Opel verso la chiusura di due fabbriche in Europa.

La prossima settimana (probabilmente mercoledì) il top management Opel illustrerà al Consiglio di amministrazione il piano di ristrutturazione che prevederebbe la chiusura di uno o due impianti in Europa con l’obiettivo di ridurre la capacità produttiva di circa il 30%. Lo rivela Automotive News. Dopo i quasi 600 milioni di euro persi nel 2011 (12° bilancio annuale in passivo), il gruppo General Motors si vede costretto ad accelerare il programma di rinascita delle attività europee. Secondo un membro del Consiglio dei lavoratori, che ha preferito restare anonimo, l’attuale eccessiva sovracapacità produttiva nella regione potrebbe essere smaltita con la chiusura […]
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La prossima settimana (probabilmente mercoledì) il top management Opel illustrerà al Consiglio di amministrazione il piano di ristrutturazione che prevederebbe la chiusura di uno o due impianti in Europa con l’obiettivo di ridurre la capacità produttiva di circa il 30%. Lo rivela Automotive News. Dopo i quasi 600 milioni di euro persi nel 2011 (12° bilancio annuale in passivo), il gruppo General Motors si vede costretto ad accelerare il programma di rinascita delle attività europee. Secondo un membro del Consiglio dei lavoratori, che ha preferito restare anonimo, l’attuale eccessiva sovracapacità produttiva nella regione potrebbe essere smaltita con la chiusura di due stabilimenti che ora sono di troppo. Ma è chiaro che, in caso di effettiva decisione in tal senso, il board dei lavoratori si opporrebbe fermamente al piano. Sebbene le scorse settimane il presidente Karl-Friedrich Stracke abbia ribadito di voler onorare l’impegno preso a suo tempo di non chiudere fabbriche fino a tutto il 2014, la persistente sfavorevole congiuntura internazionale potrebbe davvero indurre General Motors a rivedere i propositi.

Lo stabilimento Opel di Bochum e quello Vauxhall di Ellesmere Port rimangono i candidati principali alla chiusura, ma Opel ha già tagliato i ritmi di produzione nell’impianto tedesco di Eisenach e nel sito spagnolo di Saragozza dove si assembla la Corsa. Se Gm Europe chiudesse le fabbriche, si potrebbe scatenare un processo a catena che andrebbe a coinvolgere anche le strutture del Gruppo Psa a seguito della recente alleanza strategica tra le due aziende (da AutoLinkNews)

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