CRISI DELL’AUTO IN INDIA ED IL CASO MARUTI SUZUKI

A seguire il secondo articolo della newsletter autogestita degli Operai del Gurgaon indiano: questa volta si affronta la panoramica sulla crisi nel settore della produzione di automobili nel Paese, inquadrando nello specifico l’avanguardista lotta operaia alla MARUTI SUZUKI capace di estendersi fino all’indotto.   CRISI AUTOMOBILISTICA IN INDIA: UNA PANORAMICA GENERALE SULLA SITUAZIONE NEL PAESE ED UNA FOTOGRAFIA DELLA SITUAZIONE ALLA MARUTI SUZUKI E SUO INDOTTO CALO DELLE VENDITE   Tra il 2005-2006 ed il 2010-2011 le vendite di autovetture in India sono cresciute ad un tasso del 15,6% annuo, sceso poi al 4,7% nel 2011-2012 e diminuito ulteriormente […]
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A seguire il secondo articolo della newsletter autogestita degli Operai del Gurgaon indiano: questa volta si affronta la panoramica sulla crisi nel settore della produzione di automobili nel Paese, inquadrando nello specifico l’avanguardista lotta operaia alla MARUTI SUZUKI capace di estendersi fino all’indotto.

 


CRISI AUTOMOBILISTICA IN INDIA: UNA PANORAMICA GENERALE SULLA SITUAZIONE NEL PAESE ED UNA FOTOGRAFIA DELLA SITUAZIONE ALLA MARUTI SUZUKI E SUO INDOTTO


CALO DELLE VENDITE


 

Tra il 2005-2006 ed il 2010-2011 le vendite di autovetture in India sono cresciute ad un tasso del 15,6% annuo, sceso poi al 4,7% nel 2011-2012 e diminuito ulteriormente nel corso dell’esercizio per il 2013. Le vendite locali di auto MARUTI SUZUKI sono diminuite dell’11% nel 2013 rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, il crescente deficit commerciale ha costretto lo Stato ad applicare agevolazioni su benzina e gasolio per tentare di dare ulteriore impulso alla compravendita di vetture. Sino ad oggi, il calo del reale potere d’acquisto dei salari è stato tamponato da un credito al consumo discretamente vantaggioso. Tra il 2003 ed il 2010 il rapporto tra il credito vantato dalle banche ed il Prodotto Interno Lordo è passato dal 25% circa al 50%: i due settori che hanno beneficiato maggiormente di tali agevolazioni sono stati quello immobiliare e quello della produzione di auto. I recenti aumenti dei tassi di interesse voluti dalla Banca Centrale Indianaper frenare l’ascesa dell’inflazione hanno avuto come contraccolpo il calo della vendita di vetture: ciò potrebbe rivelarsi solo il primo effetto di una serie a catena. A breve potrebbe essere coinvolto anche il settore immobiliare nel quale si registra un forte aumento di insolvenze. Un chiaro esempio locale di default riguarda il tratto Delhi-Gurgaon dell’autostrada nazionale NH8. Alla fine del 2013 è divenuto lampante che dopo il default del privato, gli istituti di credito che hanno garantito 18 miliardi di rupie indiane per la realizzazione dell’infrastruttura molto probabilmente perderanno il 80% del totale investito.


SALARI E DIVISIONI


L’andamento dei salari nel settore automobilistico viene visto come un banco di prova dagli Operai della zona. Mentre HERO e HONDAhanno aumentato le retribuzioni a 17000 rupie suddivisi in un triennio a far data dal 2012, in parte giustificato dalla situazione problematica alla MARUTI SUZUKI, la maggior parte delle trattative sul trattamento economico all’interno delle maggior fabbriche dell’indotto si è fermato a 10000 rupie in tre anni per gli Operai a tempo indeterminato. Il salario minimo, punto di riferimento per gli Operai a contratto a tempo, sarà aumentato da circa 5500 rupie al mese a 8500 rupie da gennaio 2014.

La pressione inflazionistica sui salari è enorme. Ma in questo scenario economico (stretta del credito, declino generale delle esportazioni ecc) lo Stato ed il capitale devono fare in modo di mantenere le retribuzioni basse come oggi, condizione espressa in quest’articolo nel quale si dibatte sull’aumento dei salari minimi ad HARYANA nel gennaio 2014: “Più delle pressioni corporative per i profitti, è il rapido aumento salariale dei colletti blu che minaccia gli sforzi per respingere l’aumento dell’inflazione da parte del nuovo capo della Banca Centrale,Raghuram Rajan, ex economista del Fondo Monetario Internazionale che ha assunto l’attuale ruolo nel settembre 2013. Rajan ha fatto della stabilità dei prezzi una priorità politica, definendolo un prerequisito per il rilancio della crescita economica scivolata al 5% annuo, il più basso nell’arco di un decennio” .

