Ficiarà deve tornare al suo posto di lavoro

Francesco Ficiarà operaio Fiat, licenziato per discriminazione deve tornare al suo posto di lavoro. Ficiarà è un operaio ribelle, ha coscienza di essere uno schiavo che lavora per far arricchire il suo padrone e resiste ad ogni sopruso. La Fiat poteva licenziarlo per questo motivo? Avrebbe calpestato le stesse leggi costituzionali che prevedono libertà di espressione e di organizzazione, di resistenza sindacale. La Fiat per giustificare il licenziamento ha dovuto inventarsi scarso rendimento, atti di insubordinazione inesistenti. Il giudice non ha potuto fare altro che annullare il licenziamento. La Fiat come al solito ha fatto ricorso, ha i soldi […]
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Francesco Ficiarà operaio Fiat, licenziato per discriminazione deve tornare al suo posto di lavoro.

Ficiarà è un operaio ribelle, ha coscienza di essere uno schiavo che lavora per far arricchire il suo padrone e resiste ad ogni sopruso.

La Fiat poteva licenziarlo per questo motivo?

Avrebbe calpestato le stesse leggi costituzionali che prevedono libertà di espressione e di organizzazione, di resistenza sindacale.

La Fiat per giustificare il licenziamento ha dovuto inventarsi scarso rendimento, atti di insubordinazione inesistenti.

Il giudice non ha potuto fare altro che annullare il licenziamento.

La Fiat come al solito ha fatto ricorso, ha i soldi e il tempo per farlo.

Il 12 giugno ci sarà nuova udienza, Ficiarà è più deciso di prima a tornare a lavorare, non si è scoraggiato e non si è fatto comprare: combatte una lotta che è di tutti gli operai che si riconoscono come schiavi.

Eliminare questi operai coscienti dalle fabbriche, sarebbe la realizzazione di un antico sogno di tutti i padroni.

Ma non ci riusciranno.

Francesco ha bisogno ora più che mai del nostro sostegno, se tornerà a lavorare in Fiat sarà un risultato importante per tutti gli operai ribelli.

Solidarietà a Francesco, per rendere più coraggiosa e forte la nostra classe, la classe degli schiavi moderni, la classe degli operai.

 

Partito Operaio                                                                                                         1 giugno 2014

Leggere i commenti con le altre lettere di solidarietà

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26 Comments

  1. Pieno sostegno e Solidarietà a Francesco Ficiarà e che gli vengano restituiti diritti, lavoro e dignità!!

    Movimento Cassintegrati Telcom Ostuni
    working_class_by_carts1

    FRANCESCO DEVE TORNARE IN FABBRICA AL SUO POSTO DI LAVORO

    Il 12 giugno 2014 si svolgerà l’udienza che dovrebbe essere quella definitiva della causa di reintegro dell’operaio saldatore della Fiat CNH trattori di Modena, Francesco Ficiarà.
    Francesco è stato licenziato dalla Fiat con l’accusa di avere avuto un atteggiamento aggressivo nel corso di un incontro con un dirigente.
    Francesco Ficiarà, per chi non lo sapesse, era stato convocato per “rispondere” delle denunce da lui fatte sulla mancanza delle condizioni di sicurezza sulle postazioni di lavoro, mancanza confermata dallo stesso Ispettorato del lavoro di Modena.
    Tutte le testimonianze hanno confermato che Francesco non è stato protagonista di alcun atteggiamento aggressivo.
    In realtà la Fiat, come già aveva tentato inutilmente altre volte in passato, uscendone sempre sconfitta, continua a tentare di colpire Francesco perché non riesce ad assoggettarlo e per la sua costante azione sindacale a favore degli operai.
    Noi operai di Melfi di Operai Contro lo apprezziamo per il suo coraggio, lo ricordiamo bene ed è ancora ben fissa nella mente la sua figura quando durante la battaglia dei 21 giorni a Melfi nel lontano Aprile 2004, sostenuta contro i soprusi della Fiat si presentò presso la Fiat di Melfi portando la sua concreta solidarietà.
    Francesco è un operaio ribelle, è contro le ingiustizie ed i soprusi e tutti gli altri operai dovrebbero prendere esempio dal suo coraggio.
    E’ un operaio che non si è mai assoggettato come il padrone avrebbe probabilmente voluto, noi gli auguriamo che possa vincere in fretta questa ennesima battaglia, contro un padrone che stenta anche a riconoscere le decisioni dei giudici quando gli danno torto.
    Francesco è uno di noi, è un operaio fra i più combattivi, la sua vittoria quando varcherà i cancelli della fabbrica e ritornerà fra i suoi compagni di lavoro sarà anche una nostra vittoria.
    Nonostante la distanza fisica fra noi è notevole, siamo vicini alle ragioni di Francesco e a quelle degli operai che ha difeso, il nostro auspicio è quello che anche i Giudici del Lavoro possano comprendere le sue ragioni e torni presto in fabbrica.

