Francesco Strikes back again!!!

Redazione di Operai Contro   Francesco è operaio saldatore della fiat trattori(cnh) Modena, in forza dal 1994. Francesco Ficiarà è un operaio combattivo e un militante dell’Aslo, associazione per la liberazione degli operai. Francesco si è distinto in molteplici lotte contro lo sfruttamento nella sua fabbrica, e nel territorio modenese. Si sono organizzate tante lotte non solo per il salario, ma per la salute e la sicurezza degli operai nei reparti di lavorazione saldatura, montaggio, macchine utensili, anche in contrapposizione al “lassismo” sindacale in fabbrica su queste questioni centrali.   Per questo si è attirato l’odio e la vendetta di […]
Condividi:
Redazione di Operai Contro
 
Francesco è operaio saldatore della fiat trattori(cnh) Modena, in forza dal 1994.
Francesco Ficiarà è un operaio combattivo e un militante dell’Aslo, associazione per la liberazione degli operai.
Francesco si è distinto in molteplici lotte contro lo sfruttamento nella sua fabbrica, e nel territorio modenese.
Si sono organizzate tante lotte non solo per il salario, ma per la salute e la sicurezza degli operai nei reparti di lavorazione saldatura, montaggio, macchine utensili, anche in contrapposizione al “lassismo” sindacale in fabbrica su queste questioni centrali.
 
Per questo si è attirato l’odio e la vendetta di coloro che vogliono mantenere inalterata questa’ società del profitto.
Non puo’ sfuggire che Francesco è stato licenziatouna prima volta nel 1997 da Fiat accusandogli “una scarsa produttivita’” mai provata, anzi. Per questo fu’ reintegrato fisicamente nel suo reparto di saldatura in fabbrica (dopo 3 processi tutti vinti) nel febbraio 2002. Da Reintegrato, Francesco, ha continuato a difendere gli interessi degli operai, e da dentro la fabbrica,
ha visto la sua conclusione processuale, in cassazione a Roma il 15 marzo 2005. E ha rifiutato piu’ volte negli anni i tanti soldi che Fiat ha offerto per “liquidarlo”, a latere delle sentenze giudiziarie a lei’ sfavorevoli.
 
Poco tempo pero’ dopo la sentenza di cassazione Francesco, fù “spostato” a forza, nell’ex reparto presse, adibito a magazzino della saldatura. A saldare in una postazione sinistra del trattore utility senza aver le condizioni ambientali minime per lavorare.
 
Un reparto separato dal resto della saldatura, fatiscente, con pavimento dissestato, senza ventilazioni, senza aspirazioni sufficienti, senza riscaldamento d’inverno (magazzino freddo), ipercaldo d’estate, in una postazione “ghetto”.
Così ghettizzato dai suoi colleghi , lo si è continuamente provocato, tanto che per un periodo non poteva neanche andare in reparto per un caffè, senza continue reprimende del suo capo squadra sig. Vincenzo Falco.
 
Dal 2007-2008 ha ri-iniziato a prendere continui provvedimenti disciplinari per “mancanze”, non compilazione di foglietti di produzione, essersi recato in postazione in minuti diversi, ecc ecc.
 
Francesco nonostante tutto ha sempre continuato a scioperare e organizzare i suoi compagni di lavoro per opporsi al sistema di sfruttamento Fiat, nel suo reparto attaccava anche quotidianamente volantini e giornali.
 
Negli ultimi anni pero’ l’ingegnere di reparto sig. Daghero Fabio li strappava sistematicamente, o li faceva strappare al capo squadra. Interrogato su questo dal giudice di prime cure di questo secondo procedimento nel gennaio 2012 sostenne “di aver avuto ordine dalla direzione del sig. Barrile Michelangelo”. Lo stesso Barrile pero’ interrogato nell’ultima udienza del 31 ottobre 2013 ha dichiarato “di non essere in grado” neanche “di specificare se la postazione ritratta in foto sia quella dell’operaio” “le postazioni si somigliano tutte”.
 
In pratica per anni l’operaio si è preso provvedimenti disciplinari da un direttore che non sà neanche dove lavora l’operaio.
In pratica i famosi “lavoratori” che si lamentavano dell’ operaio erano sempre e solo la (ex?) coppia d’oro, Daghero-falco ossia capo officina e squadra saldatura. 
 
Orbene ora son passati 30 mesi dall’ultimo licenziamento farlocco.
Avvenuto il 28 ottobre 2011 con motivazioni palesemente false e ridicole, la Fiat ha incollato 3 contestazioni un una.
Per far impressione ai giudici e agli operai, ha messo insieme l’ apostrofata di una crumira col nome “crumira”, insieme a una discussione in un ufficio (non preposto) col direttore Barrile e i suoi 2 fedeli scudieri.
 
Per queste “condotte” non si rischierebbe neanche un richiamo verbale e puo’ far solo sorridere se non fosse tragicamente vero, ma la crisi del capitalismo incide, e la collusione sindacale pure, d’altronde siamo in un paese dove la parvenza di aumento dei salari degli operai non arriva per una decisa  lotta operaia di massa, ma dovrebbe venire “per decreto” del Premier e da sgravi fiscali, qui il cerchio si chiude. 
 
Ma non si puo’ chiudere per gli operai che sono chiamati a difendere e riportare in fabbrica Francesco come lui ha resistito per bene per tutti questi 30 mesi, ce lo meritiamo, e se lo merita.
Vogliamo Francesco in fabbrica, in lotta e al lavoro insieme.
Gli Operai e i militanti sindacali e politici degni di questo nome sono chiamati ad esserci.
 
PER PARTE NOSTRA PARTECIPIAMO IN MASSA ALL’ULTIMA UDIENZA DI GIOVEDI’ 27 MARZO 2014 ORE 11 DAVANTI AL TRIBUNALE DEL LAVORO DI MODENA VIA CESARE COSTA 13; CHIEDIAMO LA REINTEGRA IMMEDIATA PER L’OPERAIO.*
 
 
GRUPPO DI OPERAI FIAT CNH
MODENA 16 MARZO 2014
 
*nell’ Assemblea Operaia di sabato 22 marzo 2014 alla sala Giacomo Ulivi (istoreMo) via ciro menotti 138 dalle ore 16 in Modena, si dibatterà naturalmente anche di questa Importante Lotta Operaia.
Condividi:

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.