Enormi errori di valutazione

Redazione di Operai Contro Negli ultimi tempi molti sono incappati in enormi errori di valutazione degli avvenimenti politici perchè fuorviati dalla apparenza e a causa di analisi spesso superficiali. Molti ritengono che i fascisti più pericolosi siano quelli che si trovano nelle strade mentre i fascisti da combattere per primi sono quelli in giacca e cravatta ben camuffati anche in partiti storicamente di sinistra che sguazzano nell’immobilismo di questo periodo. In base a questo è successo che in molti si sono dichiarati apertamente contro il movimento dei forconi solo per il fatto che ad esso presero parte anche gruppi […]
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Redazione di Operai Contro

Negli ultimi tempi molti sono incappati in enormi errori di valutazione degli avvenimenti politici perchè fuorviati dalla apparenza e a causa di analisi spesso superficiali.

Molti ritengono che i fascisti più pericolosi siano quelli che si trovano nelle strade mentre i fascisti da combattere per primi sono quelli in giacca e cravatta ben camuffati anche in partiti storicamente di sinistra che sguazzano nell’immobilismo di questo periodo.

In base a questo è successo che in molti si sono dichiarati apertamente contro il movimento dei forconi solo per il fatto che ad esso presero parte anche gruppi di estrema destra quali casapound e forza nuova, fatto posto in risalto volutamente da giornalisti asserviti al regime che ci governa. In Italia i fascisti dalla faccia pulita in giacca e cravatta sedicenti democratici attualmente guidati da Renzi, prima da Letta, hanno soffocato anche con la propaganda il movimento dei forconi, influenzando tra gli altri anche il giudizio di molti gruppi della sinistra extra-parlamentare i quali avrebbero potuto riversarsi nelle strade sfruttando la situazione per destabilizzare il potere borghese che ci governa oramai da anni senza nemmeno la retorica delle votazioni democratiche.

Stessa cosa si è verificata per quanto riguarda la questione della Crimea, anche in questo caso i media hanno giocato un ruolo fondamentale nell’offuscamento delle menti. Sono state infatti fatte circolare a dovere foto che ritraevano gruppi paramilitari organizzati di estrema destra intenti a fare il saluto fascista e al tempo stesso immagini che mostravano l’abbattimento delle statue di Lenin e dimostranti russi con vessilli risalenti al tempo dell’unione sovietica. L’operazione propagandistica guidata dall’oligarca russo Putin è stata ancora più raffinata di quella degli straccioni giornalisti italiani forte della approfondita conoscenza del controllo del consenso risalente ai suoi trascorsi all’interno del KGB.

Molti degli stessi gruppi osteggiatori del movimento dei forconi hanno espresso la loro opposizione all’insurrezione ucraina perchè suggestionati dall’abbattimento di una statua di Lenin che per gli ucraini aveva la connotazione ormai solamente del sopruso della borghesia russa sulla popolazione, Lenin stesso l’avrebbe abbattuta. In molti si sono rallegrati della fermezza russa nella occupazione della Crimea solo perchè suggestionati da qualche foto che ritraeva manifestanti incappucciati ucraini inneggianti al fascismo.

Non è che si vuole negare che sia in Italia che in Ucraina siano effettivamente scesi nelle strade gruppi fascisti quello che si vuole affermare il fatto che l’antifascismo non deve diventare un freno al cambiamento un movimento che si spreca nel combattere gruppuscoli insignificanti e che si fa prendere in giro da fascisti ben camuffati che vogliono il mantenimento dello status quo per continuare a fare profitti sulle spalle degli operai. Non deve cadere nell’errore di diventare strumento di mantenimento del potere capitalista al pari di casapound e forza nuova. Se si sconfiggeranno i fascisti in giacca e cravatta i fascisti nelle strade scompariranno come la neve al sole perchè non saranno da essi più finanziati.

Il momento storico impone una maggiore lucidità nella valutazione degli accadimenti al fine di cogliere tutto ciò che può portare al sovvertimento del potere borghese in Italia e nel mondo. La rivoluzione non è un semplice argomento da salotto, un processo ordinato con fasi ben precise e a cui prendono parte con invito solo determinati gruppi. La rivoluzione è un fatto spesso caotico dove in alcune fasi si trovano alleati diversi e dove spesso si fanno circolare notizie al fine di stordire gli insorti frammentandoli e rendendoli più controllabili. Soprattutto nel momento iniziale dove è necessario innescare un così complesso processo bisogna tenere presente che l’obbiettivo principale è liberarsi dal governo borghese e non certo perdersi in discussioni da salotto su come deve avvenire una rivoluzione. La rivoluzione si fa!