    Operai di Melfi di Operai Contro

    LETTERA DI SOSTEGNO E SOLIDARIETÀ PER LA REINTEGRAZIONE DELL’OPERAIO FRANCESCO FICIARA ‘ IN FIAT CNH MODENA – Francesco Ficiara ‘è un operaio alla Fiat CNH di Modena dal 1994. è membro di un’organizzazione ASLO ( Associazione per la Liberazione degli Operai ), che è noto per la sua lotta in fabbrica e le sue attività contro lo sfruttamento degli operai, attività che ha sempre svolto con azioni concrete e costanti per garantire l’adeguata protezione e le condizioni di sicurezza sul lavoro e salute come bene per tutti gli operai , in tutti i reparti di produzione in fabbrica. Il signor Francesco Ficiara ‘ ha dimostrato le sue qualità , non solo al lavoro ma anche come soggetto e struttura indipendente che giocando un ruolo significativo nell’ Unione degli operai, costituendo in parallelo a tutte le associazioni di derivazione sindacale ( pur non essendo un membro affiliato ad alcuna sigla) ha tuttavia , fatto carico sulle proprie forze con quelle degli operai, la propria coscienza di classe , con intelligenza e capacità intellettuali , nonché con alta capacità di avant- garde e vettore di emancipazione come vero e devoto membro della classe operaia . Io , come medico di medicina , con un notevole lunga esperienza di lavoro ( 42 anni di servizio nel campo della funzione polmonare e malattie presso l’Istituto di Medicina del Lavoro in Kosovo Energy Corporation ) dove esattamente fino all’inizio della guerra ( 1999) l’ numero di operai ha raggiunto 11.000 minatori-punёtorё ; e io come medico del popolo , di operai ( minatori , fisici e operai delle risorse energetiche , ecc) con tutta la mia coscienza e la mia buona volontà professionale , dichiaro sostegno e rivolgo la mia solidarietà al signor Francesco Ficiara ‘ , la sua personalità , morale e intellettuale , la sua opera e la sua attività consistente nella lotta per i diritti del operaie (salari dignitosi e tariffe , condizioni di lavoro che significa : protezione, salute e sicurezza sul lavoro , salvaguardando al lavoro da conseguenze pericolose che derivano dai fattori nocivi con cui gli operai sono a contatto quotidianamente sul posto di lavoro , così come ricompensa morale come anticipo e poi seguita da compensazione sanitaria e materiali per tutti danni fisici-morali e psicologici , dai fattori prima citati, tutti confermati dall’ispettorato del lavoro in loco presso la sua fabbrica . Durante la sua lunga lotta dal 1994 fino ad oggi , ha affrontato le sfide più gravi sacrificando la sua salute e l’esistenza solo al fine di aiutare i suoi compagni operai e colleghi e di tutta la classe operaia non solo i membri della sua organizzazione, ma tutti, in tutto il mondo. Egli lotta in modo che tutti gli operai vivono e lavorano con dignità e in condizioni umane per loro, le loro famiglie e le loro comunità . Auspico di cuore che la causa del signor Francesco Ficiara ‘ termina con successo e al suo favore , da reintegrare e ripristinare lui nel suo stabilimento Fiat CNH di Modena con il mio supporto completo , sincero e umano, nonché professionale come medico con una lunga esperienza di lavoro in servizio per la classe operaia . Ass . Dr. Enisa Fehmiu Occupational Health Specialist Professionale in Malattia & diagnostica , in pensione Istituto di Salute in Kosovo Energy Corporation

    OPERAI FIAT TERMINI IMERESE CON FRANCESCO

    Il 12 giugno 2014 si svolgerà l’ennesima udienza ,questa volta si spera che dovrebbe essere quella definitiva,della causa di reintegro delloperaio saldatore della Fiat CNH trattori di Modena, Francesco Ficiarà. Il compagno Francesco è stato licenziato dalla Fiat con l’accusa di avere avuto un atteggiamento aggressivo nel corso di un incontro con un dirigente,dopo aver posto alcune denunce sulla mancanza di sicurezza sulle postazioni di lavoro. Le battaglie di Francesco e le lotte di chi difende i propri diritti soprattutto quando si parla della salute,sono anche le nostre. La paura della perdita del posto di lavoro,oggi purtroppo fa registrare continui abusi da parte delle aziende,e continui silenzi da parte dell’operaio.Le denunce spesso vengono sostituite da un “e’ meglio che non ti lamenti”,o da un ” ringrazia che oggi tu stai lavorando”. Lavorare non vuol dire stare sottomessi,e nemmeno mettere in secondo piano la propria dignita’ di operaio. La vittoria della causa dell’operaio Francesco,riporterebbe nelle fabbriche un pezzo di speranza,e anche un po’ piu’ di coraggio da parte di quelle rsu assoggettate dal padrone.

    Sicuri di un tuo ritorno sul posto di lavoro, i tanti operai di Termini Imerese ti esprimono la loro solidarieta’.

    Operai e Rsu Fiom di Termini Imerese.

    A SOSTEGNO DELL’OPERAIO FIAT FRANCESCO FICIARÀ

    A nome del Sindacato di Base Pavia, esprimiamo piena e convinta solidarietà attiva nei confronti dell’operaio Francesco Ficiarà, colpito dalla repressione padronale per le sua attività di denuncia ed il rifiuto di qualsiasi atteggiamento di sottomissione e compromesso con le politiche proprie di un sistema estraneo alla natura umana, basato unicamente sul profitto e la creazione di plusvalore attraverso lo sfruttamento dell’Uomo sull’Uomo ed il lavoro salariato.
    La convinzione, dimostrata con i fatti, di Francesco di totale avversione e repulsione verso questo sistema estraneo ad ogni logica di sviluppo Umano, comunque lo si voglia declinare, è anche la nostra e di molte e molti altre ed altri operaie ed operai che non smettono di lottare, ogni giorno.

