Iacobucci di Lecce : Operai bloccano la produzione e dichiarano assemblea permanente.

Redazione di Operai Contro, Gli operai della Jacobucci di Lecce sono stanchi di essere presi in giro dai dirigenti aziendali della multinazionale del tabacco, che portano avanti da più di tre anni un lento ma inesorabile piano di riconversione industriale che assicurava comunque il mantenimento totale dei posti di lavoro. Così ieri, circa 500 tra operai e impiegati della Iacobucci, a fronte della ennesima richiesta di cassa integrazione da parte dell’azienda, hanno deciso di alzare il tiro, dopo l’assemblea pomeridiana di ieri hanno deciso di incrociare le braccia, bloccare la produzione e dichiarare lo stato di assemblea permanente. La richiesta degli operai […]
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Redazione di Operai Contro,

Gli operai della Jacobucci di Lecce sono stanchi di essere presi in giro dai dirigenti aziendali della multinazionale del tabacco, che portano avanti da più di tre anni un lento ma inesorabile piano di riconversione industriale che assicurava comunque il mantenimento totale dei posti di lavoro.

Così ieri, circa 500 tra operai e impiegati della Iacobucci, a fronte della ennesima richiesta di cassa integrazione da parte dell’azienda, hanno deciso di alzare il tiro, dopo l’assemblea pomeridiana di ieri hanno deciso di incrociare le braccia, bloccare la produzione e dichiarare lo stato di assemblea permanente.

La richiesta degli operai è chiara, vogliono un immediata convocazione al Ministero del Lavoro per chiarimenti sulla situazione del mancato piano di riconversione o per meglio dire fallito piano di riconversione industriale.

Finora, tra le tre aziende del gruppo coinvolte nel processo di riconversione dell’ex British American Tobacco, solo la Iacobucci risultava essere produttiva ma ora la situazione non è confortante neppure su tale versante.

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Il piano industriale firmato dalla multinazionale e dai sindacati nazionali alimentaristi, nel lontano dicembre 2010, metteva nero su bianco un’intenzione più doverosa che nobile: nessun posto di lavoro, di quei 500 iniziali, si sarebbe perso per strada in seguito alla decisione della multinazionale del tabacco di dismettere la produzione nello stabilimento leccese.

Nel gruppo, dall’ inizio del piano di riconversione 22 operai erano  finiti in mobilità, altri 65 erano in cassa integrazione mentre ora, l’azienda ha fatto la richiesta per ulteriori 13 settimane di cassa integrazione a rotazione, per 140 operai.

“Gli stipendi e la tredicesima sono stati pagati in varie tranche e l’azienda ha già fatto sapere che, questa volta, non sarà disponibile ad anticipare la cassa integrazione”, spiegano gli operai interessati.

Questa volta però la preoccupazione degli operai è tanta, non vogliono più subire e sono determinati nella protesta.

Si sono organizzati per lottare, dichiarando assemblea permanente gli operai della Jacobucci  presidieranno la fabbrica e se necessario sono pronti ad occuparla.

Franco di Bari

sostenitore degli operai    

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