ASTENSIONISMO E CRISI

Redazione di Operai Contro, Uno spettro si aggira nel sistema elettorale borghese, lo spettro dell’astensionismo. In Italia fu toccato con mano nelle Regionali del novembre scorso proprio nella democratica e di sinistra Emilia Romagna, quando coloro che si recarono nei “sacri seggi” furono appena il 37,7%. Un misero 36,3% di voti veri se si tolgono anche le schede nulle e bianche. E in cui “per la prima volta è avvenuto il sorpasso del “partito degli astenuti” sull’insieme dei voti validi: oltre 2 milioni e 150 mila elettori che hanno disertato le urne, contro circa 1 milione e 200 voti […]
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Redazione di Operai Contro,

Uno spettro si aggira nel sistema elettorale borghese, lo spettro dell’astensionismo. In Italia fu toccato con mano nelle Regionali del novembre scorso proprio nella democratica e di sinistra Emilia Romagna, quando coloro che si recarono nei “sacri seggi” furono appena il 37,7%. Un misero 36,3% di voti veri se si tolgono anche le schede nulle e bianche. E in cui “per la prima volta è avvenuto il sorpasso del “partito degli astenuti” sull’insieme dei voti validi: oltre 2 milioni e 150 mila elettori che hanno disertato le urne, contro circa 1 milione e 200 voti validi. Inoltre, il peso degli astenuti risulta ben 4 volte maggiore rispetto a quello del Pd (con i suoi 535 mila voti)” – Istituto Cattaneo.

Alle recenti elezioni comunali del 10 maggio in molti comuni del Trentino e della Valle d’Aosta lo spettro si è di nuovo palesato quando non è stato raggiunto il quorum necessario del 50% + 1 per eleggere il sindaco, verranno commissariati. Ora tutti aspettano preoccupati la prossima tornata elettorale del 30 maggio. Un’ulteriore debacle di partecipazione minerebbe sia la credibilità degli eletti (con un misero pugno di voti) che del sistema di rappresentanza in generale.

L’astensionismo è in crescita da anni, e si accompagna con la crisi dei partiti storici del dopoguerra, ma finora si trattava di un lento declino di rappresentanza, sicuramente degli operai. Più volte ne abbiamo parlato su Operai Contro. Se si guarda alle elezioni politiche della Camera, tra il 1992 e il 2013 ben 6 milioni e 200 mila elettori non si sono più recati alle urne. Ma da quando è iniziata la Grande Crisi la tendenza è radicalmente cambiata accentuando l’astensionismo (vedi grafico1).

grafico1

 

Negli anni della Crisi, tra il 2007 e il 2015, ci sono state diverse elezioni, tre politiche ed una europea, che hanno coinvolto tutto il paese, e varie amministrative regionali e comunali che hanno tuttavia coinvolto sezioni elettorali rilevanti. Si tratta ovviamente di dati non omogenei che richiederebbero ulteriori indagini, ma anche in questo caso il loro andamento in percentuale è chiaro (vedi grafico2).

Grafico 2 – Astensionismo nella Grande Crisi

% voti validi su elettorato

 

grafico 2

Un andamento che spaventa il governo e i partiti politici di ogni colore perché indica inequivocabilmente che una buona parte della popolazione, gli operai e gli strati bassi, gli immiseriti dalla crisi, hanno ormai capito che quei partiti non li rappresentano e non offrono soluzioni ai problemi storici aperti dalla Grande Crisi.

R.P.

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