80 euro ai sacerdoti, non ai pensionati.

Caro Operai Contro, il bonus 80 euro è stato approvato anche per il 2015. Lo prenderanno fra l’altro, i sacerdoti e le pensioni integrative. Ne sono invece esclusi, i pensionati, gli incapienti, le partite Iva. Renzi ha individuato e circoscritto con gli 80 euro, il blocco sociale che spera non gli crei tanti problemi sociali, e che vorrebbe portarsi in dote alle prossime elezioni. Avrà fatto bene i suoi conti? Gli basterà uno zuccherino da 80 euro? E per quelli che ne sono esclusi fin quando funzionerà la politica del manganello? Mando un articolo del “sole 24 ore” con […]
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Caro Operai Contro,

il bonus 80 euro è stato approvato anche per il 2015. Lo prenderanno fra l’altro, i sacerdoti e le pensioni integrative. Ne sono invece esclusi, i pensionati, gli incapienti, le partite Iva.

Renzi ha individuato e circoscritto con gli 80 euro, il blocco sociale che spera non gli crei tanti problemi sociali, e che vorrebbe portarsi in dote alle prossime elezioni.

Avrà fatto bene i suoi conti? Gli basterà uno zuccherino da 80 euro? E per quelli che ne sono esclusi fin quando funzionerà la politica del manganello?

Mando un articolo del “sole 24 ore” con la spiega approvata con la legge di stabilità.

Saluti Oxervator.

La legge di stabilità 2015 taglia il traguardo e con essa il bonus di 80 euro che introdotto per una sola parte del 2014, diventa definitivo. Conferma tutte le regole già applicate per l’anno in corso. Il bonus verrà dunque riconosciuto, anche il prossimo anno, nel rispetto delle condizioni poste dalla norma, a coloro che hanno un reddito complessivo formato da: redditi di lavoro dipendente; redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente; compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative; indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità; somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale; redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; remunerazioni dei sacerdoti; prestazioni pensionistiche, comunque erogate, dai fondi di previdenza complementare; compensi per lavori socialmente utili. Tali soggetti potranno fruire del credito se, nel 2015, riceveranno un reddito di lavoro dipendente e/o assimilato, compreso tra 8.145 e 24mila euro, mentre per i dipendenti che avranno un reddito che supererà i 24mila ma fino a 26mila euro è previsto un dècalage. Secondo le regole oggi conosciute, nella determinazione del reddito si può escludere quello dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze. Ai fini del superamento della soglia reddituale non contano neppure le somme percepite dal lavoratore a titolo di incremento della produttività e che scontano un’imposta sostitutiva del 10%. Fortunatamente, la stessa legge di stabilità prevede che nel reddito che serve per verificare il diritto a percepire il bonus di 80 euro, non vi rientri anche l’eventuale liquidazione in busta paga del trattamento di fine rapporto (così detta monetizzazione mensile del Tfr) introdotta (dalla medesima norma), in via sperimentale per il periodo 1° marzo 2015-30 giugno 2018. La legge di stabilità prevede, inoltre che nella formazione del reddito non si possano applicare le facilitazioni previste per il rientro dei cervelli e dei ricercatori in Italia. Si tratta di un’agevolazione fiscale che consiste in una considerevole riduzione dell’imponibile per un certo numero di anni, concessa a chi torna in Italia dall’estero. Anche per il 2015, il bonus in busta paga continuerà a essere erogato se dal reddito emergerà un’imposta dovuta all’erario, dopo aver applicato la sola detrazione fiscale riconosciuta per i redditi di lavoro dipendente. Nel maxi-emendamento non c’è traccia dell’eventuale estensione degli 80 euro ai pensionati, le partite Iva e agli incapienti: l’ampliamento a questa platea di esclusi, anche se più volte annunciata con messaggi probabilmente propagandistici, avrebbe richiesto risorse, forse, fuori portata per il governo. Restano invariate le regole per i sostituti di imposta obbligati a erogare il bonus dopo che avranno verificato, in base alle informazioni di cui sono a conoscenza, la spettanza del bonus stesso. Il datore di lavoro, il committente ovvero chi erogherà i redditi la cui percezione farà nascere il diritto al bonus, riconosceranno il credito in forma automatica. Resta ferma la possibilità per il percipiente di comunicare, al sostituto, l’assenza dei requisiti per ricevere il bonus. Per il recupero di quanto anticipato ci si potrà avvalere della compensazione, sistema che consente ai contribuenti di effettuare bilanciamenti tra i debiti e i crediti nei confronti dei diversi enti impositori (Stato, Inps, Regioni, ecc). Per il bonus 80 euro si può ricorrere a quella esterna, utilizzando il modello F24. Il maxi-emendamento non ha affrontato, come era stato annunciato, il tema delle famiglie numerose, in cui a portare lo stipendio a casa è una sola persona; situazione in cui la famiglia mono reddituale viene penalizzata, nel riconoscimento del bonus dall’attuale regolamentazione.

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