Rappresaglia di marchio Coop.

Cari amici di Operai Contro, ricordate la famosa pubblicità della ” Coop che ti da ti più “? Se eravate titubanti sulla sua veridicità, ora potete dissipare i vostri dubbi, è proprio vero: la Coop ti da 400 Km in più da fare, dopo averti licenziata e costretta da una sentenza a reintegrarti. “Nessuna ritorsione” dice la Coop, ma il sindacato Usb parla di “rappresaglia a marchio Coop” Dietro la facciata delle “cooperative”, quasi sempre i padroni sono dei moderni negrieri Allego un estratto di un articolo del “Fatto quotidiano” Saluti da un operaia della Coop Unicoop Tirreno, licenziata […]
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Cari amici di Operai Contro, ricordate la famosa pubblicità della ” Coop che ti da ti più “?

Se eravate titubanti sulla sua veridicità, ora potete dissipare i vostri dubbi, è proprio vero: la Coop ti da 400 Km in più da fare, dopo averti licenziata e costretta da una sentenza a reintegrarti.

“Nessuna ritorsione” dice la Coop, ma il sindacato Usb parla di “rappresaglia a marchio Coop”

Dietro la facciata delle “cooperative”, quasi sempre i padroni sono dei moderni negrieri

Allego un estratto di un articolo del “Fatto quotidiano”

Saluti da un operaia della Coop

Unicoop Tirreno, licenziata e reintegrata dopo mesi. A 400 chilometri da casa.

Alla fine è stata reintegrata nel posto di lavoro da cui nel 2009 era stata illegittimamente licenziata. Peccato però che tra la nuova e la vecchia sede di lavoro ci sia una distanza di oltre 400 chilometri. Protagonisti della vicenda la 50enne Lucia Di Maio e il gruppo della grande distribuzione Unicoop Tirreno. Al momento del licenziamento la signora lavorava in un supermercato di Solofra (Avellino), città in cui risiede anche attualmente: a seguito della sentenza del tribunale di Avellino del 10 aprile 2013 con cui è stata decretata l’illegittimità del licenziamento, l’azienda ha provveduto al reintegro assegnando però la lavoratrice al supermercato di Orbetello (Grosseto).

L’Unione sindacale di base (Usb) punta il dito contro l’azienda e parla senza mezzi termini di “rappresaglia a marchio Coop” nei confronti di una persona che ha soltanto cercato di “rivendicare un sacrosanto diritto“.

Il braccio di ferro tra l’azienda e la lavoratrice non si è fermato con la sentenza del giudice. Il via libera di Unicoop Tirreno al reintegro effettivo è arrivato soltanto nei giorni scorsi: a fine gennaio l’azienda non aveva infatti ancora ottemperato a quanto previsto dal tribunale. Lo scorso 6 febbraio l’Usb era tornata a contestare l’operato dell’azienda.

 

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