    Vicende come quella che sta vivendo Francesco non fanno altro che rafforzare la convinzione che noi operaie ed operai viviamo quotidianamente una guerra dichiarata da un nemico sociale: l’organizzazione di un esercito sociale da contrapporvi ne è la più logica delle conseguenze.

    Restiamo in trincea al fianco di Francesco, senza fare un solo passo indietro, imparando a fare la guerra giorno dopo giorno. La fabbrica è la nostra palestra.

    Pavia, 1 giugno 2014

  2. alanza53

    Ribelle è un termine che non corrisponde alla figura di Francesco: Francesco è una avanguardia operaia, le battaglie di Francesco e quelle degli operai della Fiat CNH, vanno oltre la ribellione, essi lottano: contro il selvaggio sfruttamento, senza farsi intimorire da capi, capetti e servi dei padroni. lottano per l’emancipazione degli operai, per liberarsi dalla schiavitù del lavoro salariato, per una società senza padroni, operai come Francesco, vanno riportati in fabbrica, perchè uomini liberi, che fanno paura alla dittatura economica borghese che li vuole schiavi. Operai di Modena, Francesco sta ricevendo solidarietà da parte di tanti operai a livello nazionale, perchè? Francesco ha portato con la sua presenza fisica, la solidarietà davanti a tutte quelle fabbriche in lotta contro lo sfruttamento capitalista. CHIEDO A TUTTI GLI OPERAI E COMPAGNI DI ESSERE PRESENTE IL 12 GIUGNO AL PRESIDIO CHE SI TERRA’ ALLE ORE 12 IN CORSO CANALGRANDE 60 A MODENA

  3. Francesco Ficiarà deve ritornare al suo posto di lavoro, alla FIAT CNH Trattori di Modena.
    E’ stato licenziato con le solite scuse perché è un operaio combattivo.
    Ha fatto la fatidica causa e l’ha vinta. La FIAT ha fatto ricorso in appello come sempre fa.
    E’ l’ennesimo operaio fuori perché scomodo al padrone. La trafila delle cause dura anni come per Mimmo Mignano la cui causa per licenziamento dura da circa sei anni. Se vanno bene il giudice ordina il reintegro. Di solito la FIAT se ne frega e ti lascia fuori, a volte anche senza soldi, come è successo a Rosario Monda. Quando ti riassume ti manda in reparti confino, o in cassa integrazione.
    Gli unici che possono difendere gli operai sono gli operai stessi.
    Quelli che si trovano nelle condizioni di Francesco sono ormai centinaia. I padroni, non solo la FIAT, stanno facendo fuori quelli che non dicono sempre si all’aumento dello sfruttamento, in ogni stabilimento.
    Creiamo una catena di solidarietà per questi compagni. Da soli non contiamo niente, se ci uniamo abbiamo un peso. Gli stessi giudici non avranno davanti solo la strapotente FIAT, ma anche operai consapevoli e con gli occhi aperti e questo influirà positivamente sulle sentenze.

    Comitato Cassintegrati e Licenziati FIAT di Pomigliano

  4. Esprimo il mio pieno sostegno a Francesco Ficiarà, operaio della CNH di Modena, nella sua tenace lotta volta a rigettare le accuse destituite di ogni fondamento rivoltegli dalla direzione della fabbrica.

    David Puri – membro RSU Astrid Energy Enterprises Spa (Castel San Niccolò, Arezzo)

