OPERAI ANSALDO: BUTTATI IN STRADA? SI COMINCIA A LOTTARE IN STRADA!

Redazione di Operai Contro, 197 licenziati, di cui 150 operai, dal prossimo 10 aprile. L’Ansaldo chiude lo stabilimento di Gioia del Colle e mette sulla strada tutti i dipendenti. La ragione? Altrove i margini di sfruttamento possibili sono più alti che in Italia. Dice l’Ansaldo: a Gioia del Colle un operaio “costa” 38 euro all’ora, invece in Romania, per esempio, appena 10 euro. L’intenzione dell’Ansaldo di delocalizzare è emersa nel corso della conferenza stampa organizzata dai sindacati in fabbrica. I sindacati sapevano quello che l’Ansaldo aveva deciso e organizzato da tempo. Avevano taciuto, corresponsabili dei programmi dei padroni. Oggi, […]
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Redazione di Operai Contro,

197 licenziati, di cui 150 operai, dal prossimo 10 aprile. L’Ansaldo chiude lo stabilimento di Gioia del Colle e mette sulla strada tutti i dipendenti. La ragione? Altrove i margini di sfruttamento possibili sono più alti che in Italia. Dice l’Ansaldo: a Gioia del Colle un operaio “costa” 38 euro all’ora, invece in Romania, per esempio, appena 10 euro.

L’intenzione dell’Ansaldo di delocalizzare è emersa nel corso della conferenza stampa organizzata dai sindacati in fabbrica. I sindacati sapevano quello che l’Ansaldo aveva deciso e organizzato da tempo. Avevano taciuto, corresponsabili dei programmi dei padroni. Oggi, sotto l’incalzare degli operai, hanno ammesso a denti stretti. Pare addirittura che i capannoni siano stati venduti sin dal 2011 a un’azienda tedesca! Così gli operai, da mesi in cassa integrazione con la promessa di un reintegro, sono stati raggirati per anni dai padroni, dai dirigenti sindacali e dai politici.

La tensione, durante la conferenza stampa, fra gli operai e alcuni sindacalisti è stata solo un accenno della rabbia che si respira in fabbrica. Una rabbia che ha portato gli operai a uscire dalla fabbrica, bloccare la strada che porta all’autostrada Taranto-Bologna, sfilare poi in corteo per le vie della città.

Per fronteggiare la rabbia operaia i nemici degli operai hanno iniziato la solita recita.

Il sindaco Povia ha espresso solidarietà agli operai e ha garantito la massima vigilanza. Chiacchiere!

I sindacati, dopo aver fatto ingoiare agli operai un anno di cassa integrazione con la promessa che prima o poi sarebbe arrivata la commessa giusta (ora arrivata, ma smistata in Romania!), invocano un tavolo presso il Ministero dello sviluppo economico per discutere della vertenza. Chiacchiere!

Mario Loizzo, consigliere regionale del Pd, assicura la volontà del governo regionale di assistere concretamente e in ogni fase della vertenza i lavoratori di Gioia del Colle e chiede al Ministero di “convocare con urgenza le rappresentanze sindacali, aziendali e istituzionali, per impedire l’ennesimo disastro sociale nella nostra regione”. Chiacchiere!

 

Se gli operai dell’Ansaldo pongono le proprie speranze nelle mani di questi banditi, sono fottuti prima di cominciare. Chiedere per conferma agli operai dell’Om Carrelli elevatori, della Bari Fucine Meridionali, della Natuzzi!

 

Nessuna fiducia ai banditi! È il momento di iniziare a discutere come organizzare in proprio la lotta contro i padroni e i loro amici banditi.

 

SALUTI OPERAI DALLA PUGLIA

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2 Comments

  1. alanza53

    La fabbrica deve rimanere la base per organizzare la resistenza. Allontanate e prendete le distanze dai sindacalisti che propongono i tavoli, giocano sporco, avvicinano gli operai singolarmente per spezzare il fronte della lotta, dopo però con il culo per terra ci rimangono gli operai. Operai, lo so è durissimo, ho vissuto sulla mia pelle la miseria e la fame, quando mio padre mori sul lavoro nel 1957 e lascio 5 figli piccoli nel profondo sud. Sopravviviamo con il misero stipendio che i porci padroni ci elargiscono, venuto meno questa elemosina ci crolla il mondo a dosso, veniamo sfrattati, ci sequestrano le case perché non riusciamo più a pagare il mutuo, dobbiamo limitare le piccole richieste che i nostri figli ci fanno; di fatto ci fanno sentire dei falliti.Questa frustrazione fa si che noi diamo credito a squallide figure di sindacati asservite, e a politicanti cialtroni, comunque il risultato è sempre quello: licenziati e buttati in miseria. Lottare in queste condizioni non è facile, ma la lotta è l’unica arma che abbiamo. Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. Gli operai che non hanno delegato i sindacati venduti hanno vinto la battaglia per conservare il posto di lavoro: INNSE deve essere da esempio per tutti, in altre realtà non c’è la coscienza politica dimostrata dagli operai della INNSE, MA QUALE L’ALTERNATIVA ALLA LOTTA? I sindacati con i tavoli ci prendono per il culo, per il momento non c’è una forte coscienza di classe, che metta in discussione il dominio della dittatura capitalista, ma i padroni ci licenziano, che facciamo? Non abbandoniamo la fabbrica, colleghiamo la nostra lotta di resistenza con altre realtà di lotta, ma se a fine mese anche se lotto non porto lo stipendio a casa e non ho i soldi per sfamare la mia famiglia, come faccio? I padroni ci licenziano e lo stesso non portiamo a casa i soldi, tanto vale organizzarsi e creare così i presupposti per un cambiamento radicale di questa società che spreme gli uomini come limoni e non si fa scrupoli di buttarli in miseria quando non servono a soddisfare la sete di profitto dei padroni. La vostra lotta servirà a mettere quel mattone per creare l’organizzazione indipendente degli operai che servirà per abbattere la dittatura capitalista: il PARTITO OPERAIO.

  2. Sempar

    La lucidità del Compagno Lanza segna il passo marziale per la costruzione della coscienza di Classe.