Rinnovo dei contratto nazionale o rinnovo dei ricatti ?

Redazione di Operai Contro, sono un lavoratore appartenente alla categoria dei servizi, lavoro in una grande e importante azienda della ristorazione di Milano e colgo l’occasione per scrivere al giornale telematico Operai Contro che leggo con piacere tutti i giorni. Vi scrivo perché pochi giorni fa è stato rinnovato il nostro contratto nazionale sottoscritto da Confcommercio con i sindacati del settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, contratto che interessa circa 3 milioni di lavoratori del terziario, della distribuzione e dei servizi e che decorre dal primo di aprile. Purtroppo non sono affatto contento dell’esito del risultato ottenuto nelle […]
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Redazione di Operai Contro,

sono un lavoratore appartenente alla categoria dei servizi, lavoro in una grande e importante azienda della ristorazione di Milano e colgo l’occasione per scrivere al giornale telematico Operai Contro che leggo con piacere tutti i giorni. Vi scrivo perché pochi giorni fa è stato rinnovato il nostro contratto nazionale sottoscritto da Confcommercio con i sindacati del settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, contratto che interessa circa 3 milioni di lavoratori del terziario, della distribuzione e dei servizi e che decorre dal primo di aprile.

Purtroppo non sono affatto contento dell’esito del risultato ottenuto nelle trattative che sono durate più di un anno, poiché coloro che hanno firmato l’accordo non hanno fatto altro che peggiorare le nostre già pesanti condizioni lavorative. Accenno solo i principali punti innovativi di tale contratto che ritengo assai negativi, anche perché punti positivi non ne riscontro.

Orario lavoro, più flessibilità.

L’orario settimanale lavorativo ordinario al posto di diminuire viene aumentato da 40 ore a 44 ore per un massimo di 16 settimane con la fregatura che queste 4 ore in più non vengono nemmeno riconosciute come straordinario. A livello aziendale e territoriale sarà possibile concordare orari di lavoro anche fino a 48 ore settimanali per 24 settimane all’anno.

Poi quando ci sono dei periodi con cali di lavoro ci obbligano a stare a casa non retribuiti. Alla faccia della disoccupazione, in questo modo i nostri amici sindacalisti non creano nessun posto di lavoro.

Contratti nuovi per disoccupati denominati “light”.

Questi contratti comportano meno salario per i lavoratori, nuove forme di contratto ideate appositamente per incentivare i padroni ad assumere ma che in realtà danneggiano ancor di più gli addetti al lavoro e favoriscono solo i padroni stessi che aumentano i loro profitti. Come funziona? Per i disoccupati o per chi ha terminato un contratto di apprendistato senza essere confermato può essere stipulato un contratto a tempo determinato di 12 mesi con un sotto inquadramento di due livelli e 6 mesi con un sotto inquadramento di un livello. Il sotto inquadramento di un livello è concesso per altri 24 mesi in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato. In pratica proprio come il demansionamento del Job Act di Renzi e Poletti, chi vuole lavorare deve accettare una diminuzione della paga, altro che “light” questi sono contratti-ricatti.

Aumenti salariali.

Se consideriamo invece la parte economica è previsto un aumento a regime di 85 euro lordi diluito in tre anni. Non è prevista l’integrazione “una tantum” per la mancanza del rinnovo del contratto per tutto il 2014 e per i primi 3 mesi del 2015. Lo stipendio che riceviamo ora fa piangere, l’aumento delle 85 euro lorde meno il 30% di trattenute fa ridere.

E mister Landini in una delle sue ultime dichiarazioni alla stampa ha precisato che è importante il fatto che il sindacato firmi i contratti nazionali, in modo che si possa eliminare la precarietà e dare impulso alle imprese per nuovi assunzioni. Ma mi chiedo se Landini si rende conto di quello che dice e di quello che hanno firmato i sindacati confederali asserviti come lui ai padroni, meno salario rispetto all’aumento delle ore lavorate, conferma del lavoro domenicale e altri nuovi contratti peggiorativi per i nuovi assunti.

Noi operai e lavoratori ci rendiamo conto invece che dei sindacalisti venduti non ne abbiamo bisogno, Landini piuttosto che continuare a cianciare in televisione pensi ad organizzare gli scioperi nelle fabbriche e a difendere i lavoratori che sono stanchi di subire prepotenze dai padroni con l’aiuto e con la complicità di chi firma questi schifosi accordi contrattuali a scapito nostro.

Carmelo di Milano

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