  5. Pino Iaco
    2 giugno
    Ho provato a mettere insieme un appello per Francesco Ficiarà, chi è interessato può usarlo o aggiungere nome cognome città e ruolo nei commenti per poterlo inviare entro un paio di giorni,
    vi ringrazio in anticipo. IL NOSTRO SOSTEGNO A FRANCESCO FICIARA’ OPERAIO FIAT (CNH) PER IL SUO RITORNO IN FABBRICA.
    Il 12 giugno 2014 si svolgerà l’udienza che dovrebbe essere quella definitiva della causa di reintegro dell’operaio saldatore della Fiat CNH trattori di Modena, Francesco Ficiarà.
    Francesco è stato licenziato dalla Fiat con l’accusa di avere avuto un atteggiamento aggressivo nel corso di un incontro con un dirigente. Francesco Ficiarà era stato convocato per “rispondere” delle denunce presentate all’Ispettorato del lavoro di Modena sulle gravi carenze delle condizioni di salute e sicurezza nelle postazioni di lavoro, carenze riconosciute e confermate dallo stesso Ispettorato.
    Durante il processo, tutte le testimonianze, hanno confermato che Francesco non è stato protagonista di alcun atteggiamento aggressivo.
    La verità è che la Fiat, come già aveva tentato inutilmente altre volte in passato, uscendone sempre sconfitta, continua nel tentativo di colpire la resistenza e la dignità dimostrata da Francesco come simbolo, infatti non è attaccato in quanto operaio corretto nella sua attività produttiva, ma come attivista inflessibile e costante nell’azione quotidiana per rivendicare diritti e condizioni di sicurezza per se e per tutti i lavoratori
    Francesco è “solo” un operaio, un operaio coraggioso e combattivo che ha scelto di opporsi alle ingiustizie ed ai soprusi , un operaio che ha deciso di non chinarsi e di non restare in silenzio di fronte alle scelte aziendali che antepongono il profitto alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, un operaio che sta dando voce anche alle tante persone che, per vari motivi, non osano rivendicare i loro diritti di lavoratori e di persone.
    Vi è una giurisprudenza consolidata, fino alla Consulta, che confermano l’importanza fondamentale della nostra Costituzione nel suo ruolo di garante della democrazia, della libertà e dell’eguaglianza dei cittadini nei luoghi di lavoro. La nostra Costituzione, va soltanto applicata e fatta applicare.
    Troppi di noi non sonoo nelle condizioni materiali di presenziare fisicamente al processo, ma vogliamo far sentire il calore e la solidarietà di tanti, lavoratrici e lavoratori, che attendono fiduciosi una sentenza che possa finalmente far varcare i cancelli della fabbrica, ad un operaio che ha l’ unica “colpa” di difendere con fierezza e dignità i propri diritti costituzionali . — conLuigi Delios Dolce e altre 48 persone.
    Foto: Ho provato a mettere insieme un appello per Francesco Ficiarà, chi è interessato può usarlo o aggiungere nome cognome città e ruolo nei commenti per poterlo inviare entro un paio di giorni,
    vi ringrazio in anticipo. IL NOSTRO SOSTEGNO A FRANCESCO FICIARA’ OPERAIO FIAT (CNH) PER IL SUO RITORNO IN FABBRICA.
    Il 12 giugno 2014 si svolgerà l’udienza che dovrebbe essere quella definitiva della causa di reintegro dell’operaio saldatore della Fiat CNH trattori di Modena, Francesco Ficiarà.
    Francesco è stato licenziato dalla Fiat con l’accusa di avere avuto un atteggiamento aggressivo nel corso di un incontro con un dirigente. Francesco Ficiarà era stato convocato per “rispondere” delle denunce presentate all’Ispettorato del lavoro di Modena sulle gravi carenze delle condizioni di salute e sicurezza nelle postazioni di lavoro, carenze riconosciute e confermate dallo stesso Ispettorato.
    Durante il processo, tutte le testimonianze, hanno confermato che Francesco non è stato protagonista di alcun atteggiamento aggressivo.
    La verità è che la Fiat, come già aveva tentato inutilmente altre volte in passato, uscendone sempre sconfitta, continua nel tentativo di colpire la resistenza e la dignità dimostrata da Francesco come simbolo, infatti non è attaccato in quanto operaio corretto nella sua attività produttiva, ma come attivista inflessibile e costante nell’azione quotidiana per rivendicare diritti e condizioni di sicurezza per se e per tutti i lavoratori
    Francesco è “solo” un operaio, un operaio coraggioso e combattivo che ha scelto di opporsi alle ingiustizie ed ai soprusi , un operaio che ha deciso di non chinarsi e di non restare in silenzio di fronte alle scelte aziendali che antepongono il profitto alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, un operaio che sta dando voce anche alle tante persone che, per vari motivi, non osano rivendicare i loro diritti di lavoratori e di persone.
    Vi è una giurisprudenza consolidata, fino alla Consulta, che confermano l’importanza fondamentale della nostra Costituzione nel suo ruolo di garante della democrazia, della libertà e dell’eguaglianza dei cittadini nei luoghi di lavoro. La nostra Costituzione, va soltanto applicata e fatta applicare.
    Troppi di noi non sonoo nelle condizioni materiali di presenziare fisicamente al processo, ma vogliamo far sentire il calore e la solidarietà di tanti, lavoratrici e lavoratori, che attendono fiduciosi una sentenza che possa finalmente far varcare i cancelli della fabbrica, ad un operaio che ha l’ unica “colpa” di difendere con fierezza e dignità i propri diritti costituzionali .

  6. Solidarietà con la lotta di Francesco.

    L’USI-AIT sezione di Modena esprime piena solidarietà alla lotta di Francesco Ficiarà, operaio della Fiat CNH di Modena, ingiustamente licenziato per la sua combattività all’interno del reparto saldatura. Francesco si batte da anni contro le condizioni di lavoro malsane e contro i sindacati concertativi ormai subordinati alla direzione.

    Chiediamo il reintegro immediato di Francesco e saremo presenti giovedì 12 giugno al presidio che si terrà davanti al tribunale di Modena in Corso Canalgrande 60.

    Per l’USI Modena, Bertoli Franco

  7. Sono una lavoratrice della piaggio di pontedera, sono una rsu e rls, esprimo tutta la mia solidarietà al compagno e gli auguro di vincere questa battaglia e questa ingiustizia !!!!

  8. A nome della “Associazione Romano Canosa per gli studi storici” desidero
    > esprimere grande solidarietà alle lotte che Francesco continua a condurre
    > augurandomi che i giudici del lavoro possano continuare sulle tracce di Romano Canosa che purtroppo ci ha lasciati quattro anni fa.
    > Coraggio Francesco, avanti così:
    >
    > Isabella Colonnello Canosa
    > http://www.romanocanosa.it

