Renzi in Afghanistan a prolungare la guerra

Caro Direttore, mentre in Italia va in onda la puerile e ipocrita commedia dei commenti sulla farsa elettorale, Renzi si è recato in Afghanistan dove ha comunicato ai militari italiani che la guerra continua, non rientreranno a ottobre com’era stato deciso. Quella che era cominciata come una missione di pace, si riconferma un punto essenziale della guerra mondiale in corso, per la spartizione dei mercati e dei profitti. Dice Renzi: una missione necessaria perché “la stabilità internazionale è connessa indissolubilmente a quella interna” e non si può “pensare che la nostra sicurezza sia solo dentro i confini”.  Allego l’articolo […]
Condividi:

Caro Direttore,

mentre in Italia va in onda la puerile e ipocrita commedia dei commenti sulla farsa elettorale, Renzi si è recato in Afghanistan dove ha comunicato ai militari italiani che la guerra continua, non rientreranno a ottobre com’era stato deciso.

Quella che era cominciata come una missione di pace, si riconferma un punto essenziale della guerra mondiale in corso, per la spartizione dei mercati e dei profitti. Dice Renzi: una missione necessaria perché “la stabilità internazionale è connessa indissolubilmente a quella interna” e non si può “pensare che la nostra sicurezza sia solo dentro i confini”.  Allego l’articolo di Repubblica .

Saluti da un lettore.

HERAT -“Non siamo qui per un motivo logistico ma per un ideale”. Così Matteo Renzi, nel discorso pronunciato davanti agli alpini della brigata Julia, il contingente di circa 500 soldati che dovrebbe concludere l’esperienza italiana in Afghanistan. La visita è cominciata a Herat, nell’Afghanistan occidentale in occasione della festa della Repubblica. Jeans e mimetica, con il nome ‘Renzi’ stampato sul petto. Il premier ha passato in rassegna le truppe e reso onore ai caduti italiani: 54 le vittime dall’inizio della missione, che avrebbe dovuto cessare nel prossimo ottobre e che invece si protrarrà alcuni mesi dopo l’impegno confermato anche dagli Usa. Poi ha pronunciato un breve discorso scritto, all’inizio del quale ha invitato a “dare il riposo” ai soldati che lo ascoltavano sull’attenti.

Il presidente del Consiglio ha reso onore ai caduti: “Possa il loro sangue servire ed aiutare anche qui in Afghanistan nuove generazioni a conoscere bellezza libertà e pace”. E ancora: “Sono onorato di essere accanto a voi in un momento importante, la festa della Repubblica, un appuntamento in cui il Paese ricorda la grandezza dell’Italia. Ho avvertito il bisogno di guardarvi negli occhi e di essere al vostro fianco per festeggiare con voi, per ricordare il passato e dire una parola di gratitudine a chi porta con orgoglio e determinazione i valori e i colori dell’Italia”. “Molti di voi appartengono alla mia stessa generazione: siamo fortunati, non abbiamo mai conosciuto la guerra – ha aggiunto – I nostri coetanei afghani non hanno mai conosciuto la pace”.”.
Si prolunga la missione del contingente italiano. “Vi chiediamo uno sforzo in più – ha proseguito il premier confermando la decisione di prolungare la missione del contingente italiano -. Restare ancora qualche mese in Afghanistan perché la fase finale è la più difficile e abbiamo bisogno di non disperdere il lavoro fatto e il sangue versato. Abbiamo il dovere di concludere una transizione per la libertà e pace del Paese”. Una missione necessaria perché “la stabilità internazionale è connessa indissolubilmente a quella interna” e non si può “pensare che la nostra sicurezza sia solo dentro i confini”. “Se da un lato abbiamo bisogno di un messaggio di apertura e solidarietà non dobbiamo considerare contraddittorio uno sforzo delle nostre forze armate e dell’ordine perché la sicurezza sia garantita da solidi professionisti quali voi siete”, ha aggiunto.

Visita al premier Ghani. A Herat Renzi ha visto anche il presidente afgano Ashraf Ghani che ha ringraziato l’Italia per il suo impegno in favore del suo Paese e ha rivolto un pensiero alle famiglie dei nostri caduti. Ghani ha inoltre elogiato “la visione chiara” di “benessere, pace e stabilità nel mondo” del premier italiano. “Grazie”, ha insistito, “per il contributo che avete dato per la nuova missione” iniziata nel 2015, al termine dell’impegno di Isaf, e “per gli interventi di ricostruzione che hanno permesso a bambini di questa terra di andare a scuola”.

Il premier Matteo Renzi è arrivato alla base militare italiana di Herat, in Afghanistan, dove ha salutato i militari indossando una giacca mimetica. La cerimonia, a cui ha preso parte anche il presidente afghano Ashraf Ghani, si è aperta con un ricordo in onore dei caduti

Il premier Matteo Renzi è arrivato alla base militare italiana di Herat, in Afghanistan, dove ha salutato i militari indossando una giacca mimetica. La cerimonia, a cui ha preso parte anche il presidente afghano Ashraf Ghani, si è aperta con un ricordo in onore dei caduti

Camp Arena, quartier generale italiano. Camp Arena, che in un passato non lontano ha ospitato anche 8.500 soldati di vari Paesi, è in fase di smobilitazione. Ora i militari sono all’incirca un migliaio, tra cui appunto circa 500 italiani (sono stati oltre 4 mila). Di questi, una settantina svolgono i compiti di addestramento propri della missione ‘Resolute Support’, subentrata all’inizio dell’anno a Isaf, cioè addestrano gli istruttori e gli specialisti afgani; gli altri, forniscono loro sicurezza e svolgono le altre attività che un contingente a fine mandato comunque comporta, a cominciare dal lavoro di rimpatrio di mezzi e materiali attraverso ponti aerei e navali: l’operazione ‘Itaca’. Finora sono stati trasferiti in Italia oltre 13 mila metri lineari di container. Ne mancano circa 4 mila. A ottobre, secondo i piani originari, gli italiani avrebbero dovuto lasciare definitivamente Herat e concentrarsi in un numero molto modesto a Kabul. Un piano di rimpatrio concordato naturalmente con la Nato e con gli alleati principali, Stati Uniti in testa. Ma Obama ha di recente annunciato che il contingente di 10 mila soldati americani resterà invariato per tutto il 2015 e non si dimezzerà come previsto, mentre a fine anno verrà comunicata la consistenza per il 2016, con ritiro completo entro il 2017. Orfini risponde a polemiche. “Organizzare all’improvviso un viaggio in Afghanistan è piuttosto complesso, per ragioni di sicurezza. La notizia del viaggio, che avviene in occasione del 2 giugno, non è stata data in anticipo per ragioni di sicurezza, come sempre in questi casi”. Così risponde il presidente del Pd Matteo Orfini, a chi in conferenza stampa chiede le ragioni del viaggio del premier in Afghanistan e alle polemiche su una sua presunta ‘fuga’ all’indomani del risultato delle elezioni regionali.

 

Condividi:

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.