GIOVEDI’ SCIOPERO GENERALE A TERMINI IMERESE

Redazione di Operai Contro, giovedì a Termini Imerese (Palermo) sciopero generale a sostegno degli operai della Fiat ormai da anni nel limbo della cassa integrazione che scadrà a giugno. La vertenza, riguarda 1.200 operai della FIAT senza contare l’indotto. Dopo anni di cassa, gli operai non hanno più soldi,ma debiti. I preti hanno inviato una lettera ai fedeli ricordano che il giorno dopo la manifestazione “si svolgerà un incontro a Roma al ministero dello Sviluppo economico che potrebbe essere decisivo per la risoluzione della vicenda Fiat, madre del progressivo dissesto economico della nostra zona: ormai si è alla vigilia del licenziamento dei 1.200 operai”. “La crisi che attanaglia il […]
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Redazione di Operai Contro,

giovedì a Termini Imerese (Palermo) sciopero generale a sostegno degli operai della Fiat ormai da anni nel limbo della cassa integrazione che scadrà a giugno.

La vertenza, riguarda 1.200 operai della FIAT senza contare l’indotto.

Dopo anni di cassa, gli operai non hanno più soldi,ma debiti.

I preti hanno inviato una lettera ai fedeli ricordano che il giorno dopo la manifestazione “si svolgerà un incontro a Roma al ministero dello Sviluppo economico che potrebbe essere decisivo per la risoluzione della vicenda Fiat, madre del progressivo dissesto economico della nostra zona: ormai si è alla vigilia del licenziamento dei 1.200 operai”.

“La crisi che attanaglia il nostro comprensorio è diventata sempre più grave – scrivono i parroci – noi cristiani, siamo chiamati ad agire, ad operare per il bene nostro e dei nostri figli. E’ in gioco il futuro dei nostri paesi, delle nostre famiglie. Non possiamo e non dobbiamo rimanere immobili, senza lavoro non c’è futuro”.

Anche loro chiedono lavoro.

Alla manifestazione organizzata da FimFiom e Uilm, parteciperanno artigiani, commercianti, imprenditori: l’amministrazione comunale ha coinvolto anche le scuole, con delegazioni di studenti in piazza.

Anche loro chiedono lavoro per gli operai

Se decidessimo finalmente di protestare seriamente?

Un operaio di Termini Imerese

” Centinaia di migliaia di operai vengono licenziati, lasciati in mezzo ad una strada con un sussidio miserabile e tutti si sgolano a chiedere lavoro. “Ci vuole il lavoro per dare futuro ai giovani, per dare dignità alla gente”, non c’è dirigente politico, sindacalista o cardinale che non metta al centro il problema del lavoro.
Ci fanno ridere, noi operai che abbiamo lavorato sotto la frusta del padrone, noi che sappiamo cosa vuol dire stare alla catena di montaggio o lavorare in siderurgia, o al freddo dei cantieri edili ci facciamo una risata.
Di questo mitico lavoro che tutti vorrebbero farci fare, faremmo con piacere a meno. Se siamo costretti al lavoro è semplicemente perché, vendendo la nostra forza lavoro al padrone ne riceviamo in cambio un salario per sopravvivere e sappiamo benissimo che con questo scambio lui si arricchisce e noi schiattiamo.
Questa è la verità, tutte le altre sono mistificazioni, ma mistificazioni che nascondono interessi materiali inconfessabili.

 

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