Ciuffo

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5 Comments

  1. Ercole2

    La rivoluzione si fa……. mi pare che tu abbia una visione meccanicista della storia senza un serio confronto sul “che fare” ,,senza le avanguardie che la guidano, in ultima analisi senza IL PARTITO si rischia di correre ciascuno per sè ,e la borghesia avrà gioco facile : gli operai forse faranno 100 insurrezioni ma non faranno mai una rivoluzione .

    • p.rossi

      Ercole credo che l’articolo di concludeva in quel modo solo per esortare a non disertare le strade solo perche presente qualche gruppo di destra. Certo che il partito dovrà scendere nelle strade x guidare l’insurrezione e trasformarla in rivoluzione. Sbaglierebbe a non scendere solo per la presenza di gruppi politicamente avversi. Il tuo appunto sa di discussione da salotto proprio quello da evitare.

  2. BANKROBBER

    Ercole facendo 100 insurrezioni di forza il partito si costruisce e alla fine si riesce a fare quella finale, e comunque gli operai hanno lasciato sul terreno migliaia di propri compagni nella lotta tra capitale e lavoro nel tentativo di costruire il partito, pigiando tasti del pc si fa solo sterile polemica salottiera senza capire che parte dell’articolo è solo una critica a quanta parte della piccola borghesia appoggia, per interessi personali l’imperialismo russo. gli operai acquisiscono la propria coscienza di classe e la propria autonomia solo attraverso la continua lotta e il confronto con la teoria, arrivando così alla costruzione del partito della rivoluzione, perciò in ogni movimento che si scontra contro il capitale le avanguardie operaie dovrebbero essere presenti al di là delle forme ideologiche in esse rappresentate.

  3. VZaitzev

    Ercole; p.rossi e Bankrobber hanno pienamente risposto al tuo commento al mio articolo comprendendone a pieno il senso.
    Tu invece hai deciso di prendere l’ultima frase dell’articolo per muovere una critica tipica dei salotti intellettuali. La mia frase non aveva tanto alcun intento ideologico era la sintesi del pensiero che la rivoluzione non si fa con le discussioni teoriche con l’individuazione del perfetto soggetto rivoluzionario, ma si fa con i fatti.
    In questo modo di fatto hai messo in risalto un altro problema che gli operai devono combattere e che gioca a favore del capitale: gli intellettuali che con le loro sterili polemiche fanno da pompieri alle rivolte.
    È ovvio che è necessaria la guida del partito operaio, ma per essere utile il partito operaio non si deve perdere in discussioni sul “che fare” dato che per queste discussioni ci sono stati molti decenni. Ora è il momento per il partito operaio di scendere nelle strade e di sostenere le lotte sempre più aspre che gli operai devono affrontare avendo la crisi accentuato lo sfruttamento e la miseria di questa classe.
    Tu ercole non scenderai mai nelle strade perchè starai nel tuo salotto a criticare chi le lotte le porta avanti invidioso del loro dinamismo e delle loro capacità. Svilupperai pensieri filosofici sterili che non faranno la storia. Il partito operaio a mio parere non ha bisogno di te!

  4. Ercole2

    Comprendo che la lingua batte dove il dente duole ,e non sono il tipo che si tira indietro dove ci sono situazioni di lotte vecchie e nuove un esempio su tutte ,io ero presente alla manifestazione delle fabbriche in crisi della martesana ,ennesima processione di lavoratori accodati ai sindaci,(istituzioni borghesi ) cozzaglia di riformisti ,da rifondazione a sigle sidacali compiacenti, esponenti del Pdac mancavano solo gli stalinisti ( o forse c’erano ma non erano visibili) e Lotta Comunista ECC..ECC.. nessun slogan contro il nemico di classe ,nessun volantino che denunciasse le vere ragioni della crisi, eravate presenti anche voi di Operai Contro ,che cosa ha prodotto quella passegiata?Lo spontaneismo fine a se stesso non produce nulla non fa crescere la lotta di un centimetro, l’intervento del partito avrebbe dovuto dare indicazioni di classe ,e denunciare la pratica riformista, è in questo senso che cerco di fare chiarezza solo noi della C.C.I. con tre compagni eravamo presenti CON UN VOLANTINO E UN GIORNALE ,se le avanguardie che si richiamano all’esperienza della rivoluzione Bolscevica non si chiariscono sul come unirsi e muoversi di conseguenza saremo sempre perdenti, è un processo dialettico che non è ancora giunto a maturazione ,ma di questo passo si corre il rischio di essere spettatori della storia e che la crisi ci scavalchi P.S. non sono affatto il tipo da salotto e so benissimo che il partito non si costruisce stando dietro una tastiera del computer, con gli slogan e con i testi di Marx Engels e Lenin questo è solo un forum di punti di vista e serve ad accrescere il dibattito . Posso garantirvi che nelle lotte in cui sono stato presente o che presenzio non mi sottraggo al dibattito e intervengo quando occorre .Saluti comunisti .