CIVATI E GLI ALTRI GANGSTER DEL PD

Redazione di Operai Contro, dopo la costituzione del governo del gangster Renzi e il balletto del gangster Alfano, inizia il terzo atto. Il gangster Civati afferma: “Potessi votare liberamente senza mettere in discussione i rapporti col Pd voterei no convintamente. Non è una questione di disciplina di partito, ma se io non dovessi votare un governo che ha una legittimazione del Pd dovrei uscire dal partito” ha detto, “indicativamente quindi voterò per la fiducia al Governo”. Lo stesso pensiero che Pier Luigi Bersani ha espresso in un’intervista all’Unità. “Quando sento qualcuno che ipotizza di non votare la fiducia, penso […]
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Redazione di Operai Contro,

dopo la costituzione del governo del gangster Renzi e il balletto del gangster Alfano, inizia il terzo atto.

Il gangster Civati afferma:

“Potessi votare liberamente senza mettere in discussione i rapporti col Pd voterei no convintamente. Non è una questione di disciplina di partito, ma se io non dovessi votare un governo che ha una legittimazione del Pd dovrei uscire dal partito” ha detto, “indicativamente quindi voterò per la fiducia al Governo”. Lo stesso pensiero che Pier Luigi Bersani ha espresso in un’intervista all’Unità. “Quando sento qualcuno che ipotizza di non votare la fiducia, penso che abbia perso la bussola. La fiducia si vota, altrimenti finisce il Pd”.

Civati ha srotolato una bandiera dell’Ulivo, verde, con la scritta “L’ulivo per il Partito democratico” poi è tornato su toni più ironici. “Mia mamma pare non abbia rinnovato la tessera del Pd, la mia compagna vota a sinistra come minimo Sel e vuole che io sia lo Tsipras italiano. Capite come sono messo”.

Noi comprendiamo che i gangster recitano

Un osservatore

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