OPERAI RAGIONATE

A che punto siamo arrivati! Renzi il capo del governo, è presente all’Assemblea dell’associazione dei padroni, la Confindustria nella fabbrica Palazzoli. Per svolgere la riunione il padrone libera la fabbrica dagli operai: li costringe a stare a casa con un giorno di ferie. Delle loro ferie. Una prepotenza senza limiti. Il fatto grave è che viene presentato come un fatto normale. Il padrone può disporre dei “propri” operai come meglio gli aggrada. La modernità dell’ottocento. Renzi tiene il solito comizio “ farò riforme che vi permettano di licenziare, di ricattare con un lavoro da schiavi le nuove generazioni, il […]
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A che punto siamo arrivati!

Renzi il capo del governo, è presente all’Assemblea dell’associazione dei padroni, la Confindustria nella fabbrica Palazzoli.

Per svolgere la riunione il padrone libera la fabbrica dagli operai: li costringe a stare a casa con un giorno di ferie. Delle loro ferie. Una prepotenza senza limiti. Il fatto grave è che viene presentato come un fatto normale. Il padrone può disporre dei “propri” operai come meglio gli aggrada. La modernità dell’ottocento.

Renzi tiene il solito comizio “ farò riforme che vi permettano di licenziare, di ricattare con un lavoro da schiavi le nuove generazioni, il contrasto operai padroni non esiste più, chi lo fomenta spacca l’Italia” Un’idea chiara su come seppellire definitivamente questo contrasto ce l’ha: gli operai si devono convincere che fanno parte di una comunità: la fabbrica, dove il padrone è il re che ha il potere assoluto sui suoi sudditi. Basta operai e padroni, tutti sudditi sotto un unico despota, la modernità del Medio Evo.

Poteva Squinzi non entusiasmarsi? Il capo degli industriali dichiara radioso “ Siamo con te, non sei solo”.

Renzi si manifesta sempre più, man mano che il fumo si dirada, come l’esecutore politico, chiaro senza mediazione degli interessi degli industriali di ogni grado, fino ai più piccoli padroncini di cooperative illegali.

Fuori dall’assemblea di Confindustria due cortei di protesta contro Renzi, operai della FIOM e centri sociali. Divisi.

I telegiornali della sera riportano con soddisfazione la notizia: gli operai hanno respinto i centri sociali che hanno provocato tensione con le forze dell’ordine. Dobbiamo fra noi operai parlare chiaro, il governo ed i padroni hanno tutto l’interesse a tenere divisa la gioventù arrabbiata disoccupata e precaria dagli operai. La gioventù ha la forza e il coraggio di ribellarsi e noi operai ne abbiamo bisogno, dopo anni e anni di perbenismo, di processioni.

I vecchi sindacalisti hanno fallito ed ancora fanno da cordone sanitario nei confronti dei giovani ribelli, bisogna superarli, sono loro che vanno isolati.

La richiesta dei centri sociali di unirsi agli operai va salutata, sostenuta. Chiedono a noi un ruolo centrale nella lotta al Governo Renzi, vogliono che siano gli operai ribelli a condurre il movimento.

Non chiedono altro.

Operai, l’altra gioventù vestita perbene, figli e nipoti di imprenditori, lecca i piedi a Renzi, rivendica un lavoro ben pagato, dietro una bella scrivania e vuole gli operai sottomessi in nome della modernità, rappresentano il vero pericolo degli operai. Sono questi che vanno espulsi dalle nostre fila. Ragioniamo.

Partito Operaio

Pubblichiamo il comunicato del Partito Operaio in formato .pdf  Operai ragionate chiediamo a tutti i nostri lettori di darne la massima diffusione(volantini, media…)

Per contatti e collegamenti info@operaicontro.it via G. Matteotti 496 – 20099 Sesto San Giovanni (Mi)

5 novembre 2014 fot. in proprio

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4 Comments

  1. piero

    Condivido in toto questo documento e mi associo all’invito della massima diffusione. Gli operai, e il PARTITO OPERAIO, devono saper individuore i propri nemici, che sono tutti coloro che pretendono di rappresentarli ma fanno la bella vita alle loro spalle, ma anche i loro alleati, i tanti disperati, precari, disoccupati, sottocupati che, “a pelle”, non condividono questo stato di cose e non si sentono rappresentati. Invito anche gli operai siciliani, lettori del giornale, a diffondere nelle fabbriche i documenti pubblicati, cercate di liberarvi dagli “abbracci mortali” dei finti amici.

  2. luigi

    Avete ragione
    Dobbiamo fra noi operai parlare chiaro, il governo ed i padroni hanno tutto l’interesse a tenere divisa la gioventù arrabbiata disoccupata e precaria dagli operai. La gioventù ha la forza e il coraggio di ribellarsi e noi operai ne abbiamo bisogno, dopo anni e anni di perbenismo, di processioni.

    I vecchi sindacalisti hanno fallito ed ancora fanno da cordone sanitario nei confronti dei giovani ribelli, bisogna superarli, sono loro che vanno isolati.

  3. campagnadiprimavera

    Mi permetto di specificare che nel termine “i tanti disperati” dovrebbero essere inseriti (forte e chiaro) i sopravvissuti dell’esodo attraverso il Mediterraneo, non tanto per “vendicare” i loro compagni che in quell’esodo ci hanno lasciato la pelle, quanto per finirla una buona volta di essere poi usati come carne da macello( e di scambio) al banco dei padroni, quelli veri, sia vecchi che nuovi (PD e siglette varie).

    • piero

      Caro compagno, ci mancherebbe altro! Gli immigrati devono avere la nostra solidarietà perché sono vittime due volte del capitale, e loro compagni morti lungo la traversata sono morti per il profitto, punto! Certo se tutti i disperati capissero l’origine dei loro mali… ma anche a questo serve il PARTITO OPERAIO!