LE NAZIONI UNITE BACCHETTANO IL VATICANO PER LA MANCATA PROTEZIONE DEI BAMBINI DAI PRETI PEDOFILI

Redazione di Operai Contro, t’invio un articolo non riportato dalla stampa di regime italiana, e pubblicato dal quotidiano inglese “The Independent”. Ammesso che la notizia venga riportata nei prossimi giorni, sarà utile confrontarla con l’eloquente pezzo qui sotto tradotto del giornalista inglese Michael Day.   LE NAZIONI UNITE BACCHETTANO IL VATICANO PER LA MANCATA PROTEZIONE DEI BAMBINI DAI PRETI PEDOFILI Le Nazioni Unite hanno criticato aspramente il Vaticano per non avere protetto i bambini dai preti pedofili, come hanno riscontrato gli ispettori di Ginevra nello scandalo globale che ha scosso la Chiesa dalle sue fondamenta. Mentre scompaiono le principali testate […]
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Redazione di Operai Contro,

t’invio un articolo non riportato dalla stampa di regime italiana, e pubblicato dal quotidiano inglese “The Independent”. Ammesso che la notizia venga riportata nei prossimi giorni, sarà utile confrontarla con l’eloquente pezzo qui sotto tradotto del giornalista inglese Michael Day.


 

LE NAZIONI UNITE BACCHETTANO IL VATICANO PER LA MANCATA PROTEZIONE DEI BAMBINI DAI PRETI PEDOFILI


Le Nazioni Unite hanno criticato aspramente il Vaticano per non avere protetto i bambini dai preti pedofili, come hanno riscontrato gli ispettori di Ginevra nello scandalo globale che ha scosso la Chiesa dalle sue fondamenta.

Mentre scompaiono le principali testate dei quotidiani dedicate agli abusi sessuali e la Santa Sede si appoggia alle pubbliche relazioni alla mano del nuovo Papa Francesco I, la fragorosa inchiesta nuovamente sollevata ricorda al mondo intero le domande alla quali la Chiesa deve ancora rispondere.

La principale responsabile dei diritti umani per le Nazioni Unite, Sara Oviedo, preme sul Vaticano per l’allarmante frequenza per cui i preti che si sono macchiati di tali reati sono stati trasferiti presso altre parrocchie piuttosto che denunciati agli inquirenti. Data la politica di “tolleranza zero” adottata dalla Chiesa, ha domandato, perchè “mettere in campo i tentativi di copertura e censura di tali casi? ”

Un altro membro del gruppo, Hiranthi Wijemanne, ha chiesto ai rappresentanti del Vaticano: “Perchè non vi è alcun obbligo di notifica all’autorità giudiziaria competente nel Paese quando si viene a conoscenza di un abuso? Denunciare chi li perpetra fa parte del percorso che deve seguire la giustizia”.


 

Monsignor Charles Scicluna, ex procuratore capo per i crimini sessuali in Vaticano, ha negato per parte sua che la Santa Sede incoraggiava coperture ed insabbiamenti. “La nostra linea guida è sempre stata quella di seguire il diritto interno dei Paesi dove la Chiesa opera” ha affermato.

Ma i critici del Vaticano restano scettici dato che di recente, lo scorso mese, la Santa Sede si è rifiutata di fornire il fascicolo con le informazioni chiave, tra le quali il numero totale di abusi sessuali di cui si è a conoscenza, che si presume possano essere intorno ai 4000 casi; la Chiesa ha anche eluso altre richieste avanzate dalla Commissione ONU.

Il Vaticano, in quanto membro delle Nazioni Unite, è stato chiamato a rispondere per violazioni evidenti della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, che prevede per chi l’ha ratificata l’obbligo di intraprendere ogni misura possibile per proteggere i minori.

La Santa Sede ha ratificato la Convenzione nel 1990 ma non ha fornito relazioni per quasi un decennio, presentandone una solo nel 2012 dopo le critiche per lo scoppio del caso di abusi nel 2010. La richiesta, ad oggi senza precedenti, è venuta di conseguenza a seguito delle forti pressioni esercitate dalle vittime.


 

La loro evidenza in casi registrati in Messico e Regno Unito, oltre alle indagini dei giudici negli Stati Uniti e le indagini conoscitive portate avanti dai governi di Canada, Irlanda ed Australia indicano che la cultura di segretezza e paura di scandali del Vaticano ha contribuito alla sofferenza di migliaia di bambini nel mondo.

Gli attivisti chiedono di sapere perchè le cariche di più lungo corso della Chiesa non abbiano agito per decenni contro pedofili come il messicano Marcial Maciel, amico del precedente Papa Giovanni Paolo II, attualmente in attesa di santificazione. Altre prove di complicità comprendono la corrispondenza di un cardinale vaticano che loda la decisione di un vescovo francese di proteggere uno dei preti della sua Curia, ed una direttiva partita da Roma diretta ai vescovi irlandesi nella quale si obbliga ad astenersi da ogni segnalazione di abusi agli inquirenti.

“Quando i pedofili sono in carcere non possono offendere i nostri figli” ha detto Miguel Hurtado, un membro del gruppo statunitense di patrocinio per le vittime “SNAP” il quale ha riferito di avere subito abusi da un prete quando militava in un gruppo di giovani cattolici in Catalogna, Spagna.

Papa Francesco I ha annunciato lo scorso mese la costituzione di un nuovo comitato per affrontare gli abusi del clero, anche se finora il Pontefice ha parlato poco dello scandalo. In una recente omelia a Roma ha però affermato: “Proviamo vergogna? Ci sono così tanti scandali che non voglio neanche elencarli singolarmente, anche se ognuno ne è a conoscenza”.

Per Barbara Blaine, presidente di SNAP, ha affermato che le risposte da parte del Vaticano “sono sempre le stesse”.


 

MICHAEL DAY – ROMA – 16 GENNAIO 2013

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