  9. IL NOSTRO SOSTEGNO A FRANCESCO FICIARA’ OPERAIO FIAT (CNH) PER IL SUO RITORNO IN FABBRICA.
    Il 12 giugno 2014 si svolgerà l’udienza che dovrebbe essere quella definitiva della causa di reintegro dell’operaio saldatore della Fiat CNH trattori di Modena, Francesco Ficiarà.
    Francesco è stato licenziato dalla Fiat con l’accusa di avere avuto un atteggiamento aggressivo nel corso di un incontro con un dirigente. Francesco Ficiarà era stato convocato per “rispondere” delle denunce presentate all’Ispettorato del lavoro di Modena sulle gravi carenze delle condizioni di salute e sicurezza nelle postazioni di lavoro, carenze riconosciute e confermate dallo stesso Ispettorato.
    Durante il processo, tutte le testimonianze, hanno confermato che Francesco non è stato protagonista di alcun atteggiamento aggressivo.
    La verità è che la Fiat, come già aveva tentato inutilmente altre volte in passato, uscendone sempre sconfitta, continua nel tentativo di colpire la resistenza e la dignità dimostrata da Francesco come simbolo, infatti non è attaccato in quanto operaio corretto nella sua attività produttiva, ma come attivista inflessibile e costante nell’azione quotidiana per rivendicare diritti e condizioni di sicurezza per se e per tutti i lavoratori
    Francesco è “solo” un operaio, un operaio coraggioso e combattivo che ha scelto di opporsi alle ingiustizie ed ai soprusi , un operaio che ha deciso di non chinarsi e di non restare in silenzio di fronte alle scelte aziendali che antepongono il profitto alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, un operaio che sta dando voce anche alle tante persone che, per vari motivi, non osano rivendicare i loro diritti di lavoratori e di persone.
    Vi è una giurisprudenza consolidata, fino alla Consulta, che confermano l’importanza fondamentale della nostra Costituzione nel suo ruolo di garante della democrazia, della libertà e dell’eguaglianza dei cittadini nei luoghi di lavoro. La nostra Costituzione, va soltanto applicata e fatta applicare.
    Troppi di noi non sonoo nelle condizioni materiali di presenziare fisicamente al processo, ma vogliamo far sentire il calore e la solidarietà di tanti, lavoratrici e lavoratori, che attendono fiduciosi una sentenza che possa finalmente far varcare i cancelli della fabbrica, ad un operaio che ha come unica “colpa” quella di difendere con fierezza e dignità i propri diritti costituzionali .
    Giacomo Zulianello RSA Maserati Grugliasco (TO)
    Gianfranco Gallino RSU TYCO – AMP ITALIA Torino
    Gabriele Moroni Presidente Arci ValleSusa (Torino)
    Antonio Gullo RSU Johnson Controls Torino
    Giacomo Capogreco RSU IMS Torino
    Raffaele Maiorano RSA FCA Torino
    Claudio Siviero RSU Gruppo Agrati Torino
    Luigi Dolce RSA FCA Torino
    Vanni Calissi EX RSU Elbi Torino

  10. Caro Francesco,
    sono una lavoratrice di Roma, faccio anche parte dell’associazione nazionale per la sicurezza sul lavoro Ruggero Toffolutti di Piombino e spesso mi è capitato di partecipare a dibattiti, manifestazioni e sit-in difesa di lavoratori che come te non si piegano alle ingiustizie dei vari padroni dalla Fiat alle Ferrovie di Stato all’Ilva e via dicendo.
    Il tuo licenziamento è l’ennesima dimostrazione che quando un lavoratore consapevole dei propri diritti reagisce con dignità dall’altra parte l’unica arma che hanno è quella di schiacciarlo con tutti i mezzi anche quelli illegali, ma tu non sei solo!Spero di incontrarci presto, se faremo a Roma qualche iniziativa sarò lieto di invitarti. Intanto è importante tu sappia che siamo in tanti e tante con te!Grazie per la tua battaglia!Non sei solo!
    Un abbraccio grande
    Alessandra Arezzo
    Roma

  11. Ciao Francesco,
    > anche se non ci conosciamo personalmente voglio farti sapere di esserti
    > vicina nella tua lotta. Lo sono perché mio padre che era un operaio FIAT
    > lavorava a Mirafiori (TO) dove ha contratto un’intossicazione che lo ha
    > portato alla morte a soli 61 anni. E lo sono perché, a mia volta, ho
    > subito e sto subendo pesanti ripercussioni disciplinari per aver
    > denunciato carenze di sicurezza sul lavoro (amianto ma non solo) nella
    > sede ASL presso cui lavoro come psicologa-psicoterapeuta.
    > Spesso nella dirigenza, sia pubblica che privata, c’è poca sensibilità
    > verso questi problemi ma ancora più spesso ci sono questioni di
    > interesse e malaffare che la portano a posporre la salute e la sicurezza
    > di chi lavora ai propri interessi personali o di partito.
    > E se denunci questa realtà e giustamente ti arrabbi, vieni accusato di
    > essere aggressivo. La miglior difesa per loro è l’attacco; più hanno
    > torto e più ti attaccano.
    > Ma sappi che non sei solo. Che vale la pena di ribellarsi e denunciare
    > anche quando la ‘giustizia’ non ti dà ragione. Perché di vita ne abbiamo
    > una sola e dobbiamo prendercene cura e perchè è profondamente ingiusto e
    > disumano che anche una sola persona muoia affinchè un’altra possa
    > arricchirsi.
    > Un abbraccio solidale,
    > Tiziana Pistol (Torino)

  12. Salve,
    Ho letto della vicenda di Francesco tramite le email di Marco Spezia per cui voglio portare la mia solidarietà al compagno a Francesco.
    Cordiali saluti.

    Fabrizio Perla
    RLS Sasol Italy Sarroch.

