IL PADRONE SPARA

Caro Operai Contro, a Cartura in provincia di Padova, il padrone spara alla testa del dipendente che chiede gli stipendi arretrati. Fermato e denunciato dai Carabinieri il signor padrone è stato subito rilasciato a piede libero. Se ne è tornato a casa a perfezionare la mira, inconsolabile di non aver fatto secco il dipendente che, a quanto pare sopravviverà e con lui anche la richiesta degli stipendi arretrati. Evidentemente se questo padrone come controparte del dipendente non è finito in galera, vuol dire che l’ordinamento democratico, contempla l’eliminazione fisica della controparte, anche quando non riesce al primo colpo. Quindi […]
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Caro Operai Contro, a Cartura in provincia di Padova, il padrone spara alla testa del dipendente che chiede gli stipendi arretrati. Fermato e denunciato dai Carabinieri il signor padrone è stato subito rilasciato a piede libero. Se ne è tornato a casa a perfezionare la mira, inconsolabile di non aver fatto secco il dipendente che, a quanto pare sopravviverà e con lui anche la richiesta degli stipendi arretrati. Evidentemente se questo padrone come controparte del dipendente non è finito in galera, vuol dire che l’ordinamento democratico, contempla l’eliminazione fisica della controparte, anche quando non riesce al primo colpo. Quindi anche il dipendente come controparte, può sparare al suo padrone? Allego un estratto dall’articolo del Mattino di Padova. Saluti da un lettore

CARTURA: Va a chiedere al titolare il pagamento degli stipendi arretrati e finisce in ospedale con un pallino di acciaio conficcato nella nuca. Il proiettile sembra partito da una pistola d’aria compressa, ma il datore di lavoro nega con determinazione di essere stato lui a premere il grilletto. Quel che è certo è che ieri pomeriggio Uber Marignati, 37 anni, di Cartura, è finito sotto i ferri in Neurochirurgia all’ospedale di Padova per l’estrazione del pallino dalla testa mentre il suo datore di lavoro, Davide Baratto, 32 anni, anch’egli di Cartura, è stato denunciato a piede libero per lesioni gravi. Martignati non è in pericolo di vita ed è sempre stato cosciente. Baratto, dopo essere stato interrogato dai carabinieri, si è chiuso nella sua casa.

Ha dell’incredibile quanto successo ieri a Cartura; ovviamente i due protagonisti della storia hanno fornito versioni diverse di quanto accaduto, discordanti soprattutto sui dettagli della presunta sparatoria. Saranno le indagini dei carabinieri di Conselve e della magistratura a mettere in fila gli elementi di prova e le testimonianze per stabilire le singole responsabilità. Tutto è iniziato ieri verso le 12.20 in via San Pietro Viminario, nell’abitazione di Davide Baratto, titolare della “D.B. Tecnoimpianti”, ditta individuale di termoidraulica. A suonare il campanello il suo dipendente, Uber Marignati, intenzionato a chiedere il pagamento degli stipendi arretrati.

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