Negato il prelievo del sangue a un bambino

Caro Direttore, anche il più comune degli esami, il prelievo del sangue viene negato ad un bambino perché non paga in anticipo. Danno la colpa alle impiegate e alla “procedura sbagliata”. Dopo i tagli alla Sanità pubblica, un altro importante successo delle cosidette “riforme”. Allego un articolo del Corriere Della Sera. Saluti da un lettore. “ La mamma non ha i soldi, negate le analisi al bambino. Il Cup rifiuta il prelievo del sangue. La donna: ho proposto di firmare un’autocertificazione, mi hanno detto di no. Il responsabile: procedura sbagliata. Al Cup di Massa hanno rifiutato di fare le […]
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Caro Direttore,

anche il più comune degli esami, il prelievo del sangue viene negato ad un bambino perché non paga in anticipo. Danno la colpa alle impiegate e alla “procedura sbagliata”. Dopo i tagli alla Sanità pubblica, un altro importante successo delle cosidette “riforme”. Allego un articolo del Corriere Della Sera.

Saluti da un lettore.

“ La mamma non ha i soldi, negate le analisi al bambino. Il Cup rifiuta il prelievo del sangue. La donna: ho proposto di firmare un’autocertificazione, mi hanno detto di no. Il responsabile: procedura sbagliata.

Al Cup di Massa hanno rifiutato di fare le analisi del sangue ad un bambino di 9 anni, perché la madre non aveva i soldi per pagare il ticket di 38 euro. «Volevo firmare un’autocertificazione – racconta la mamma – con la quale mi impegnavo al pagamento del ticket al ritiro delle analisi, ma mi è stato detto che non era possibile». La donna pensava di non dover pagare nessun ticket avendo un Isee inferiore a 36 mila euro l’anno, ma al Cup non risultava e alla donna è stato richiesto il pagamento del ticket. Non avendo soldi con sé, le analisi al figlio, prescritte da un pediatra, le sono state negate.

Gli altri casi

«Se è accaduto veramente così- spiega il dottor Enrico Raggi, responsabile dei Cup per la Asl 1 di Massa Carrara- le addette hanno sbagliato, perché la procedura vuole che in casi specifici si debba avvertire il responsabile del distretto e chiedere come doversi comportare. In questo caso- continua Raggi- le analisi ad un minore sarebbero certamente state consentite, e la madre avrebbe avuto la possibilità di pagare al loro ritiro». Questo è l’ennesimo episodio nel giro di pochi mesi che mette in cattiva luce la Asl di Massa Carrara: la scoperta della tana di topi nel controsoffitto dell’ospedale di Massa, con chiusura temporanea per settimane delle sale operatorie; il caso della pinza chirurgica da 14 cm dimenticata nell’addome di un paziente e la morte improvvisa di un anziano, trovato morto nel letto di ospedale da un parente.

Il precedente

Un episodio analogo era accaduto, sempre alla asl di Massa, nel gennaio 20013. Una madre non aveva i soldi per pagare le analisi del sangue della figlia. Ma quella volta l’aiuto era arrivato da un infermiere, che aveva pagato per lei il ticket. Con la figlia gravemente malata e le analisi prescritte dal medico curante, la donna si era recata al centro di prenotazione Cup, senza soldi, preoccupata per le condizioni di salute della ragazza e disperata, pensando di poter saldare il ticket entro una settimana, come aveva fatto più volte. Non trattandosi di un nucleo familiare soggetto ad esenzione, però, l’operatore aveva comunicato alla madre che, dal 2013, le analisi non potevano essere effettuate senza il pagamento immediato del ticket. Ad assistere alla scena un infermiere del centro prelievi, anche sindacalista della Cgil sanità di Massa Carrara. Era stato lui a pagare i 40 euro per le analisi al posto della donna.

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