Germania ancora scioperi: anche i postini contro il modello tedesco

Da mesi si sciopera in Germania a ritmi sempre piú serrati. Abbiamo riportato a questo proposito la traduzione dell´articolo pubblicato sulla rivista Jacobin cercando di capire come mai il paese della pace sociale e della concertazione si sia lentamente trasformato in un paese di scioperi e lotte di piazza. Ora torniamo sull´argomento per sottolineare un aspetto quasi paradossale ai margini delle lotte dei postini: dapprima sono stati letteralmente reclutati i postini polacchi (la Polonia dista circa 100 km da Berlino) per ovviare ai rallentamenti delle attivitá, successivamente é stato offerto denaro contante ai portalettere “volontari” disposti a lavorare di […]
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Da mesi si sciopera in Germania a ritmi sempre piú serrati. Abbiamo riportato a questo proposito la traduzione dell´articolo pubblicato sulla rivista Jacobin cercando di capire come mai il paese della pace sociale e della concertazione si sia lentamente trasformato in un paese di scioperi e lotte di piazza.

Ora torniamo sull´argomento per sottolineare un aspetto quasi paradossale ai margini delle lotte dei postini: dapprima sono stati letteralmente reclutati i postini polacchi (la Polonia dista circa 100 km da Berlino) per ovviare ai rallentamenti delle attivitá, successivamente é stato offerto denaro contante ai portalettere “volontari” disposti a lavorare di domenica, come si riporta in questo articolo di seguito (in tedesco).

Le motivazioni della protesta dei postini nascono dalla decisione di creare una divisione composta da porta-pacchi in cui i lavoratori percepirebbero un salario nettamente inferiore.

Gli scioperi hanno avuto inizio l´8 giugno con la richiesta di equiparare il lavoro e la retribuzione dei porta-pacchi, l´orario lavorativo di 36 ore settimanali e l´aumento del 5.5% del salario.
I lavoratori hanno chiesto al sindacato verdi un coordinamento delle proteste (sporadiche e di 24 ore ciascuno fino allo sciopero a tempo indefinito che ha avuto inizio l´8 giugno), un coordinamento da attuarsi non solo con i colleghi del settore, quindi con DHL, UPS ecc, ma anche con i lavoratori della Charité – ossia personale ospedaliero -, gli insegnanti ecc.

Dall´inizio delle proteste Deutsche Post ha reagito sempre con delle scuse per non affrontare i nodi della protesta con il sindacato ver.di o con i lavoratori, inizialmente ingaggiando i funzionari amministrativi per non bloccare le consegne, poi chiamando i vicini polacchi e minacciando tutti i dipendenti con contratto a termine di astenersi dallo sciopero, pena il mancato rinnovo.

Come giá abbiamo piú volte sottolineato, l´elemento fondamentale che risalta é che l´intero modello tedesco si basa su una compressione dei salari che viaggia di pari passo con l´aumento della produttivitá e delle esportazioni. Compressione dei salari e maggiore precarietá delle condizioni di lavoro (e contrattuali) riguardano ormai molti settori, dai ferrovieri agli infermieri, dai postini ai piloti.

DHL e Deutsche Post preferiscono comprare i lavoratori con 100 Euro in contanti o minacciarli piuttosto che sedersi al tavolo delle trattative. Con dei buoni da 100 € o denaro contante quindi Deutsche Post vuole reclutare personale volontario per spedire in fretta quelle lettere che sono rimaste ferme da circa due settimane.

Il sindacato Verdi ha definito la cosa scandalosa, cosí come il fatto di far arrivare portalettere dalla Polonia, pagandoli una miseria. La protesta é ora alla terza settimana e riguarda tutti quei 25.000 (circa) che scioperano, perché il loro lavoro, il loro giusto salario, le loro condizioni di lavoro valgono piú di un biglietto da cento euro!

Clash city workers

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