  13. LA CUB FERRARI ESPRIME LA PIENA SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO FICIARA’ FRANCESCO E SI SCHIERA AL SUO FIANCO NELLA BATTAGLIA X IL SUO REINTEGRO IMMEDIATO SUL POSTO DI LAVORO.AVANTI COMPAGNO NON UN PASSO INDIETRO

  14. All’operaio licenziato Francesco Ficiarà

    Francesco è uno di noi e a lui va la nostra solidarietà di operai, sappiamo bene cosa significa essere licenziati per essere un operaio ribelle che si è impegnato nella costante lotta allo sfruttamento bestiale dei padroni sulle linee di montaggio della Fiat.
    Francesco è un operaio addetto alla saldatura dei telai dei trattori alla New Holand di Modena, ha svolto un ruolo nella difesa degli interessi degli operai, che la Fiat non gli ha mai perdonato.
    Francesco ha dimostrato che la solidarietà tra operai non si esercita solo a parole ma nei fatti.
    Durante il presidio dell’agosto 2009 davanti ai cancelli della INNSE di Milano Francesco era fra i più decisi sostenitori della nostra lotta.
    Oggi è lui che ha bisogno del nostro sostegno e non glielo faremo mancare.
    La sua battaglia per essere reintegrato al suo posto di lavoro è la battaglia di tutti noi, la sua vittoria sarà la vittoria di tutti gli operai che resistono ai padroni.

    Gli operai e la R.S.U. della INNSE di Milano

    5 Giugno 2014

  15. giovedì 5 giugno 2014
    Solidarietà a Francesco Ficiarà
    Ancora una volta il metodo FIAT.
    Chiunque si batta per gli interessi dei lavoratori non ha alcun dubbio che quello di Francesco Ficiarà, alla Fiat CNH di Modena sia un licenziamento politico.
    Uno dei risultati del tentativo, in corso dappertutto, di cacciare dalle fabbriche gli operai militanti e cancellare i diritti dei lavoratori.
    Al compagno Ficiarà va tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio nella sua battaglia per rientrare in fabbrica.

    La Redazione de Il Manifestino dei lavoratori Piaggio
    Pubblicato da Il Manifestino dei Lavoratori Piaggio a 21:11

  16. Esprimo la totale solidarietà a Francesco Ficiarà, anche a nome del Comitato di Redazione della Rivista “Medicina Democratica”.

    Chiedo cortesemente a Marco Caldiroli di formalizzare su carta intestata la solidarietà di Medicina Democratica –ONLUS alla sacrosanta lotta di Francesco per affermare la salute, la sicurezza, i diritti umani all’interno ed all’esterno dei luoghi di lavoro e affinchè ottenga giustizia attraverso la piena reintegra nel Suo posto di lavoro.

    Cordialmente.

    Luigi Mara

  17. COORDINAMENTO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO CATANZARO

    ATTESTATO DI STIMA E SOSTEGNO

    Carissimo Francesco,
    con questa nota ti dimostriamo tutta la vicinanza ed il sostegno alle tue lotte, alla tua tenacia, al tuo voler difendere ad ogni costo i diritti, quei diritti non scritti, ma naturali e propri di ogni essere umano.
    Lottare sempre, questa e’ la missione degli uomini e delle donne forti.
    Esempi ne abbiamo tanti, gente che ha lottato sempre e si alimentava nella sua battaglia della forza della verità e della giustizia.
    Cade e non si rialza più chi cerca di sopraffare e violentare il prossimo; chi cerca il bene comune, può cadere cento volte ma sempre si rialzerà ed alla fine la giustizia trionferà.
    Madre Teresa di Calcutta, Mohammed Ali, Ruben “Hurricane” Carter, Nelson “Madiba” Mandela, da soli contro tutti e tutto l’hanno spuntata.
    Anche tu ce la farai!
    Lottiamo sempre; saluti dai vigili del fuoco di Catanzaro
    per il coordinamento
    Francesco Cutruzzulà
    cell 3315772928

  18. Poche parole, ci conosciamo da anni, ti esprimo tutta la mia solidarietà per la lotta che stai portando avanti ; è “naturale” che gli operai, i delegati rsu, non succubi o collusi con il padrone subiscano la reazione del sistema-

    Avanti come sempre un abbraccio

    Simone Fierucci operaio (ex)Pirelli Figline Valdarno (FI)

  19. Ciao Francesco, sono figlio di un operaio della vecchia Italsider di Taranto ora in pensione, sono stato operaio anch’io poi un giorno ho deciso di tornare a studiare e mi sono laureato. Oggi seppur qualcuno mi chiama “dottore” mi sento ancora operaio e sono orgoglioso di essere figlio di un operaio. La lotta operaia, l’essere parte della classe operaia è qualcosa che non si dimentica, ti rende forte e la sete di giustizia sociale è parte del respiro che ti tiene in vita. È la classe operaia il pilastro che sostiene la nostra società, è grazie ad essa che i nostri figli possono andare a scuola, che i nostri cari posso avere le dovute cure, che ogni diritto sia garantito.
    > Grazie per ogni tuo gesto, per ogni tua parola, per ogni tuo sguardo contro un sistema che ci vuole muti e schiavi della produzione, del potere e del capitale.
    > Lotta di classe contro i padroni!!!
    >
    > Inviato da Antonio Leo

  20. DA RLS E FERROVIERE TESTIMONE VITTIME VIAREGGIO SOLIDARIETA’ A FRANCESCO
    Ciao compagno, intanto ti esprimo la mia completa solidarietà e quella dei compagni e delle compagne di Viareggio.
    Che il 12 giugno sia il giorno della reintegrazione al tuo posto di lavoro e di lotta.
    Ciao, riccardo antonini

    (ancora licenziato da Rfi. L’udienza per la mia reintegrazione si tiene il prossimo 17 luglio al Tribunale del lavoro di Firenze).

