Cassintegrati Fiat occupano sede Uil di Pomigliano

Redazione di Operai Contro, Giugno 2010 – Gennaio 2014…cosa sia cambiato alla Fiat di Pomigliano sembrano saperlo solo Marchionne ed i sindacati firmatari degli accordi…per gli operai in cassaintegrazione, o per quelli trasferiti nel reparto “confine” di Nola, anche loro a zero ore, permangono, ancora per un po’, gli ammortizzatori sociali, mentre le chiacchiere sul loro futuro rimangono chiacchiere…e basta. Certo l’amministratore delegato, venuto dal Canada, può attendere, dall’alto dei suoi 48 milioni di euro di retribuzione annua…così come possono essere pazienti quelli che dicono di rappresentare i lavoratori, dietro alle scrivanie sindacali, capaci di firmare qualsiasi cosa…tanto ciò […]
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Redazione di Operai Contro,

Giugno 2010 – Gennaio 2014…cosa sia cambiato alla Fiat di Pomigliano sembrano saperlo solo Marchionne ed i sindacati firmatari degli accordi…per gli operai in cassaintegrazione, o per quelli trasferiti nel reparto “confine” di Nola, anche loro a zero ore, permangono, ancora per un po’, gli ammortizzatori sociali, mentre le chiacchiere sul loro futuro rimangono chiacchiere…e basta.

Certo l’amministratore delegato, venuto dal Canada, può attendere, dall’alto dei suoi 48 milioni di euro di retribuzione annua…così come possono essere pazienti quelli che dicono di rappresentare i lavoratori, dietro alle scrivanie sindacali, capaci di firmare qualsiasi cosa…tanto ciò su cui si accordano rimarrà “variabile dipendente” dei voleri della controparte…dei destini del mercato…delle incapacità manageriali…tranne il loro stipendio di funzionari.

Ma “ogni pazienza ha un limite”…diceva il grande Totò…ed abusarne è da delinquenti, soprattutto quando il gioco è sulla pelle di chi ha famiglia, figli…e già con uno stipendio pieno non riesce a mangiare…immaginatevi ridotto.

E quindi, nelle prime ore del 23 Gennaio i cassintegrati della Fiat hanno occupato la sede Uilm di Pomigliano d’Arco…chiedendo il rispetto della legge riguardo alla dovuta rotazione tra i lavoratori attualmente impiegati e quelli in cassa integrazione ormai da anni, il reintegro di quelli relegati nel reparto di Nola, perché infortunati o sindacalizzati, e serie, e non campate in aria, prospettive future per lo stabilimento del colosso automobilistico…ora anche americano.

Del resto che l’accordo fosse una truffa ai danni dei lavoratori e dei contribuenti italiani, che continuano a pagare alla Fiat milioni di ore di cassa integrazione, chi era contrario e quella maggioranza di operai della catena di montaggio, che aveva votato No al referendum, lo aveva denunciato da subito…come da subito erano stati zittiti dalla solita campagna stampa dei giornali di fede e proprietà Fiat…e dai solitici politici e sindacalisti…che di questo campano…di bugie !

Ora a quattro anni dalle firme in calce non si vede prospettiva alcuna…si ripetono, stancamente, le promesse di Marchionne, senza che mai nulla cambi…se non il nome dell’impresa…da Fabbrica Italia (la grande innovazione)…al mesto ritorno in Fiat Groups.

La Fiat deve allo Stato le migliaia di miliardi che gli sono stati elargiti per sostenerne l’occupazione e la produzione…deve al paese la distruzione del marchio Alfa…e non può non risponderne con atti certi, fatti concreti…come non può lasciare nel limbo migliaia di operai senza darne il dovuto conto.

La crisi sembra essere diventata la scusa delle grandi aziende per scaricare i propri costi e le proprie incapacità sullo Stato italiano, sempre accondiscendente con chi dimostra di non saper fare impresa. Ma la stessa crisi economica è figlia di queste inefficienze ed incapacità…di questi predatori, mascherati da imprenditori, che non rispettano leggi e morale.

I lavoratori che hanno occupato la sede sindacale lanciano un messaggio chiaro, a chi ha ancora intenzione di intendere e capire…basta con le prese in giro…basta con i proclami e le strette di mano compiacenti tra istituzioni e Fiat…ognuno si assuma le sue responsabilità, a partire dai firmatari degli accordi…la pazienza è finita !

un operaio FIAT

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