Tutto è in gioco nella nuova “Grande partita”

RASSEGNA STAMPA Asia Times   131223 Tutto è in gioco nella nuova “Grande partita” Pepe Escobar Tesi AT: La maggiore partita del XXI, è quella tra Usa e Cina, ma l’accordo con l’Iran, se verrà siglato e andrà oltre la questione del nucleare, avrà rimportanti riflessi sulla nuova grande partita che si sta giocando in Eurasia, compresa quella tra Usa e Cina. Sarà uno sconvolgimento tettonico della mappa geopolitica dell’Eurasia: l’Iran emergerà come la vera superpotenza dell’Asia S-O (MO) contro la volontà sia di Israele che dei sauditi. Il fatto che esista un accordo provvisorio dei 5+1 con l’Iran, ma […]
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RASSEGNA STAMPA

Asia Times   131223

Tutto è in gioco nella nuova “Grande partita”

Pepe Escobar

Tesi AT:

La maggiore partita del XXI, è quella tra Usa e Cina,

ma l’accordo con l’Iran, se verrà siglato e andrà oltre la questione del nucleare, avrà rimportanti riflessi sulla nuova grande partita che si sta giocando in Eurasia, compresa quella tra Usa e Cina. Sarà uno sconvolgimento tettonico della mappa geopolitica dell’Eurasia: l’Iran emergerà come la vera superpotenza dell’Asia S-O (MO) contro la volontà sia di Israele che dei sauditi.

Il fatto che esista un accordo provvisorio dei 5+1 con l’Iran, ma non tra Usa e Afghanistan, significa che l’Afghanistan rimane un campo di battaglia disputato da Iran e Arabia Saudita, battaglia che rientra nella più grande partita geopolitica, in corso dall’invasione americana dell’Irak, nel 2003, ai confini nord del MO fino al Khorasan e al Sud Asia.

 

 

–        Da ricordare che l’Iran non è mai stato ostracizzato dai BRICS, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, dal Movimento dei non allineati, e da gran parte dei PVS.

–        L’Amministrazione Obama ha avvertito il presidente afghano, Karzai, o firma un accordo bilaterale sulla sicurezza che autorizza una surrogato dell’occupazione americana (Iran), o gli Usa ritireranno tutti i soldati a fine 2014.

In ogni caso l’Iran manterrà o amplierà la propria sfera di influenza in Afghanistan.

 

 

 

–        l’Afghanistan, crocevia tra il Centro e il Sud Asia, è cruciale per la proiezione di potenza iraniana, secondo solo all’Asia S-O, che noi chiamiamo Medio Oriente.

 

 

–        L’Arabia Saudita farà tutto il possibile, per impedire all’Iran questa proiezione di potenza, utilizzando i sunniti in tutta l’area AfPak (Afghanistan-Pakistan).

–        L’Iran può contare sull’alleanza dell’India, un’alleanza contro l’asse Arabia-Pakistan, che appoggia in Siria un ampio spettro di islamisti. Iran-India e Afghanistan stanno sviluppandola tratta meridionale di una nuova Via della Seta, con la costruzione di un’autostrada che collega l’Afghanistan al porto iraniano di Chabahar, che gli consentirà uno sbocco sull’Oceano Indiano.

 

 

–        Anche l’Irak è per un ampio accordo con l’Iran, da cui dipende per il commercio, l’elettricità ed aiuti materiali contro i jihadisti islamisti/salafiti.

–        Favorevole anche la Turchia, contraria alle sanzioni occidentali contro l’Iran.

Più importanti del conflitto turco-iraniano sul futuro della Siria sono la questione energetica e lo sviluppo del commercio; questo fa prevedere una convergenza turco-iraniana su una soluzione pacifica per la Siria – e senza il coinvolgimento dell’Iran non è possibile.

 

 

 

–  La Turchia dipende dal gas iraniano a basso prezzo; in crescita il commercio turco con l’Iran, obiettivo per il 2015 $30MD; oltre 2500 gruppi iraniani hanno investito in Turchia;

–  la Turchia punta sulla ricostruzione della Siria, e l’Irak potrebbe aiutare attingendo dalla ricchezza petrolifera. Se si risolve il conflitto in Siria, può iniziare la costruzione dell’oleodotto Iran-Irak-Siria (da $10MD), con eventuale prolungamento in Turchia.