  21. DA EDOARDO TODARO RLS-RSU POSTE FIRENZE A FRANCESCO
    solidarietà a francesco ed a tutti i lavoratori colpiti dalla repressione padronale ( edoardo – rsu / rls poste firenze )

  22. CIRCOLO IQBAL MASIH (Bo) comunicato di solidarietà-Francesco
    CIRCOLO IQBAL MASIH (Bo)

    E siamo a cinque. Cinque gradi di giudizio che Francesco Fiaciarà, operaio della CNH di Modena, fabbrica della galassia industriale FIAT, ha dovuto affrontare e affronterà per l’unica ragione rappresentata dalla sua coerenza e determinazione. Già negli anni 90 ha dovuto sostenere tre gradi di giudizio per vedere riconosciute le proprie ragioni, ed ora, licenziato con una banale scusa disciplinare, avrà percorso,con l’udienza del 12 giugno, altri due gradi.
    Ma non traiamo conclusioni affrettate. Questa non è la solita triste storia di aule di tribunali dove spesso viene spenta ogni volontà a lottare. Francesco in tutti questi anni, dentro e fuori la fabbrica, ha condotto una battaglia costante contro i propri padroni. Ha lottato e lotta per migliorare le proprie coindizini di vita e di lavoro e con questo le condizioni dei propri compagni di classe. Ma egli è andato ben oltre la lotta sindacale, con una continua azione politica ha prospettato la via rivoluzionaria alla sua classe, non il pattume opportunista.

    La costanza nel perseguire le proprie ragioni, la forza e la volonta nel raggiungere i propri obbiettivi, Il valore esemplare di questi atteggiamenti sono la vera causa che ha scatenato la reprimenda FIAT. Ecco il vero pericolo: un operaio cosciente e combattivo, pronto a sacrificarsi per la causa in cui crede. Di fronte a questo pericolo la FIAT ha attuato una linea ampiamente repressiva. Malgrado ciò siamo certi che anche questa volta Francesco ce la farà. Quando varcherà di nuovo i cancelli della sua fabbrica con lui avrà vinto tutta la classe operaia. Questo non solo perché un operaio avrà di nuovo un lavoro ma soprattutto perché il suo esempio avrà dimostrato che la lotta paga, che è giunto il momento per tutta la classe, che nel suo insieme ancora troppo spesso latita ed arretra, di tornare prepotentemente nelle piazze, per difendere senza compromessi le proprie condizioni di vita.

    Il circolo Iqbal Masih di Bologna esprime la piena solidarietà a Francesco augurandogli e augurandosi che presto numeri sempre più imponenti di operai prendano la via della lotta aperta contro il capitale!

    Circolo Iqbal Masih
    Bologna 9 Giugno 2014

  23. Solidarietà a Ficiarà dalla Marcegaglia

    Solidarietà a Francesco Ficiarà, operaio licenziato dalla Fiat per motivi pretestuosi quali, scarso rendimento e insubordinazione. Il vero motivo è che Francesco richiamava e faceva notare
    alla Fiat, alcuni problemi e rischi sulla sicurezza dentro la fabbrica. Sappiamo benissimo che
    quando il padrone vuole produrre molto, la sicurezza passa in secondo piano, lo dimostrano tanti infortuni anche gravi e mortali, e chi segnala queste mancanze sulla sicurezza diventa scomodo!
    Chiediamo che Francesco venga reintegrato al suo posto di lavoro!
    Licenziare Francesco o altri operai come lui, vuol dire abbassare la guardia sulla sicurezza sul posto di lavoro e significa consumare più in fretta gli operai, oltre che aumentare gli incidenti compresi quelli gravi o mortali!

    Operai della Marcegaglia.

    n.b, In questo caso per licenziare l’operaio la fiat imputa non lo scarso rendimento ma una sedicente “insubordinazione” in un ufficio del reparto saldatura in occasione di un incontro nel quale Ficiarà esponeva le gravi mancanze di sicurezza alla quale la fiat non aveva ottemperato, nonostante le prescrizioni dello stesso ispettorato del lavoro, in saldatura, e in stabilimento, questo per completezza informativa)

  24. COMUNICATO “IL SINDACATO E’ UN ALTRA COSA” (Opposizione in Cgil)
    Il 12 giugno si svolgerà l’udienza della causa di reintegro dell’operaio saldatore della Fiat CNH trattori di Modena, Francesco Ficiarà. Francesco è stato licenziato dalla Fiat con l’accusa di avere avuto un atteggiamento aggressivo nel corso di un incontro con un dirigente.

    (AGGIUNTA NOSTRA; I TESTIMONI OPERAI HANNO CONFERMATO CHE NON C’E’ STATO NESSUN ATTEGGIAMENTO AGGRESSIVO).

    Francesco era stato convocato per “rispondere” delle denunce da lui fatte sulla mancanza delle condizioni di sicurezza sulle postazioni di lavoro, mancanza confermata dallo stesso Ispettorato del lavoro di Modena.

