Libia la guerra

Redazione di Operai Contro, da qualche giorno i leccaculo della stampa e della TV italiana non mettono più in prima pagina la Libia. Ma la guerra civile in Libia continua. I mercenari occidentali, fedeli al parlamento libico eletto a giugno, costretto a riunirsi a Tobruk, si preparano a una nuova offensiva di bombardamenti su Bengasi. I bombardamenti sono fatti dall’esercito egiziano, dallla Nato e dagli USA Il ritornello è il solito: gli islamici sono feroci, i filo occidentali sono brava gente. Sono «200 gli estremisti uccisi a Bengasi», ha annunciato il portavoce dell’esercito libico nella ‘capitale’ della Cirenaica, colonnello […]
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Redazione di Operai Contro,

da qualche giorno i leccaculo della stampa e della TV italiana non mettono più in prima pagina la Libia.

Ma la guerra civile in Libia continua.

I mercenari occidentali, fedeli al parlamento libico eletto a giugno, costretto a riunirsi a Tobruk, si preparano a una nuova offensiva di bombardamenti su Bengasi.

I bombardamenti sono fatti dall’esercito egiziano, dallla Nato e dagli USA

Il ritornello è il solito: gli islamici sono feroci, i filo occidentali sono brava gente.

Sono «200 gli estremisti uccisi a Bengasi», ha annunciato il portavoce dell’esercito libico nella ‘capitale’ della Cirenaica, colonnello Mohamed Hegazi: tra le fila dei miliziani di Ansar al Sharia, filo al Qaeda, ci sono anche molti «algerini, pachistani ed egiziani».

 

SCONTRI IN AEROPORTO. Notizie di nuovi massicci raid aerei si erano diffuse giovedì 4 settembre, con nuove potenti esplosioni nella zona dell’aeroporto, teatro da giorni di una furiosa battaglia tra Ansar al Sharia e le forze speciali fedeli a Khalifa Haftar, che sostiene il parlamento eletto e ha lanciato una campagna militare contro i jihadisti che per ora ha dovuto incassare sonore sconfitte.
Il Califfato di Bengasi ha anche rotto i ponti con i potenziali alleati a Tripoli, le formazioni di Misurata filo-islamiche che hanno rifiutato di costituire un fronte comune.

TENTATIVI DI CESSATE IL FUOCO FALLITI. E proprio a Tripoli si sono consumati diversi tentativi per arrivare a un cessate il fuoco permanente, con le forze di Haftar e dei suoi alleati di Zintan che hanno minacciato di preparare un’offensiva per riconquistare la città. Al Cairo il parlamento eletto si prepara a incassare il sostegno ‘implicito’ della Lega Araba: il ministro degli Esteri ha infatti in programma la partecipazione a una sessione ministeriale dell’organizzazione.

Un lettore

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1 Comment

  1. Ercole

    Basta con questa contrapposizione Israele ,Palestina ,musulmani, ebrei ecc.. ecc.. esiste un proletariato in enterambi gli stati e una borghesia le avanguardie operaie non devono cadere nell’errore di fare il tifo per uno dei contendenti ma auspicare che si creino le condizioni di una coscienza di classe e che ci siano i presupposti di qualche formazione partitica che combatta chi li sottomette sotto la bandiera internazionale dell’unità di classe il nemico è in casa nostra e va combattuto giorno dopo giorno questo vale per tutte le nazioni al mondo il proletariato o è rivoluzionario o non è nulla , la borhesia fa bene il suo mestiere sono gli operai e il loro partito che tardano ad affacciarsi sulla scena mondiale purtroppo…..