I CRIMINI DEI PADRONI

Redazione di Operai Contro, BRINDISI – A Brindisi, il numero di anomalie congenite nei neonati è superiore alla media europea, ma anche a quella dei comuni limitrofi. La causa? L’inquinamento atmosferico. Uno studio appena pubblicato sulla rivista «Environmental Research», curata da ricercatori del Cnr dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) e dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) pone, infatti, l’attenzione sulla correlazione tra disturbi ed esposizione materna ad alcuni inquinanti, quali anidride solforosa e polveri totali sospese. Un quadro che si inserisce senza forzature in una città ad alto rischio, per la presenza di industrie chimiche, petrolchimiche e […]
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Redazione di Operai Contro,

BRINDISI – A Brindisi, il numero di anomalie congenite nei neonati è superiore alla media europea, ma anche a quella dei comuni limitrofi.

La causa? L’inquinamento atmosferico. Uno studio appena pubblicato sulla rivista «Environmental Research», curata da ricercatori del Cnr dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) e dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) pone, infatti, l’attenzione sulla correlazione tra disturbi ed esposizione materna ad alcuni inquinanti, quali anidride solforosa e polveri totali sospese. Un quadro che si inserisce senza forzature in una città ad alto rischio, per la presenza di industrie chimiche, petrolchimiche e termoelettriche.

«La nostra ricerca segue e conferma risultati contenuti in precedenti studi, che hanno già messo in evidenza l’associazione tra inquinanti atmosferici e anomalie congenite neonatali, in particolare a carico del cuore», spiega Emilio Gianicolo, ricercatore dell’Ifc-Cnr di Lecce e autore dello studio, in un articolo per il nuovo numero on line dell’Almanacco della Scienza Cnr. (Gli altri autori sono: Marco Cervino (Isac-Cnr), Antonella Bruni, Maria Grazia Andreassi (Ifc-Cnr), Cristina Mangia (Isac-Cnr) e l’ex direttore della divisione di neonatologia dell’ospedale Perrino di Brindisi Giuseppe Latini, ndr). «Ad ogni neonato con un’anomalia congenita dimesso dall’ospedale Perrino di Brindisi entro i 28 giorni di vita – ha proseguito Giancolo -, sono stati associati quattro bambini sani, estratti casualmente. Si è tenuto conto anche dello status socio-economico delle madri e di altri possibili fattori di rischio, quali il fumo di sigaretta della donna durante la gravidanza. A ciascun bambino sono stati quindi associati i valori di concentrazione di anidride solforosa (So2) e polveri totali sospese (Pts), inquinanti misurati dalle centraline della rete di monitoraggio Enel».

I risultati evidenziano una correlazione significativa, soprattutto per quanto riguarda l’anidride solforosa: «Le anomalie congenite sono associate all’incremento nella concentrazione in aria di questo gas, nonostante le quantità rilevate nel periodo esaminato siano nei limiti di legge», ha quindi sostenuto Gianicolo. «Ciò dipende dal fatto – ha poi concluso Cristina Mangia dell’Isac-Cnr – che un aumento della concentrazione di So2 è un indicatore della presenza di varie sostanze emesse dalle medesime fonti, che contribuiscono a elevare il rischio di danni alla salute».

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