 

 

–        Anche la Cina è favorevole all’accordo con l’Iran, per essa importante fonte di energia. Impensabile una minaccia di sanzioni Usa per l’acquisto di petrolio iraniano contro la Cina, verso la quale essi sono debitori per oltre $ 1 000 MD.

–        La Russia, che mediando sulle armi chimiche siriane ha salvato l’Amministrazione Obama da un intervento militare nella crisi siriana, ha ottenuto la cancellazione del sistema di difesa balistico Nato in Centro Europa, con basi in Romania e Polonia, giustificato come difesa contro l’Iran.

 

 

–        Secondo una visione di realpolitik l’Amministrazione Obama mira ad una bilancia di potenza tra Iran, Arabia Saudita e Israele;

–        secondo una visione machiavellica sarebbe un modo per contrapporre i sunniti agli sciiti, gli arabi ai persiani, per paralizzarli;

secondo una lettura più prosaica, gli Usa non sono più disponibili a proteggere militarmente né Israele né i sauditi.

 

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NYT 140106

Usa e Iran di fronte a nemici comuni nella contesa mediorientale

NYT: L’Iran ha offerto ieri (06.01.’13) agli Usa di inviare a Baghdad aiuti militari, assieme a quelli americani, per il governo sciita di Baghdad contro i sunniti radicali della  provincia di Anbar, loro roccaforte. Una mossa del nuovo primo ministro Rouhani e del suo ministro Esteri Javad Zarif con l’obiettivo di fare dell’Iran una potenza regionale.

L’Amministrazione Obama riconosce che l’Iran può avere un peso nelle questioni regionali, dall’Afghanistan alla Siria; ed essendo l’Iran un’isola di stabilità in una regione scossa da forti scontri, gli Usa non hanno molte altre opzioni.

La distensione Usa-Iran irrita gli alleati regionali degli Usa, Arabia Saudita e Israele, e su questo si basano le critiche interne agli Usa.

Secondo analisti iraniani, Teheran si serve degli Usa per indebolire il suo maggior rivale regionale, l’Arabia Saudita; cooperando con la Russia l’Iran è riuscito a modificare la partita sia in Irak che in Siria; è riuscito a mantenere al potere Assad e ad avere una forte influenza su Irak e Afghanistan.

Usa e Iran si trovano dalla stessa parte su una serie di questioni regionali mediorientali; si trovano accomunati dalla lotta contro il movimento internazionale di giovani guerriglieri sunniti, sotto la bandiera di Al Qaeda in Siria, Libano, Irak, Afghanistan e Yemen. L’influenza regionale Usa, riluttanti ad intervenire militarmente, è in declino; nonostante i mille miliardi spesi dagli americani e gli oltre 4000 morti, aumenta l’instabilità in Irak.

 

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Reuters      131129

L’India accelera il progetto del porto iraniano dopo la distensione Usa-Iran

–        India e Cina competono per assicurarsi i rifornimenti di energia per lo sviluppo economico, investendo in progetti all’estero e offrendo assistenza ingegneristica e finanziaria.

–        Il porto di Chabahar, nel S-E iraniano, è il primo porto estero che l’India sta sviluppando direttamente; è importante per aggirare il Pakistan ed aprire un collegamento con l’Afghanistan – e il Centro Asia – dove ha sviluppato accordi di sicurezza e interessi economici; sarà un’altra apertura per il commercio indiano con l’Iran stesso.

–        Chabahar è nel Golfo di Oman a 72 km dal porto pakistano di Gwadar, costruito dalla Cina come parte del progetto di aprire una corridoio per l’energia e il commercio dal Golfo attraverso il Pakistan alla Cina occidentale, con una serie di porti in paesi stranieri (chiamata collana di perle).

–        L’India lo finanzia in parte; ha promesso $100 mn. per migliorare le strutture portuali, dopo i $100 mn. per la costruzione di una strada di 220 km di collegamento tra l’Afghanistan occidentale  e il porto di Chabahar.

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