    “Il Sindacato è un’altra cosa – opposizione Cgil” esprime la propria solidarietà ed il sostegno al compagno Francesco per la sua reintegrazione al posto di lavoro e per continuare il suo impegno in difesa delle condizioni di lavoro, della sicurezza e della salute dei propri compagni di lavoro.

    10 giugno 2014 Il Sindacato è un’altra cosa – opposizione Cgil

  25. Giovedì 12 giugno 2014, il tribunale del lavoro di Modena dovrebbe dire in maniera definitiva se Francesco Ficiarà potrà essere reintegrato in Fiat CNH-trattori. Nello stabilimento modenese di via Pico della Mirandola, dove ha lavorato per vent’anni, è stato già una volta licenziato e dopo cinque anni di processi, attese, e disoccupazione: reintegrato. In passato, quindi, anche i tribunali borghesi, hanno dovuto riconoscere l’accanimento di Fiat nei suoi confronti.
    La storia lavorativa e politica di Francesco è costellata di battaglie nel suo posto di lavoro e fuori, a sostegno degli operai combattivi di tutti i settori e di tutti i paesi, per una causa che non ha mai smesso di perseguire: quella della classe operaia.
    Il suo reparto, prima di essere licenziato, era il reparto saldatura, il ghetto, dove Francesco ha fatto sì, in anni di quotidiane battaglie con capi, capetti e dirigenti, che fossero messe delle adeguate protezioni per chi salda, che venissero rispettati i tempi di pausa tra una saldatura e l’altra, e che venisse fatto un impianto di areazione e aspirazione adeguato. Tutte cose a norma di legge, scontate, che senza la tenacia di qualcuno come Francesco, nel reparto saldatura non ci sarebbero.
    E’ chiaro che tanta abnegazione alla causa operaia sia stata osteggiata in ogni modo dalla Fiat: centinaia di richiami per nulla, multe, sospensioni etc. in due parole, quello che viene detto comunemente mobbing, elevato all’ennesima potenza. Tre anni fa, di nuovo, il licenziamento. Il motivo addotto da Fiat è una accesa discussione in un ufficio, dove tra l’altro Francesco era stato chiamato per il riscontro di alcune denunce da lui fatte all’azienda sulla sicurezza, nel suo reparto; denunce che in seguito il tribunale del lavoro ha riconosciuto come valide e comprovate.
    Il punto è che il piano Marchionne non prevede operai come Francesco negli stabilimenti Fiat. Ma Francesco non si è piegato, non ha accettato compensi in denaro per mollare il colpo, non si è mai fermato nel fare attività politica davanti ai cancelli della sua fabbrica… la sua non è la lotta di un semplice operaio combattivo in una qualsiasi fabbrica d’Italia, il suo è l’esempio di una vita dedicata alla guerra ai padroni e ai loro soprusi, condotta da dentro il ventre marcio del più grande capitalista industriale italiano.
    Se c’è ancora oggi – vedi LegaCoop- chi detta al governo nazionale di turno i modi, i tempi e le leggi da fare, per sfruttare al meglio la classe operaia e tutto il resto del proletariato, in tempi di crisi… per fortuna c’è anche chi non ci sta ad abbassare la testa di fronte ai suoi e nostri nemici: gli industriali e le grandi cordate finanziarie che controllano cooperative e sindacati per fare passare qualsiasi schifezza sulla pelle degli operai. Per fortuna c’è chi ancora di fronte ai soprusi dei padroni combatte e solidarizza con chi combatte.
    Oggi più che mai i padroni credono di poter sottoporre ogni tipo di trattamento contrattuale e salariale agli operai e ai proletari, essendo questi ricattati da un mercato feroce che porta anche a vivere sotto le soglie di povertà molti lavoratori.
    In un momento di smarrimento e di apparente quiete sul fronte di classe, almeno in Italia, dove però tutto sta già crollando: dai salari, al sonnifero della cassa-integrazione, dobbiamo organizzare la resistenza operaia e proletaria sul territorio e al lavoro, stando al fianco di tutti gli operai e i proletari che, come Francesco, non hanno mai abbandonato questo fronte.
    Il capitalismo non funziona e un domani potremo porre all’ordine del giorno, anche grazie ad un quotidiano impegno di classe, la questione del potere. Noi nel frattempo, anche se su un sentiero differente, siamo sulla stessa strada, siamo con Francesco, contro i padroni, i loro soprusi e il loro sistema, ci stiamo perché Francesco ritorni al suo posto di lavoro, ci stiamo contro la Fiat.
    Dalla parte di chi come noi combatte questo sistema infame in ogni angolo di mondo, dalla parte dell’operaio.
    Diversamente non potrebbe essere visto che i nostri principi sono l’internazionalismo operaio e il giacobinismo proletario: ALZA LA TESTA!

  26. A nome del partito della rifondazione comunista di Latina ti invio, caro compagno, tutta la nostra solidarietà e vogliamo esprimere tutta la nostra stima nei tuoi confronti e la nostra piena vicinanza. Nel nostro piccolo, cerchiamo di rimettere in moto quel conflitto di classe che è l’unica strada per il cambiamento sociale, l’unica possibilità di emancipazione per coloro che subiscono sulla loro pelle le ingiustizie di questo modo di produzione dominante.
    Un fraterno saluto.