Il rallentamento della crescita richiede “aggiustamenti“: “Abbiamo già stilato l’inventario per oltre un mese ed adegueremo le nostre azioni in base alla domanda di mercato” ha dichiarato un alto funzionario di MARUTI SUZUKI la scorsa estate. Il calo delle vendite costringerà le aziende a riorientare la produzione in modo tale da, per quanto possibile, mantenere rapporti stabili con la forza-lavoro. Finora la diga salariale per frenare la pressione negativa dei salari è stata la divisione tra le unità produttive principali e gli interinali a basso reddito.

Gli attuali interventi strategici nella produzione potrebbero compromettere questa frattura. Ad esempio, in passato l’azienda ha saputo far valere grandi differenze retributive mantenendo alte cifre per gli Operai a tempo indeterminato e rafforzando le divisioni. Così come aumenta la pressione fiscale, tanto diminuirà la capacità padronale di garantire i medesimi privilegi ad un adeguato numero di Operai. In questo modo lo scontento si allargherà, ed i “privilegiati” avranno bisogno del supporto dei temporanei per mantenere uguale trattamento, e/o si verificherà il caso per cui il numero di temporanei sarà tale che stipendiare gli indeterminati sarà meno incisivo nell’esplosione delle lotte.


IMPRESSIONI LOCALI DEL CROLLO


Durante la distribuzione del giornale Faridabad Majdoor Samachar abbiamo cercato di misurare quanto il crollo delle vendite fosse incisivo in fabbrica. Possiamo sostenere che la produzione marcia quasi a pieno regime alla HERO MOTORCYCLES ed alla HONDA MOTORCYCLES. La produzione alla MARUTI SUZUKI di Manesar è aumentata nel complesso a seguito dell’apertura dell’impianto C nel luglio 2013, nonostante un discreto calo nei restanti settori A e B. Solo alla MARUTI SUZUKI di Gurgaon l’indice è fortemente negativo, il che si traduce in tagli di produzione anche nell’indotto.

Nelle linee di produzione di auto a benzina, la produzione a Gurgaon è calata del 60% nel biennio 2012-2013. Qui 600 Operai a contratto sono stati licenziati, mentre quelli a tempo indeterminato sono obbligati a ferie supplementari e trasferiti da Gurgaon a Manesar, dove si combinano “ragioni economiche” (minor produzione a Gurgaon) a “ragioni politiche” (minare la collettività operaia a Manesar) e dove gli Operai più esperti si mischiano alle matricole arrivate dagli istituti tecnici. Il padronato alla PREMIUM MOULDING, facente parte dell’indotto MARUTI di Gurgaon, ha ridotto lo scorso agosto il lavoro dai tre turni di 8 ore al giorno a due turni. Alla ARJAN AUTO, produttore di impianti frenanti, c’è ora un unico turno da 12 ore rispetto ai due precedenti; ugualmente alla JBM di Gurgaon. In tal senso, dunque, non si tratta di casi isolati ma descrive in una certa misura lo scenario produttivo che sta prendendo piede. Ad esempio gli Operai HYUNDAI di Chennai hanno affermato a dicembre che negli ultimi mesi la produzione è calata, passando da 56 auto all’ora alle attuali 53: questo ha fatto sì che calasse la forza-lavoro, registrando nel reparto verniciatura il licenziamento di 15 Operai su 150, tutti interinali.


UN OPERAIO LUMAX


(Area 46, settore 3, IMT di Manesar) (IMT è una zona industriale, acronimo di Industrial Model Township, ovvero Distretto Modello Industriale, ndt)

Ci sono 38 macchine per lo stampaggio in fabbrica, utilizzati per la produzione di sedili HONDA per motocicli, parafanghi per le auto MARUTI SUZUKI e serbatoi per carburante e filtri dell’aria per GENERAL MOTORS, MAHINDRA e per i trattori EICHER. Nel 2008 il volume di produzione era equivalente a 40 milioni di rupie al mese, nel 2009 di 80 milioni e tra il 2010 ed il 2012 si è attestato tra 110 ed i 120 milioni. I turni in fabbrica sono di 12 ore, anche la domenica. A causa del calo da dicembre 2012 di ordinativi il padrone ha licenziato 150 interinali. L’attuale capacità produttiva si stima tra i 70 e 80 milioni d rupie. I 56 Operai a tempo indeterminato lavorano su tre turni di 8 ore, i restanti 225 a contratto in due turni di 12 ore. Ora non lavorano più la domenica. I 56 fissi hanno rappresentanza sindacale, a differenza dei precari. Quando i 150 sono stati cacciati dopo due anni di occupazione non hanno riavuto il loro fondo previdenziale, che è stato decurtato dai loro salari.

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