LA LUNGA MARCIA

Redazione di Operai Contro, i migranti ottengono dei risultati Sono un fiume Vi invio un articolo della Repubblica Un lettore http://www.repubblica.it/esteri/ VIENNA – Germania e Austria aprono le frontiere ai profughi. E la lunga marcia delle centinaia di migranti in gran parte siriani che ieri avevano deciso di raggiungere a piedi, costi quel che costi, Vienna, si è lentamente trasformata in un trasferimento a bordo di pullman e di autovetture private, i primi messi a disposizione dal governo ungherese, le seconde invece dovute alla generosità della popolazione, sicuramente non così convinta della linea dura adottata da Budapest. Un vero […]
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Redazione di Operai Contro,

i migranti ottengono dei risultati

Sono un fiume

Vi invio un articolo della Repubblica

Un lettore

http://www.repubblica.it/esteri/

VIENNA – Germania e Austria aprono le frontiere ai profughi. E la lunga marcia delle centinaia di migranti in gran parte siriani che ieri avevano deciso di raggiungere a piedi, costi quel che costi, Vienna, si è lentamente trasformata in un trasferimento a bordo di pullman e di autovetture private, i primi messi a disposizione dal governo ungherese, le seconde invece dovute alla generosità della popolazione, sicuramente non così convinta della linea dura adottata da Budapest. Un vero e proprio “tsunami” umano che sta in queste ore varcando la linea di confine. Le autorità austriache prevedono che saranno oltre 4000 i profughi che entreranno nella giornata sul territorio. Molti si sposteranno subito verso la Germania, la cui frontiera è a circa 80 km dal luogo in cui ora stanno transitando i migranti.

Poco dopo la mezzanotte Austria e Germania hanno acconsentito a far entrare nel loro territorio le migliaia di migranti che stavano raggiungendo la frontiera dall’Ungheria. Lo ha annunciato il cancelliere austriaco Werner Faymann su Facebook.


“Alla luce della situazione di emergenza al confine ungherese, Austria e Germania in questo caso hanno concordato sulla necessità di consentire ai profughi di proseguire il viaggio verso i loro Paesi”, ha dichiarato Faymann. Centinaia di migranti finora fermi nelle stazioni ferroviarie ungheresi si sono imbarcati sugli autobus alla volta della frontiera austriaca. Uno sviluppo che risolve – solo temporaneamente – il problema.

” Dopo un colloquio con il primo ministro ungherese Viktor Orban e in coordinamento con la cancelliera tedesca Angela Merkel”, Faymann ha dichiarato che ” a causa dell’attuale situazione al confine ungherese, Austria e Germania acconsentono in questo caso a un proseguimento nei loro paesi del viaggio dei rifugiati”, si legge sulla pagina facebook. com/bundeskanzlerfaymann. ” Al contempo – prosegue il post -, ci aspettiamo che l’Ungheria rispetti i suoi obblighi europei, compresi quelli derivanti dalla convenzione di Dublino; ci aspettiamo dall’Ungheria la volontà di adempire agli oneri esistenti, sulla base dei programmi proposti dalla Commissione europea:l’equa distribuzione dei profughi e il meccanismo di emergenza previsto, a cui noi oggi contribuiamo“.

I migranti rimasti bloccati per giorni in Ungheria sono saliti sugli autobus noleggiati dal governo per portarli al confine con l’Austria, che insieme alla Germania ha detto che concederà loro l’ingresso nel paese. I primi bus carichi di migranti sono già partiti verso la frontiera austriaca. E alle 3.20 di notte Il primo autobus carico di profughi dall’Ungheria ha raggiunto la frontiera con l’Austria dove sono attesi dai volontari della Croce Rossa di Vienna. Questi ultimi sono pronti ad accoglierli nel campo di Nickelsdorf, subito oltre la frontiera. In tutto, diretti alla frontiera austriaca, sarebbero almeno un centinaio gli autobus messi a disposizione dal governo ungherese. Altrettanti dovrebbero invece raggiungere la frontiera con la Germania.

Stremati dalla fatica centinaia di migranti, molti siriani, che per giorni sono rimasti bloccati nell’Ungheria ostile del premier Victor Orban, sono prima arrivati a Hegyeshalom, ultimo lembo di terra magiara, per poi passare in Austria, che ha aperto loro i confini, per consentire lro di raggiungere la meta ultima, la Germania di Angela Merkel. Dopo meno di un km trovano Nickelsdorf dove li attende un campo d’accoglienza attrezzato dalla Croce Rossa Austriaca. Sono attesi fino a 1.500 migranti, molti dalla Siria. Qui saranno a 50 km da Vienna e a 200 da Passau, prima cittadina tedesco. Del centinaio di autobus partiti da Budapest, per ora ne sono arrivati sette, ma gli altri stanno per raggiungere la linea di confine. Secondo la polizia austriaca, sono almeno 2000 i profughi che all’alba stanno varcando il confine. E si prevede che per tutta la giornata saranno sicuramente il doppio ad entrare nel territorio austriaco. Molti però si dirigeranno subito verso la Germania.

La Croce rossa austriaca si stava già preparando ad accogliere dagli 800 ai 1500 profughi che arriveranno nelle prossime ore dal confine con l’Ungheria. La Croce Rossa austriaca attende i profughi nel centro di accoglienza di Nickelsdorf, accanto al confine. ” Secondo le nostre autorità dobbiamo attenderci tra 800 e 1.500 persone”, ha detto il portavoce Thomas Horvath per la regione del Burgenland. ” Abbiamo letti, rifugi, cibo e bevande calde pronti per loro e possiamo fornire loro anche assistenza medica se sarà necessario”, ha concluso.

Dal canto suo, Angela Merkel ha rassicurato i tedeschi. La Germania potrà accogliere e gestire i 104.460 profughi arrivati ad agosto e gli 800.000 che in totale si è impegnata ad ospitare entro la fine dell’anno, ” senza alzare le tasse e senza porre a rischio il pareggio di bilancio”. In un serie di interviste a diversi quotidiani tedeschi, il cancelliere ha rassicurato che proprio grazie alla favorevole situazione di bilancio la Germania potrà più facilmente fare fronte a questo ” inatteso compito”, aggiungendo che la crisi dei profughi è ora la priorità del suo governo.

Budapest, la decisione dei migranti: partono a piedi verso l’Austria

Passando al livello europeo Merkel ha ribadito la sua richiesta che i profughi vengano redistribuiti con un sistema più equo in tutti gli Stati membri: ” L’intero sistema va rivisto”.

L’intervento dell’Onu. La crisi dell’immigrazione non si può risolvere ”chiudendo la porta”. Lo afferma l’assistente del segretario generale per i diritti umani dell’Onu, Ivan Simonivic, sottolineando che mettere fine alla crisi richiede affrontare la radice dei problemi che spinge questa gente a fuggire.

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