteremo contentini, vogliamo un impegno formale ad accogliere le nostre richieste – ancora il presidente – anche perché la riqualificazione del Crotta-Oltrocchi doveva cominciare sei mesi fa, ma del cantiere non c’è neanche l’ombra. Eppure lo stanziamento è a bilancio». A complicare la situazione è intervenuta la riforma che ridisegnerà la sanità sul territorio, con l’obiettivo dichiarato di integrare i servizi. Vaprio è uno dei cinque ospedali della Martesana alla ricerca di un ruolo definito. Nelle stesse acque navigano Gorgonzola, Cassano, Cernusco e Melzo. «Progetti tanti, fatti pochi. Se non quelli che disturbano i pazienti. Qui c’è in gioco il futuro del territorio, la politica non c’entra». La corrispondenza sul tema è stata febbrile e c’è stato pure un incontro, sempre a Milano. «Ma non sembra aver sortito effetto, se un camioncino carica bisturi e computer e le cataratte non si fanno più qui», chiudono gli amministratori. Decisi a non mollare. «Finora ha prevalso la linea del dialogo, ma siamo pronti all’azione».

Vaprio d’Adda (Milano), 6 settembre 2015

 

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