LA CRISI IN USA: New York, 22mila bambini senza casa

Redazione di Operai Contro, i leccaculo della stampa e della TV gridavano: in Usa la crisi è finita Sono 22.000 i bambini che ogni sera a New York vanno a dormire in un letto non loro. Homeless, costretti a cercare rifugio negli ostelli per i poveri, insieme alle loro famiglie. Questa emergenza è esplosa nelle settimane scorse, grazie a una inchiesta condotta dal «New York Times» sui bambini invisibili della città. La denuncia ha portato alla chiusura di due «shelter», la Auburn Family Residence e Catherine Street, nella zona di Lower Manhattan, dove le condizioni di vita erano assolutamente […]
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Redazione di Operai Contro,

i leccaculo della stampa e della TV gridavano: in Usa la crisi è finita

Sono 22.000 i bambini che ogni sera a New York vanno a dormire in un letto non loro. Homeless, costretti a cercare rifugio negli ostelli per i poveri, insieme alle loro famiglie.

Questa emergenza è esplosa nelle settimane scorse, grazie a una inchiesta condotta dal «New York Times» sui bambini invisibili della città.

La denuncia ha portato alla chiusura di due «shelter», la Auburn Family Residence e Catherine Street, nella zona di Lower Manhattan, dove le condizioni di vita erano assolutamente inaccettabili: muffa, topi, spesso neanche l’acqua in bagno. I bambini sono stati trasferiti altrove, ma il loro caso era solo la punta dell’iceberg.

Giovedì scorso, quindi, il Consiglio comunale ha tenuto un’audizione, per spingere la nuova amministrazione del sindaco de Blasio ad affrontare l’emergenza con provvedimenti di lungo termine. La moltiplicazione degli homeless è attribuita alla crisi economica, ma anche a problemi specifici come la violenza domestica, gli sfratti e la sovrappopolazione delle case abitate dai più poveri. Il risultato è che 22.000 bambini sono senza tetto, e questo ha un impatto molto negativo non solo sulla loro vita quotidiana, ma anche sulla salute mentale a lungo termine. I ragazzi infatti sviluppano ansia, depressione, e altre patologie che complicano i rapporti sociali, l’istruzione, e l’inserimento nella società.

Le soluzioni non sono facili. Il nuovo commissario per i servizi agli homeless, Gilbert Taylor, ha promesso che l’amministrazione si mobiliterà, ma non ha dato dettagli sulle possibili iniziative da prendere. L’obiettivo infatti non è quello di riparare gli ostelli in funzione, perché questo sarebbe solo un rimedio parziale e momentario. Bisogna trovare una soluzione di lungo termine, che rimetta le famiglie di questi bambini nelle condizioni di avere un alloggio permanente. L’amministrazione spende circa 3.000 dollari al mese per ogni famiglia ospitata negli ostelli, e l’idea è usare questi soldi per finanziare invece case popolari stabili.

un amico

Nella foto New York

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