Alcoa: o salti il pasto o ti tolgo l’integrativo

Egregio Direttore, togliere la mensa ai 330 operai è la grande idea dell’Alcoa di Fusine in Veneto. Proposta accompagnata dalla richiesta di una nuova turnazione: 6 ore per 6 giorni a ciclo integrale 24 ore su 24, finendo la domenica mattina. Il padrone ha presentato questo bel pacchetto, in alternativa alla disdetta del contratto integrativo aziendale, che costerebbe fra l’altro, un bel taglio ai salari operai. In pratica l’azienda vuole rendere lavorativi i sabati e le domeniche, togliendo a questi operai che lavorano alle fonderie e ai laminatoi, il pasto con la pausa mensa ed il weekend, che per […]
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Egregio Direttore,

togliere la mensa ai 330 operai è la grande idea dell’Alcoa di Fusine in Veneto. Proposta accompagnata dalla richiesta di una nuova turnazione: 6 ore per 6 giorni a ciclo integrale 24 ore su 24, finendo la domenica mattina.

Il padrone ha presentato questo bel pacchetto, in alternativa alla disdetta del contratto integrativo aziendale, che costerebbe fra l’altro, un bel taglio ai salari operai.

In pratica l’azienda vuole rendere lavorativi i sabati e le domeniche, togliendo a questi operai che lavorano alle fonderie e ai laminatoi, il pasto con la pausa mensa ed il weekend, che per loro sono fondamentali per uno stacco psicofisico.

La Fiom il sindacato in fabbrica ha fatto sapere di “non essere disposta a derogare dai diritti minimi dei contratti”, per ora però non ha indetto iniziative per far ritirare il piano aziendale.

I padroni non cambiano idea con le chiacchiere.

Operai, mentre il sindacato indugia, il padrone sedimenta il suo piano. Spetta noi prendere le redini e scalzare i culi di pietra di un certo modo di fare sindacato. Siamo noi il sindacato.

Ciao.

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